L’opera donata a Maria Valtorta

Da Wiki Maria Valtorta.
L’Opera di Maria Valtorta fu manoscritta su dei normali quaderni di carta, oggi viene proposta in volumi pubblicati dal Centro Editoriale Valtortiano

L’Opera di Maria Valtorta è costituita principalmente da scritti “ispirati” (‘visioni’ e ‘dettati’). Maria Valtorta ricevette la sua Opera principale, L’Evangelo come mi è stato rivelato, essenzialmente attraverso le ‘visioni’, mentre le diverse opere secondarie — I Quaderni del 1943, I Quaderni del 1944, I Quaderni del 1945-1950, i Quadernetti, il Libro di Azaria e le Lezioni sull’Epistola di Paolo ai Romani — principalmente attraverso i ‘dettati’, oltre che mediante alcune ‘visioni’ occasionali. A queste si aggiungono gli scritti di carattere autobiografico e personale, come l’Autobiografia e le lettere private.

1. Origine e natura dei testi

Nei suoi ‘dettati’ Gesù attribuisce i testi “ispirati” e l’Opera principale di Maria Valtorta allo Spirito Santo. In particolare ne parla nell’ultimo capitolo denominato “Commiato all’Opera”, dove dice:

Nella sera dell’ultima Cena agli undici che mi amavano Io ho detto: “Quando lo Spirito Consolatore sarà venuto vi ricorderà tutto ciò che Io ho detto”. Quando Io parlavo avevo sempre presente, oltre ai presenti, tutti quelli che mi sarebbero stati discepoli nello spirito, e con verità e volontà di volere. Lo Spirito Santo, che già con la sua Grazia infonde in voi facoltà di ricordare Iddio, traendo le anime dall’intontimento della Colpa originale e liberandole dagli offuscamenti che, per la triste eredità di Adamo, fasciano la luminosità degli spiriti creati da Dio perché ne godessero la vista e conoscenza spirituale, completa la sua opera di Maestro “ricordando”, nel cuore di coloro che sono da Lui condotti e che sono i figli di Dio, quanto Io ho detto e che costituisce il Vangelo.

Ricordare qui è per illuminare lo spirito di esso. Perché nulla è ricordare le parole del Vangelo se non se ne comprende lo spirito. E lo spirito del Vangelo, che è amore, può essere fatto comprendere dall’Amore, ossia dallo Spirito Santo, il Quale, così come è stato il vero Scrittore del Vangelo, ne è anche il solo Commentatore, poiché solo l’autore di un’opera sa lo spirito della stessa e lo comprende, anche se non riesce a farlo comprendere ai lettori della stessa. Ma là dove non riesce un autore umano, perché ogni perfezione umana è ricca di lacune, giunge lo Spirito perfettissimo e sapientissimo. Perciò solo lo Spirito Santo, Autore del Vangelo, è anche Colui che lo ricorda e commenta e completa in fondo alle anime dei figli di Dio.

“Il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre vi manderà in mio Nome, vi insegnerà ogni cosa, vi rammenterà tutto quello che ho detto” (Giovanni, cap. 14, v. 26).

“Quando poi sarà venuto quello Spirito di Verità, Egli vi ammaestrerà in ogni vero; ché non vi parlerà da sé stesso, ma dirà tutto quello che ha udito e vi annunzierà l’avvenire. Egli mi glorificherà, perché riceverà del mio e ve lo annunzierà. Tutto quello che ha il Padre è mio; per questo ho detto che Egli riceverà del mio e ve lo annunzierà”. (Giovanni, capo 16°, v. 13-14-15). EMV 652

Gesù definisce dunque il dono di quest’Opera come memoria attualizzata (anamnesi[1]) del Vangelo eterno, che “commenta e completa in fondo alle anime dei figli di Dio”. A coloro che obiettassero, a ragione, che la Rivelazione è conclusa, Gesù precisa:

E ancora: se obbiettate che la rivelazione si è chiusa con l’ultimo Apostolo e non c’era nulla più da aggiungere, perché lo stesso Apostolo dice nell’Apocalisse: “Se uno vi aggiungerà qualche cosa, Dio porrà su lui le piaghe scritte in questo libro” (cap. 22, v. 18), e ciò può intendersi per tutta la Rivelazione alla quale l’Apocalisse di Giovanni è ultimo coronamento, Io vi rispondo che non fu con quest’opera fatta aggiunta alla Rivelazione, ma ricolmate le lacune che si erano prodotte per cause naturali e voleri soprannaturali. (EMV 652)

La conformità degli Scritti di Maria Valtorta al Vangelo, ma anche alla Bibbia, è una delle loro caratteristiche principali. Per quanto riguarda questi scritti “ispirati”, Maria Valtorta non è l’autrice.

  • le ‘visioni’: Maria Valtorta è soltanto l’autrice delle descrizioni. Descrive ciò che vede, sente o percepisce con parole proprie, ma l’origine della ‘visione’ è “ispirata”. Gesù le chiede di non omettere alcun dettaglio[2], poiché li ritiene importanti per ottenere la massima autenticità possibile.
  • i ‘dettati’: Maria Valtorta si limita a trascrivere ciò che le viene ‘dettato’, inizialmente Gesù o Maria e, in seguito, Dio Padre, lo Spirito Santo, l’angelo custode o i santi. Sono le loro parole quelle che leggiamo, così come vengono comprese da Maria Valtorta. Ella non possedeva le capacità o le conoscenze necessarie per trattare la maggior parte degli argomenti affrontati.

In entrambi i casi, Gesù definisce Maria Valtorta “strumento” o “portavoce”, in riferimento alla lunga preparazione che ella visse per essere soltanto la “penna di Dio”, secondo l’espressione attribuitale da uno dei suoi agiografi[3], in accordo a quanto viene espresso nell’Opera stessa[4]. A questo scopo, e per evitare che si verificasse una perdita di informazioni nel passaggio dalla ‘rivelazione’ alla sua trascrizione, Maria Valtorta scrive personalmente e immediatamente, senza preparazioni e correzioni, beneficiando di un particolare aiuto divino.

  • Gli scritti non ispirati: Maria Valtorta si esprime in qualità di autrice nelle proprie lettere private e nei commenti che inserisce, assai raramente, nelle ‘visioni’ e nei ‘dettati’. Questi scritti personali sono nettamente distinti dagli scritti “ispirati”, che ella non ritocca mai. Sono proprio gli scritti d’autrice a testimoniare la santità di Maria Valtorta, e non le ‘visioni’ e i ‘dettati’, che non possono esserle attribuiti. Tra queste testimonianze, la sua Autobiografia riveste un’importanza particolare.

Le modalità di ricezione dell’Opera sono documentate all’interno dell’Opera stessa, sia per quanto riguarda i dettagli della manifestazione del carisma in sé, sia per quanto concerne le ragioni divine del dono dell’Opera, sia, infine, per le istruzioni da seguire in merito alla sua redazione, revisione e trasmissione.

Vedi anche la voce: Visioni e dettati di Maria Valtorta.

Articolo in corso di redazione

Visione d'insieme degli Scritti di Maria Valtorta.webp

Note

  1. ↑ L’anamnesi è un termine medico e liturgico. Indica il richiamo alla memoria del passato vissuto e si contrappone all’amnesia, che ne costituisce l’oblio. In ambito liturgico il termine si riferisce alla preghiera che segue la Consacrazione Eucaristica quando il sacerdote pronuncia l’acclamazione: «Mistero della fede» e l’assemblea risponde: «Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta». Detto anche: Memoriale.
  2. ↑ Maria Valtorta, I Quaderni del 1944, 25 gennaio, pp. 90-91
  3. ↑ «Per obbedienza scrive la sua autobiografia, la prima opera valtortiana, e da qui inizia la sua attività di scrittrice, diventando per diversi anni la penna di Dio». Dalla biografia di Maria Valtorta di don Massimo Cuofano, dal sito Santi e Beati
  4. ↑ Maria Valtorta, I Quaderni del 1945-19502 giugno 1946, p.242.