Pareri autorevoli sull’Opera di Maria Valtorta

Da Wiki Maria Valtorta.
immagine rielaborata con AI
Maria Valtorta (1897-1961) e la Basilica di San Pietro a Roma[1]

Questa pagina raccoglie i principali pareri autorevoli di membri della Chiesa e di ecclesiastici sull’Opera di Maria Valtorta. Questa sintesi rimanda ai singoli articoli che li approfondiscono e li documentano.

In un ‘dettato’ del 28 gennaio 1947[2], Gesù precisa a Maria Valtorta:

L’opera che viene data agli uomini attraverso il “piccolo Giovanni” [Maria Valtorta] non è un libro canonico. Ma è sempre un libro ispirato, che Io dono per aiutarvi a comprendere certi passi dei canonici e specie a comprendere ciò che fu il mio tempo di Maestro e a conoscermi: Io, Parola, nelle mie parole. (Q45-50, 28 gennaio 1947)

Pareri dei Sommi Pontefici

Papa Pio XII

Papa Pio XII (1876-1959)

— Pontificato dal 2 marzo 1939 al 9 ottobre 1958.

Il 26 febbraio 1948 il Sommo Pontefice ricevette in udienza privata tre religiosi Servi di Maria: i padri Romualdo Migliorini, Corrado Berti e Andrea Cecchin. Essi erano venuti a chiedergli «la grazia di poter stampare i volumi dei “dettati” e delle “visioni” di Maria Valtorta». In precedenza avevano inviato al Santo Padre «dieci grossi volumi di “dettati” e “visioni” di Maria Valtorta, che portavano il titolo provvisorio di “Parole di vita eterna” o “Vangelo di Gesù Cristo”».

Al termine dell’udienza, Pio XII consigliò di pubblicare l’opera così com’era, senza togliere nulla, neppure le dichiarazioni esplicite che riferivano di “dettati” e “visioni”; nello stesso tempo, tuttavia, non approvò il testo di una prefazione che parlava di un fenomeno soprannaturale. Secondo il consiglio del Papa, ogni interpretazione doveva essere lasciata al lettore:

Pubblicate quest'opera così come sta; chi legge capirà.

E aggiunse:

Si sente parlare di tante visioni e rivelazioni. Io non dico che tutte siano vere; ma qualcuna vera ci può essere.

Pio XII aveva poi indicato ai padri serviti di rivolgersi a un Ordinario[3][4] per ottenere un regolare imprimatur a norma del Diritto Canonico.

Papa Paolo VI

Papa Paolo VI (1897-1978)

— Pontificato dal 21 giugno 1963 al 6 agosto 1978

Fu durante il suo pontificato che venne disposta la soppressione dell’Indice dei libri proibiti (1965-1966).

In precedenza, nel 1963, Mons. Pasquale Macchi, segretario particolare del Papa, aveva confermato a padre Berti che l’opera di Maria Valtorta non era effettivamente iscritta all’Indice (che all’epoca non era ancora stato abolito). Aggiunse inoltre che il Papa, quando era ancora Arcivescovo di Milano, aveva letto uno dei quattro volumi dell’opera di Maria Valtorta e aveva donato l’opera completa al Seminario maggiore di Milano.

Il 17 gennaio 1974, la Segreteria di Stato (la più alta autorità del Vaticano) trasmise a padre Roschini una lettera con le congratulazioni del Santo Padre per la pubblicazione del suo libro[5], apertamente favorevole a Maria Valtorta.

Papa Giovanni Paolo II

Papa Giovanni Paolo II (1920-2005)

— Pontificato dal 16 ottobre 1978 al 2 aprile 2005

Papa Giovanni Paolo II non si è mai pronunciato pubblicamente sull’Opera di Maria Valtorta. Tuttavia, sotto il suo pontificato, ha canonizzato Padre Pio da Pietrelcina, che ne raccomandava la lettura, e ha beatificato Madre Teresa di Calcutta, lettrice dell’opera, che portava sempre con sé nei suoi viaggi.

Padre Yannick Bonnet, durante i suoi studi a Roma[6], ha incontrato per tre volte il cardinale Stanisław Dziwisz, segretario personale di Giovanni Paolo II. Egli testimonia che il cardinale Dziwisz gli ha confermato di aver visto spesso i libri di Maria Valtorta sul comodino del Sommo Pontefice.

Fu invece in questo periodo che, sotto la guida del cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, vennero adottate le prime disposizioni pastorali riguardanti l’opera di Maria Valtorta.

Papa Benedetto XVI

Papa Benedetto XVI (1927-2022)

— Pontificato dal 19 aprile 2005 al 28 febbraio 2013

In qualità di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, in una lettera del 31 gennaio 1985 indirizzata al cardinale Siri, sconsigliò la diffusione dell’opera di Maria Valtorta «al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti». Questa preoccupazione pastorale era stata assunta sulla base della documentazione lasciata dai suoi predecessori.

Ma alcuni anni dopo, ebbe l’occasione di leggere personalmente l’opera di Maria Valtorta in un contesto diverso. Al termine di circa un anno di approfondimento, scrisse al direttore di una rivista[7] di cui era assiduo lettore «che, dopo averli esaminati, potevamo riprendere la pubblicazione di articoli su Maria Valtorta e la vendita delle sue opere, con la motivazione che nulla nei suoi scritti contraddiceva la fede e la morale».[8]

Successivamente dispose che l’opera di Maria Valtorta non fosse considerata sullo stesso piano della Rivelazione divina, ma come il modo in cui Maria Valtorta narrava il Vangelo. Questo orientamento, che non ne proibiva né la lettura né la diffusione, fu ripreso dalla Conferenza Episcopale Italiana e, trentatré anni più tardi, anche dal Dicastero per la Dottrina della Fede.

Fu inoltre durante il pontificato di Benedetto XVI che vennero beatificati due noti sostenitori dell’opera di Maria Valtorta e che, nella Basilica della Santissima Annunziata di Firenze, furono celebrate le commemorazioni per il sessantesimo anniversario della morte di Maria Valtorta, sotto la presidenza dell’Arcivescovo mons. Piergiacomo De Nicolò, già nunzio apostolico.

Papa Francesco

Papa Francesco (1936-2025)

— Pontificato dal 13 marzo 2013 al 21 aprile 2025.

In una lettera del 24 febbraio 2024 indirizzata a don Ernesto Zucchini, presidente della Fondazione Maria Valtorta di Viareggio, Papa Francesco ha incoraggiato a:

proseguire con tanto impegno il vostro compito di dare a conoscere la vita di Maria Valtorta e la sua opera letteraria, particolarmente tutto quello che può offrire per il bene della Chiesa e della società.

E ha aggiunto:

Avanti!

Pronunciamenti ufficiali

Conferenza Episcopale Italiana (CEI)

La lettera della CEI

Il 6 maggio 1992 mons. Dionigi Tettamanzi, Segretario Generale della CEI, chiese all’editore Emilio Pisani la sua collaborazione affinché, in un’eventuale ristampa dei volumi dell’opera di Maria Valtorta, fosse chiaramente indicato che le “visioni” e i “dettati” in essi riferiti non possono essere ritenuti di origine soprannaturale, ma devono essere considerati semplicemente forme letterarie di cui si è servita l'Autrice per narrare, a suo modo, la vita di Gesù.

La lettera era motivata dalle «frequenti richieste» pervenute alla Conferenza Episcopale Italiana, volte a conoscere la posizione della Chiesa sugli scritti di Maria Valtorta. Essa esprimeva il pensiero del cardinale Joseph Ratzinger e sarebbe stata ripresa, quasi integralmente, dal Dicastero per la Dottrina della Fede nel 2025.


Non si trattava più di proibire l’opera, come era avvenuto prima dell’abolizione dell’Indice (nel 1966), né di scoraggiarne la diffusione (come nel 1985), ma piuttosto di orientare correttamente la lettura.

Mozione sinodale dei vescovi cinesi

Il 27 aprile 2007, i vescovi cinesi, nei documenti in preparazione del “Sinodo sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa” (Lineamenta[9]), espressero il desiderio che le opere di Maria Valtorta continuassero a essere tradotte nella loro lingua, «per aiutare il popolo di Dio a comprendere e gustare meglio il messaggio del Vangelo».

Commissione dottrinale della Conferenza Episcopale Francese (CEF)

Il 29 settembre 2021, la Commissione dottrinale della Conferenza dei Vescovi di Francia pubblicò un Breve Avvertimento con finalità pastorali, in risposta all’intensificarsi della diffusione degli scritti di Maria Valtorta sia nelle parrocchie sia su internet.

Il documento richiamava i precedenti giudizi negativi espressi dal Magistero della Chiesa (l’iscrizione all’Indice dei libri proibiti e la lettera del cardinale Ratzinger del 1985), ribadiva poi la distinzione tra la “Parola di Dio” e le rivelazioni private, evidenziando i possibili rischi pastorali e spirituali connessi a un approccio esclusivamente individuale a tali scritti.

Comunicato del Dicastero per la Dottrina della Fede

Il 22 febbraio 2025, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato un comunicato volto a rispondere alla crescente richiesta da parte di fedeli e sacerdoti di conoscere la posizione della Chiesa sugli scritti di Maria Valtorta.

Il comunicato riprendeva i termini della Conferenza Episcopale Italiana, esprimendo la posizione del cardinale Josef Ratzinger sulla necessità di una lettura prudente dell’opera, che non doveva essere confusa con la Rivelazione pubblica. Precisava che la Chiesa riconosce come autentici soltanto gli scritti presenti nel canone delle Scritture, al quale rinviava.

Pareri di cardinali e prelati

Mons. Alfonso Carinci, Segretario della Congregazione dei Riti

Mons. Alfonso Carinci[10]

Questa Congregazione (oggi soppressa) si occupava della disciplina di tutto il culto liturgico, delle cause di canonizzazione della Chiesa cattolica e dell’organizzazione delle cerimonie pontificie. In tale ambito mons. Alfonso Carinci (1862-1963) ebbe modo di seguire, nel corso della sua lunghissima carriera, diverse centinaia di processi di canonizzazione e beatificazione.

Dal 1949 al 1955 intrattenne una corrispondenza epistolare[11] con Maria Valtorta, che andò a trovare a Viareggio già a partire dal 1948. A quanto egli stesso scrive nell’attestato a papa Pio XII del 1952[12]:

Mentre la stampa immorale invade il mondo e le rappresentazioni corrompono la gioventù, viene spontaneo di ringraziare il Signore per averci dato, per mezzo di questa Sofferente, inchiodata in letto, un’Opera così letterariamente bella, così dottrinalmente e spiritualmente elevata, accessibile e profonda, attraente alla lettura e capace di essere riprodotta in rappresentazioni cinematografiche e di teatro sacro.

Cardinale Augustin Bea, Rettore del Pontificio Istituto Biblico

Card. Augustin Bea[1]

Nel 1952 Augustin Bea (1881-1968) espresse due pareri, a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, sull’opera di Maria Valtorta.

Nel primo si dichiarò «molto impressionato dal fatto che le descrizioni archeologiche e topografiche sono proposte con notevole esattezza» e ritenne che l’opera «potrebbe fare un gran bene nelle famiglie cattoliche, specialmente del popolo».

Non riteneva che dovesse pubblicarsi «come derivante da visioni o stati straordinari», bensì come «Vita di Gesù, raccontata e illustrata per il popolo cattolico».

Un giudizio che svilupperà ulteriormente in una seconda relazione, come consultore del Sant’Uffizio. Tuttavia, nel dubbio, raccomanderà di non pubblicarla.

Cardinale Antony Padiyara, Arcivescovo maggiore della Chiesa siro-malabarese

Car. Padiyara

Nel 1996, questo Arcivescovo Maggiore (Patriarca) della Chiesa cattolica siro-malabarese del Kerala (India) e Padre conciliare, si espresse a proposito dell’opera di Maria Valtorta dopo che fu tradotta in lingua malayalam, la lingua parlata nell’India meridionale e in particolare nella regione del Kerala. Il card. Antony Padiyara (1921-2000) scrisse:

Questi volumi trattano della vita e dell’attività del Signore nostro Gesù Cristo nei minuziosi dettagli della vita quotidiana, rivelando la personalità di Gesù e della nostra Santa Madre come nessun altro libro ha mai fatto.

Mons. Gregorios

Mar Benedict Gregorios, Arcivescovo Metropolita e Primate della Chiesa cattolica siro-malankara

Benedict Gregorios (1916-1994) fu Primate di una delle Chiese cattoliche orientali del Kerala, partecipò in tale veste alle quattro sessioni del Concilio Vaticano II come Padre conciliare.

Nel 1992 salutò la traduzione dell’opera di Maria Valtorta nella lingua locale, scrivendo:

Ciò permetterà al nostro popolo di conoscere meglio e di amare maggiormente Nostro Signore Gesù Cristo.

Mons. Pakiam

Mons. Maria Callist Soosa Pakiam, Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Kerala

Mons. Maria Callist Soosa Pakiam fu nominato alla guida dell’Arcidiocesi (di rito latino) di Trivandrum nel 2004 e divenne Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Kerala nel periodo 2016-2019. Nel 1992 affermò che l’opera di Maria Valtorta costituisce:

un inestimabile contributo alla missione della Chiesa di far conoscere e amare il Signore e Salvatore nostro, Gesù Cristo.

Mons. Pearce[1]

Mons. George Hamilton Pearce, Arcivescovo Metropolita delle Isole Figi

Mons. George Hamilton Pearce (1921-2015) è stato il primo Vescovo della Diocesi cattolica romana di Apia, nelle Samoa, e il primo Arcivescovo dell’Arcidiocesi cattolica romana di Suva, nelle Isole Figi. Il 6 giugno 1986 scrive all’editore Emilio Pisani affermando:

Trovo [quest’opera] straordinariamente ispiratrice. Mi è impossibile immaginare che qualcuno possa leggere quest’opera monumentale con mente aperta senza convincersi che il suo Autore non possa essere altri che lo Spirito Santo di Dio.

Mons. Roman Danylak, Amministratore Apostolico della Chiesa greco-cattolica ucraina per il Canada

Mons. Danylak[1]

Autore di diversi articoli in difesa dell’opera di Maria Valtorta, mons. Roman Danylak (1930-2012) si fece anche ‘portavoce’ di pareri raccolti durante i suoi soggiorni in Vaticano:

Il cardinale Ratzinger ha riconosciuto, in lettere private, che quest’opera è esente da errori di dottrina o di morale. La Conferenza Episcopale Italiana ha riconosciuto la stessa cosa nella sua corrispondenza con l’attuale direttore responsabile, il dott. Emilio Pisani.

Mons. Angelo Mercati, Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano

Mons. Mercati[1]

Mons. Angelo Mercati (1870-1955), archivista e storico presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, poi custode dell’Archivio Segreto Vaticano (nonché fratello minore del Cardinale Giovanni Mercati), nel 1950 rilasciò a padre Corrado M. Berti O.S.M. la seguente testimonianza[13] sull’Opera di Maria Valtorta:

Sono stato professore di teologia dommatica per 18 anni e devo dire che si tratta di un’opera perfettamente cattolica, in tutto e per tutto. Ne sono rimasto sbalordito. Non so che cosa dire. Da molti anni ormai mi dedico unicamente alla storia e rimango profondamente colpito da tutta questa moltitudine di notizie, di dettagli ecc. che si notano nel volume che mi hanno passato.

Pareri di Vescovi e di fondatori di movimenti ecclesiali

Mons. Paolo Giulietti, Vescovo referente per la causa di Maria Valtorta

Mons. Paolo Giuletti

L’Arcivescovo di Lucca (Toscana) è l’«Ordinario» competente per l’introduzione della causa di beatificazione di Maria Valtorta e per la valutazione della sua opera, ossia l’autorità ecclesiastica di riferimento per la Chiesa. Sarà lui (o il suo successore) a condurre l’indagine diocesana preliminare che precede un eventuale giudizio della Chiesa sull’opera.

Dal 2021 al 2023 è intervenuto cinque volte rivolgendosi ai lettori di Maria Valtorta. Nell’omelia della Santa Messa del 23 aprile 2023, ha definito le “visioni” di Maria Valtorta una “esegesi narrativa”, paragonabile all’arte sacra, in quanto capaci di illuminare e approfondire il racconto evangelico senza tuttavia sostituirlo.

Mar Joseph Kundukulam, Arcivescovo della Chiesa siro-malabarese

Mar Joseph Kundukulam[1]

Mons. Joseph Kundukulam (1917-1998) è stato Arcivescovo della Chiesa siro-malabarese, una delle Chiese cattoliche orientali del Kerala (India). A motivo del suo straordinario impegno a favore dei più bisognosi e delle numerose opere da lui fondate, venne soprannominato “il Padre dei poveri”.

A proposito dell’opera di Maria Valtorta, scrisse:

Papa Pio XII, dopo averle lette, espresse la sua fiducia in queste “visioni”. Sebbene la Chiesa non le abbia dichiarate ufficialmente autentiche, i lettori possono leggerle con grande beneficio spirituale e comprendere nei dettagli ciò che gli evangelisti hanno scritto in modo conciso.

Mons. Eric Benjamin Moktan, Vescovo di Darjeeling

Mons. Eric Benjamin[1]

Primo vescovo autoctono della diocesi di Darjeeling, eretta nel 1962 ai piedi dell’Himalaya, svolse il proprio ministero in un contesto missionario caratterizzato da una grande varietà etnica, linguistica e religiosa.

Il 30 marzo 1992, in una lettera di sostegno alla traduzione in lingua malayalam dell’opera di Maria Valtorta, scrisse:

Sono stato informato che il libro Il Poema dell’Uomo-Dio viene tradotto in lingua malayalam in vista della sua pubblicazione nella lingua locale, affinché possa essere di ispirazione e di crescita spirituale per un gran numero di persone. L’iniziativa è importante e merita di essere sostenuta, considerata la verità intrinseca e la popolarità dell’opera. Auguro a padre Louis Koduppana e ai suoi collaboratori la benedizione di Dio e ogni successo nella più ampia diffusione del libro.

Mons. Valerian D'Souza

Mons. Valerian D’Souza, Vescovo di Poona

Era soprannominato “il vescovo cantante” perché amava trasmettere la Parola di Dio attraverso il canto. Ricoprì numerosi incarichi a livello regionale e fu chiamato da Papa Giovanni Paolo II a far parte del Pontificio Consiglio Cor Unum, dedicato all’azione caritativa a favore dei bisognosi e dei sofferenti.

In merito all’Opera di Maria Valtorta, allora conosciuta con il titolo Il Poema dell’Uomo-Dio (oggi diffusa in tutto il mondo con il titolo L’Evangelo come mi è stato rivelato), nel 1992 scrisse:

Il Poema dell’Uomo-Dio di Maria Valtorta mi ha dato molto, sia sul piano personale sia nel mio ministero. Questi cinque volumi meritano una vasta diffusione e un’ampia lettura. Io stesso ho fatto conoscere quest’opera a numerosi sacerdoti, religiosi e laici, incoraggiandoli a leggerla.

Mons. Joseph Kureethara, Vescovo di Cochin

Mons. Joseph Kureethara[1]

Vescovo di Cochin, nel Kerala (India), mons. Joseph Kureethara (1929-1999) espresse la propria convinzione che Maria Valtorta avesse realmente “visto” e “udito” gli avvenimenti da lei descritti nelle sue opere. Dichiarò inoltre di non ravvisare nei suoi scritti alcun elemento contrario alla fede o alla morale cristiana.

I Vangeli del Nuovo Testamento, gli Atti degli Apostoli e le Epistole ci offrono soltanto racconti limitati della vita di Gesù. Lo stesso san Giovanni scrisse: “Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che si dovrebbero scrivere” (Gv 21,25).

Il Poema dell’Uomo-Dio di Maria Valtorta racchiude invece la ricchezza dell’esperienza di una persona che, mediante una speciale rivelazione privata, ha visto, udito e vissuto personalmente gli avvenimenti della vita quotidiana di Cristo. Quest’opera è preziosa per comprendere con chiarezza le realtà sociali, geografiche e storiche di quell’epoca.

Non vi si riscontra alcun errore in materia teologica o morale. Al contrario, la considero la migliore risorsa per approfondire, comprendere e interpretare i Vangeli.

Suor Maria Veronica Algranati (Nonna Susanna)

“Nonna Susanna”[1]

Conosciuta dal grande pubblico come “Nonna Susanna”[14] grazie alle sue trasmissioni radiofoniche, questa religiosa era anche giornalista e curava una rubrica sulla rivista Vita Femminile. Nel 1972 scrisse all’editore Emilio Pisani che, su esplicita richiesta di Padre Pio da Pietrelcina, avrebbe iniziato a pubblicare estratti dell’opera di Maria Valtorta, che in seguito lesse integralmente alla radio.

A proposito dell’opera di Maria Valtorta, scrisse questa testimonianza all’editore Emilio Pisani:

Sappia che a pregarmi di leggere quei volumi e a riportarne capitoli su Vita Femminile fu il rev. P. Pio, qualche mese prima di andare in Paradiso. Lui amava molto Vita e sovente mi mandava a dire ciò che desiderava si pubblicasse. La volle sempre all’ospedale Sollievo della Sofferenza, dove settimanalmente ne vanno 900 copie. Io feci osservare al buon Padre che col mio lavoro non sarei riuscita a leggere i 10 volumi e lui sorridendo rispose: Li leggerà e mi ascolterà.

Suor Maria Veronica Algranati fu inoltre fondatrice della comunità religiosa “Figlie di Madre Umilissima, serve della Redenzione”, i cui membri conducono una vita dedicata alla preghiera e al servizio della Chiesa. Il loro carisma centrale è l'assistenza e il sostegno ai sacerdoti, ispirandosi alla figura della Veronica per “asciugare il volto di Cristo” nel ministero sacerdotale.

Padre Giandomenico Mucci S.J. cofondatore de i Servi inutili del Buon Pastore

Padre Giandomenico Mucci[1]

Padre Giandomenico Mucci S.J. (1938-2020) è considerato “uno degli scrittori più prestigiosi” della rivista La Civiltà Cattolica[15], pubblicazione tradizionalmente ritenuta particolarmente vicina alla Santa Sede[16]. Il 23 aprile 1996, rispose a nome del direttore de La Civiltà Cattolica, a un lettore che si interrogava sul significato morale della precedente iscrizione dell’Opera di Maria Valtorta all’Indice dei Libri Proibiti. Questo il suo commento:

Poiché è chiaro che i libri di Maria Valtorta non solo non costituiscono per Lei un pericolo per la fede, ma anzi irrobustiscono la Sua fede, e in questa lettura la Sua coscienza è tranquilla anche a motivo del conforto che Le proviene dalle autorevoli testimonianze da Lei citate, mi sembra che Lei possa continuare questa Sua lettura senza cedere a dubbi o a scrupoli o, tanto meno, al dissenso che alcuni studiosi esprimono sull’opera della Valtorta.

Padre Mucci fu inoltre, per circa trent’anni, padre spirituale presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica, la scuola che forma i diplomatici della Santa Sede.

Fu anche uno dei fondatori del movimento Servitori Inutili del Buon Pastore (SI).

Pareri di autorevoli teologi

Mons. Ugo Lattanzi, professore di teologia fondamentale

Mons. Ugo Lattanzi (1899-1969) Decano della Pontificia Università Lateranense e perito della Commissione Teologica del Concilio Ecumenico Vaticano II, rimase colpito dall’abbondanza di dettagli presenti nell’opera di Maria Valtorta. Egli riteneva:

Non ritengo assolutamente possibile che la donna che ne è l’autrice — donna di cultura media inferiore — abbia potuto scrivere tanta materia, currenti calamo, senza aver subìto l’influsso di un potere preternaturale.

Pur rilevando la presenza di poche scene che lo lasciavano “perplesso” osservava:

In questi volumi ci sono pagine veramente splendide per pensiero e per forma; descrizioni di situazioni psicologiche degne di Shakespeare e dialoghi condotti alla maniera socratica, degni di Platone, e descrizioni di natura e di ambiente degne del più immaginifico scrittore.

Al termine del suo esame, in vista del nihil obstat[17] per il quale era stato consultato, concluse:

Ho infatti la convinzione che la lettura di questi volumi, così trattati, possa condurre più di un’anima indifferente a dissetarsi alle sorgenti di acqua viva: alla Sacra Scrittura.

René Laurentin[1]

Teologo, esegeta, storico e mariologo di fama internazionale, Mons. René Laurentin (1917-2017) fu uno dei maggiori specialisti cattolici del XX secolo nel campo delle apparizioni mariane e dei fenomeni mistici. Partecipò al Concilio Vaticano II come esperto e dedicò numerosi studi alla figura e all’opera di Maria Valtorta. Egli definisce così il posto specifico che occupa la sua opera letteraria:

Maria Valtorta condusse una vita santa, offrendo se stessa come anima vittima, una scelta che impone rispetto e ammirazione. Tra le “vite rivelate”, la sua opera si distingue per numerosi motivi: contiene un minimo di elementi meravigliosi marginali, in conformità con la sobrietà del Vangelo. […] Ciò che essa afferma è convergente e costantemente conforme al Vangelo. Questo è tanto più sorprendente in quanto racconta una quantità di episodi secondari altrimenti ignoti. […] È quella che meglio si accorda con le innumerevoli scoperte dell’esegesi contemporanea.

Padre Gabriele Roschini[1]

Filosofo, teologo, agiografo e mariologo, Padre Gabriele Maria Roschini O.S.M. (1900-1977) fu consultore del Sant’Uffizio e fondatore della Pontificia Facoltà Teologica Marianum di Roma, divenuta uno dei principali centri di studi mariologici del mondo cattolico. A proposito dell’opera di Maria Valtorta, nella prefazione del suo libro La Madonna negli scritti di Maria Valtorta[5], confessò:

Mi sento però in dovere di confessare candidamente che la Mariologia quale risulta dagli scritti, editi e inediti, di Maria Valtorta, è stata per me una vera rivelazione. Nessun altro scritto mariano, e neppure la somma degli scritti mariani da me letti e studiati, era stato in grado di darmi, del Capolavoro di Dio, un’idea così chiara, così viva, così completa, così luminosa e così affascinante: semplice e sublime insieme.

Tra la Madonna presentata da me e dai miei colleghi (i Mariologi) e la Madonna presentata da Maria Valtorta, a me sembra trovare la stessa differenza che corre tra una Madonna di cartapesta e una Madonna viva, tra una Madonna più o meno approssimativa e una Madonna completa in ogni sua parte, sotto tutti i suoi aspetti.

Concludendo così la sua prefazione:

Chi vuol conoscere la Madonna (una Madonna in perfetta sintonia col Magistero ecclesiastico, particolarmente col Concilio Vaticano II, con la S. Scrittura e la Tradizione ecclesiastica) legga la Mariologia della Valtorta!

Testimonianze di Santi e Venerabili

San Pio da Pietrelcina O.F.M. Cap. (Padre Pio)

Padre Pio[18]

Questo celebre santo non si limitò a raccomandare la lettura dell’opera di Maria Valtorta, ma ne incoraggiò attivamente la diffusione. Secondo diverse testimonianze, inoltre, si manifestò più volte a Maria Valtorta[19].

Una sua una figlia spirituale, Elisa Lucchi, detta Malvina, di Forlì, gli chiese se fosse opportuno leggere gli scritti di Maria Valtorta:

«Padre, ho udito parlare dei libri di Maria Valtorta. Mi consigliate di leggerli?».

Risposta del Padre: «Non te lo consiglio, ma te lo ordino!».

Poco prima della sua morte, Padre Pio chiese a Suor Maria Veronica Algranati, conosciuta come “Nonna Susanna”, di pubblicare alcuni estratti dell’opera sulla rivista Vita Femminile e di leggerla personalmente.

Santa Teresa di Calcutta (Madre Teresa)

Madre Teresa di Calcutta[18]

Questa testimonianza (lettera firmata datata 25 aprile 2016) è stata riferita da Padre Leo Maasburg come ricordo personale del suo rapporto con Santa Teresa di Calcutta e del suo interesse per gli scritti di Maria Valtorta.

Padre Leo Maasburg, direttore nazionale delle Opere Pontificie Missionarie in Austria, è stato un collaboratore stretto di Madre Teresa di Calcutta e suo confessore per quattro anni.

Secondo la sua testimonianza Madre Teresa ha sempre viaggiato portando con sé tre libri:

- la Sacra Bibbia,

- il suo breviario,

- un terzo libro.

Quando padre Leo Maasburg le ha chiesto circa il terzo libro, lei rispose che si trattava di un libro di Maria Valtorta. Alle sue domande sul suo contenuto, Madre Teresa gli disse: “leggilo”, e ripeteva semplicemente questo.

Beato Gabriele M. Allegra O.F.M.

Padre Gabriele Allegra[1]

Missionario e biblista di grande prestigio, nonché autore della prima traduzione integrale della Sacra Bibbia in lingua cinese, il Beato Gabriele Maria Allegra, nel giugno 1970, approfittando di una degenza nell’ospedale di Macao, stendeva una relazione[20] sull’Opera di Maria Valtorta nell’intento di illustrarla ad eventuali traduttori:

Io ritengo che l’Opera [di Maria Valtorta] esiga una origine soprannaturale […]

È proprio dei carismi che essi vengano elargiti dallo Spirito di Gesù per il bene della Chiesa, per l’edificazione del Corpo di Cristo; e io non vedo come si possa ragionevolmente negare che il Poema [L’Evangelo come mi è stato rivelato] edifichi e diletti i figli della Chiesa. […]

Ora, senza prevenire il giudizio della Chiesa, che sin da questo momento accetto con sottomissione assoluta, mi permetto di affermare che, essendo per il discernimento degli spiriti principale criterio la parola del Signore: ex fructibus eorum cognoscetis... [Matteo 7,20], e producendo il Poema [L’Evangelo come mi è stato rivelato] buoni frutti in un numero sempre crescente di lettori, io penso che esso venga dallo Spirito di Gesù.

Beata María Inés Teresa del Santissimo Sacramento

Madre María Inés Teresa[1]

Fondatrice di sei congregazioni religiose e istituti, questa religiosa messicana, in una lettera del 22 maggio 1978 indirizzata all’editore Emilio Pisani, scriveva:

Io sono molto affezionata alla lettura dell’opera Il Poema dell’Uomo-Dio [L’Evangelo come mi è stato rivelato]. Veramente è diventata una delle fonti di lettura spirituale più bella.

La Beata Madre María Inés-Teresa Arias, fondatrice delle Missionarie Clarisse del Santissimo Sacramento, non è stata soltanto una lettrice dell’Opera di Maria Valtorta, ma anche una propagatrice. Ce lo attesta una lettera giunta vent’anni dopo la sua morte da parte di suor María Uranga, una consorella che ha collaborato con la Beata Madre María Inés-Teresa Arias nelle missioni di tutto il mondo:

Quando cominciò ad uscire [l’edizione dell’Opera in lingua spagnola] io, per incarico della Nostra Reverenda Madre, feci tutte le ordinazioni per fornire le 35 case sparse per il mondo che fino ad allora aveva fondato Nostra Madre, perché a lei piaceva molto, e inoltre regalò a Vescovi, Sacerdoti e persone la collana dei volumi in spagnolo e italiano.

Venerabile Luigina Sinapi, serva di Dio

Luigina Sinapi (1916-1978)[1]

In alcune lettere scritte da Maria Valtorta, viene fatta menzione di una mistica trentenne di nome Luciana che era in stretti rapporti con il Santo Padre e che perorò la pubblicazione dell’opera di Maria Valtorta.

In particolare, nel gennaio del 1950[21], durante una visita in Vaticano, Luciana portò al Sant’Uffizio un messaggio dal Cielo: li avvisava del male che stavano facendo alle anime ostacolando l’opera di Maria Valtorta all’insaputa del Papa. La reazione fu violenta, arrivando a minacce, brutalità fisiche e persino a una minaccia esplicita di stupro da parte di un prelato, che però rimase come paralizzato fino a quando non confessò pubblicamente quella violenza.

In gennaio [1950] (verso la fine del mese) Nostro Signore Gesù Cristo le dette ordine di andare al Sant’Uffizio, per rimproverare quei... messeri del male che facevano alle anime col negare la stampa dell’opera; al Santo Padre, che tutti accusano d’essere l’autore del blocco mentre egli crede l’opera già sbloccata, approvata ecc. ecc., secondo le sue direttive; a me, trattata con inganno; ad un Ordine religioso che dall’opera trarrebbe lustro e utile per le sue Missioni devastate dalla guerra.

È possibile congetturare che, dietro al nome di Luciana (magari utilizzato per motivi di discrezione), vi possa essere proprio la figura della mistica Luigina Sinapi (1916-1978) che, effettivamente, ebbe in quegli stessi anni un intenso rapporto d’amicizia con papa Pio XII e anche con Padre Pio.

Note

  1. 1,00 1,01 1,02 1,03 1,04 1,05 1,06 1,07 1,08 1,09 1,10 1,11 1,12 1,13 1,14 immagine rielaborata con AI
  2. Maria Valtorta, I Quaderni del 1945-1950, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri (2006), 28 gennaio 1947, pag. 309
  3. Vedi documento: Santo Uffizio - Brevi Notizie, 2 febbraio 1949, relazione di mons. Giovanni Pepe
  4. Padre Berti - Punti Cruciali, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri (2025), §.20 del capitolo “Sincera relazione delle vicissitudini”, pag. 85-86
  5. 5,0 5,1 Gabriele M. Roschini, La Madonna negli scritti di Maria Valtorta, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri (1973)
  6. Negli anni dal 1996 al 1999. Padre Yannick Bonnet (1933-2018) è diventato sacerdote in età avanzata, dopo essere rimasto vedovo. Laureato in Scienze Politiche ed ex direttore delle risorse umane di un grande gruppo industriale francese, è stato padre di sette figli. Deve la sua vocazione sacerdotale alla scoperta di Maria Valtorta e ne ha parlato con il cardinale Stanisław Dziwisz.
  7. L’Homme Nouveau, un giornale cattolico francese
  8. Geneviève Esquier, Testimonianza riprodotta nell’articolo “Le lettere inedite di Joseph Ratzinger” disponibile sul sito ufficiale della Fondazione Erede di Maria Valtorta
  9. documento preparatorio del Sinodo
  10. rielaborazione a colori di una foto di mons. Alfonso Carinci dell’11 novembre 1962
  11. Maria Valtorta, Lettere a Mons. Carinci, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri (2006)
  12. Emilio Pisani, Pro e contro Maria Valtorta, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri (2022), capitolo “Gli Attestati del 1952 e una petizione a Pio XII”, pag. 68
  13. Padre Berti, “Punti Cruciali”, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri (2025), pag.142
  14. “Nonna Susanna” era il nome con cui Suor Maria Veronica Algranati (1901-1985) si firmava sulla rivista Vita Femminile di Bologna.
  15. Rivista culturale della Compagnia di Gesù, fondata nel 1850, è la più antica ancora attiva in lingua italiana.
  16. Prima della pubblicazione la rivista viene esaminata, in fase di bozza, dalla Segreteria di Stato della Santa Sede, per averne l’approvazione definitiva.
  17. il nihil obstat è una dichiarazione con cui un censore teologico attesta di non aver riscontrato errori contro la fede o la morale in un’opera; non costituisce di per sé un’approvazione dell’origine soprannaturale dei contenuti.
  18. 18,0 18,1 rielaborazione a colori di una fotografia in bianco e nero
  19. Emilio Pisani, Padre Pio e Maria Valtorta, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri (1999)
  20. Emilio Pisani, Pro e contro Maria Valtorta, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri (2022), pag. 147
  21. Lettere a Madre Teresa Maria – volume secondo, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri (2013), pp. 280-281