Gesù

    Da Wiki Maria Valtorta.


    Disegno del Volto di Gesù, di Lorenzo Ferri dal volume “Valtorta and Ferri

    «Il tuo Nome».

    «Gesù di Giuseppe di Giacobbe, della stirpe di Davide, e di Maria di Gioacchino della stirpe di Davide e di Anna d’Aronne, Maria, la Vergine sposata nel Tempio, perché orfana, dal Sommo Sacerdote, secondo la legge d’Israele». (EMV 68.2)

    Gesù, vero Dio e vero uomo

    Alla festa delle Capanne (Sukkot) durante il Terzo anno di Vita pubblica, la fama di Gesù è al suo apice. Anche l’ostilità dichiarata del Tempio. "Chi è davvero?", questo è il dibattito tra la folla[1].

    "Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia".

    Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: "Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato". (Giovanni 7,26-29)

    Gesù risponde: "Voi mi conoscete?" e sviluppa un importante discorso sulla sua natura di Dio e sulla sua natura d’uomo[2]. Non è certo la prima volta che Gesù svela la sua natura, ma è la più completa e la più esplicita. La profondità è tale che Maria Valtorta confesserà di averne colto l’importanza, ma non tutta la portata.

    Un’esistenza radicata nella storia

    Ha 30 anni all’inizio della sua vita pubblica[3], che corrisponde all’anno 27 o 28 d.C. se ci si riferisce alla risposta dei Giudei: "Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni"[4]-[5]. Ora, il Tempio fu iniziato da Erode il Grande nel diciottesimo anno del suo regno. Lo sappiamo da Flavio Giuseppe. Vale a dire nel 19 a.C.[6]

    Nascita : "Io sono l’Encenia Eterna, Pietro. "Sai che sono nato proprio il 25 del mese di Casleu (Kisleu)?"[7] Questo giorno è quello della festa della luce (Hanukkah), le cui celebrazioni si estendono su otto giorni.
    Gesù nacque a Betlemme Efrata (di Giudea).[8]-[9] "(...) la Madre, che era già sul punto di partorire, venne, per ordine di Cesare Augusto, su avviso del delegato imperiale Publio Sulpicio Quirinio, mentre governatore della Palestina era Senzio Saturnino. L’avviso ordinava il censimento di tutti gli abitanti dell’Impero "(mentre il mondo era in pace[10]). Quelli che non erano schiavi dovevano recarsi nel luogo d’origine per iscriversi nei registri dell’Impero.

    Giuseppe, sposo della Madre, era della stirpe di Davide, e ugualmente la Madre. Obbedendo dunque a tale avviso, essi lasciarono Nazaret per venire a Betlemme, culla della stirpe regale. Poiché la locanda e gli altri alloggi erano pieni, trovarono soltanto una specie di povera grotta per ripararvisi.[11] Il tempo era freddo..."[12]
    Gesù nasce.[13] Riceve poi l’adorazione dei dodici pastori nella notte della sua Natività[14], e un anno dopo quella dei magi.[15]

    Si sa, dalla testimonianza di Gamaliel[16], che nell’anno della sua professione di fede (bar mitzvah), a Pasqua dell’anno 9, cioè intorno al 14 di Nisan, l’inverno era stato eccezionalmente freddo, ma seguito da un raccolto eccezionale. L’anno era stato allora di 13 mesi (WéAdar).

    Da notare che Gesù è davvero "figlio di Davide" secondo la carne, per la filiazione del nonno Gioacchino. Ciò corrisponde all’attestazione dell’angelo dell’Annunciazione: "Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre".[17] Si pensa spesso che tale filiazione indichi soltanto il suo "padre" Giuseppe. Non è così: l’appartenenza di Giuseppe E di Maria alla stirpe regale è una causa del loro matrimonio. Maria Valtorta, come le altre veggenti, lo conferma.[18]

    “Disegno di Gesù all'età di dodici anni”, di Lorenzo Ferri dal volume “Valtorta and Ferri

    Compiuti dodici anni, Gesù sostiene nel Tempio una discussione sul Messia con i più grandi teologi dell’epoca[19]: Hillel il liberale, suo nipote Gamaliel che diventerà un discepolo tardivo[20] e Sciammaï il rigorista.[21]

    Dopo il decesso di suo padre Giuseppe[22], riprende il mestiere di falegname: "lavoravo fino a quattordici ore al giorno senza provare dolore."[23] Più tardi eserciterà episodicamente questo mestiere: per salvare una vedova di Corozaïn dal fallimento[24] o per riparare i mobili di Nazaret.[25]

    Carattere e aspetto

    Maria Valtorta descrive l’aspetto di Gesù a vari stadi: sulla terra – risorto – durante i dettati – in Paradiso: vedi anche: Visage et aspect de Jésus.

    Anna ha dato al suo nipote la statura e il colore più avorio scuro della pelle.[26] Alto "biondo, con lunghi capelli pettinati, dal colorito bianco avorio, dagli occhi d’azzurro (azzurro chiaro), con un vestito semplice, ma maestoso".

    Ecco la bella, non confondibile voce, piena, sonora, pacata, espressiva, netta, virile, dolce e incisiva. (EMV 56.4)

    qui è Gesù che intona con la sua potente e bellissima voce di un leggero tono baritonale, fuso, a renderlo più prezioso, a vibrazioni tenorili; (EMV 195.4)

    Il suo aspetto e il suo carattere sono descritti da Maria Valtorta a seguito delle sue visioni della vita di Gesù, in particolare al capitolo 243.[27]

    Ma oltre a queste visioni, ella lo vede e lo osserva quando le appare nella sua stanza per intrattenersi con lei e dettarle catechesi:

    E oggi, anzi da ieri nel pomeriggio, è qui Gesù, nella sua solita veste di lana bianca dal bianco piuttosto avoriato, così diversa nella pesantezza e nella sfumatura dalla splendida veste che pare di un lino immateriale, e tanto candido da parere luce filata, che lo copre in Cielo. È qui con le sue belle mani lunghe e affusolate di un bianco tendente all’avorio vecchio, col suo bel volto lungo e pallido dove splendono gli occhi dominatori e dolci di zaffiro scuro fra le folte ciglia di un castano scintillante di biondo-rosso. È qui coi bei capelli lunghi e morbidi, dal biondo rosso più vivo nei punti in luce e più cupo nel fondo delle pieghe. (I Quaderni del 1944, notte del 7 giugno)

    Gesù è radicato in una cultura: il suo parlare galileo è riconoscibile.[28] È anche molto sensibile alla natura e alla creazione, il rabbì Gamaliele, lungo la strada da Neftali a Giscala chiede a Gesù:

    «Tu ami molto le erbe e gli animali, non è vero?».

    «Molto. È il mio libro vivente. L’uomo ha sempre davanti le fondamenta della fede. La Genesi vive nella natura. Ora, uno che sa vedere, sa anche credere. (EMV 160.5)

    «Hai figli o nipoti, Maestro?», chiede Plautina che osserva con che sorrisi Gesù stuzzica la piccola per farla ridere. «Non ho né figli né nipoti. Ma amo i bambini come amo i fiori. Perché sono puri e senza malizia. [...] (EMV 167.5)

    Ecco anche il suo atto di grazia la sera del primo anniversario di Vita Pubblica, mentre contempla le bellezze di un giardino[29]:

    "Ti benedico, Padre Santo, per questa perfezione e per la gioia che mi hai dato!"

    Dorme poco.[30] Camminando e predicando di giorno, pregando spesso per buona parte della notte, Gesù non sembra risentire né della fame né della sete, né del caldo né del freddo, né del rigore delle stagioni.[31]

    Si può leggere la sua descrizione durante la Trasfigurazione, nel terzo anno della sua vita pubblica.[32]

    L’aspetto di Gesù risorto è descritto, secondo le sue apparizioni:

    "Gesù è molto diverso da ciò che il pensiero può richiamare: è in piena forma, senza ferite né sangue, ma soltanto abbagliante della luce che sgorga a fiotti dalle cinque piaghe ed esce da tutti i pori della sua epidermide. (...) i raggi che scaturiscono dalle mani e dai piedi lo aureolano di lame di luce, dalla testa cinta da un diadema composto delle innumerevoli ferite della corona di spine, che non danno più sangue ma soltanto splendore, fino all’orlo della veste quando, aprendo le braccia che ha incrociato sul petto, scopre la zona di luminosità vivissima che filtra dal suo abito dandogli lo splendore di un sole all’altezza del cuore.[33] Allora, è realmente la "Luce" che ha preso corpo.
    Non si tratta della debole luce della terra, né del povero chiarore degli astri o del sole. È la Luce di Dio: tutto lo splendore paradisiaco si raccoglie in un solo Essere e gli dona un azzurro inconcepibile negli occhi, fuochi d’oro al posto dei capelli, bianchi puri e angelici per veste e colorito e, ciò che è indescrivibile con parole umane (...) l’amore di Dio, l’amore per Dio: ecco la Luce che è il Cristo risorto e che gli dà forma."[34]

    • A sua madre, la Vergine Maria:

    "Maria, che si è scossa al rumore e alza la testa per vedere quale vento abbia aperto le imposte, vede il Figlio raggiante: bello, infinitamente più bello di quanto lo fosse prima di soffrire, sorridente, vivo, più luminoso del sole, vestito di un bianco che pare luce tessuta, e che avanza verso di lei (...) E con un grido si getta al suo collo, lo abbraccia e lo bacia, ridendo tra le lacrime. Bacia la sua fronte dove non vi sono più ferite, la sua testa che non è più scompigliata né coperta di sangue, i suoi occhi abbaglianti, le sue guance guarite, la sua bocca che non è più gonfia. Poi gli prende le mani e ne bacia il dorso e il palmo, sulle ferite raggiate, e all’improvviso si china ai suoi piedi, li scopre da sotto la veste di splendore e li bacia. (...)"[35]

    "Guarda. Sono vere mani e vere ferite. Osserva i miei piedi. Vedi come questo segno è quello del chiodo? Sì, sono davvero Io e non un fantasma. Toccatemi. I fantasmi non hanno corpo. Io ho una vera carne su un vero scheletro." Pone la mano sulla testa di Giovanni che ha osato avvicinarsi a lui: "Senti? È calda e pesante." Gli soffia sul volto: "E questo è il respiro." (...)
    Gesù offre del cibo e mangia e dà a ciascuno un poco di ciò che mangia. E li guarda, così buono ma così maestoso, che ne restano paralizzati. (...) Gesù sembra emanare una luce pur essendo di una Carne simile alla nostra."[36]

    • Agli apostoli con Tommaso ritornato:
    "Il corpo di Gesù è dapprima formato da leggere linee di luce, come vedo in Cielo il Padre e gli angeli santi: immateriale. Poi si materializza sempre di più fino a prendere in ogni punto l’aspetto di un corpo reale, quello del suo divino corpo glorificato. (...) Gesù è vestito di bianco, come quando è risorto ed è apparso a sua Madre. Bellissimo, affettuoso e sorridente, tiene le braccia lungo il corpo, un poco discoste, con le mani verso terra e i palmi rivolti agli apostoli. Le piaghe delle mani somigliano a due stelle di diamante da cui escono due raggi vivissimi.
    Non vedo i suoi piedi, coperti dalla veste, né il suo costato. Ma il tessuto del suo abito, che non è terrestre, lascia passare una luce là dove copre le divine ferite. All’inizio sembra che Gesù non sia che un corpo di chiarore lunare; poi, quando si è concretizzato apparendo fuori dall’alone di luce, ha i colori naturali dei capelli, degli occhi, della pelle. È Gesù, insomma, Gesù-uomo-Dio, ma divenuto più solenne ora che è risorto." (...)
    E quando mostra le ferite a Tommaso: "La luce non esce più dalle ferite da quando, uscito dal suo alone di luce lunare, si è messo a camminare come un uomo mortale, sicché le ferite appaiono nella loro sanguinosa realtà: due fori irregolari – quello di sinistra arriva fino al pollice – che trapassano un polso e il palmo alla base, e una lunga ferita che, nella parte superiore, forma lievemente un accento circonflesso, sul suo fianco."[37]
    • Durante l’Ascensione:

    "Gesù è in piedi su un’ampia pietra che sporge un poco, tutta bianca in mezzo all’erba verde di una radura. È inondato di sole, il che rende la sua veste bianca come neve e fa brillare come oro i suoi capelli. I suoi occhi brillano di una luce divina. Apre le braccia in un gesto d’abbraccio. Sembra voler stringere sul suo seno tutte le moltitudini della terra che il suo spirito vede rappresentate in quella folla. (...)
    Si trasfigura in bellezza. Com’è bello! Bello come sul Tabor, ancor più. Tutti cadono in ginocchio per adorarlo. Mentre già si solleva dalla pietra su cui è posato, cerca ancora una volta il volto di sua Madre, e il suo sorriso raggiunge una potenza che nessuno potrà mai rendere… È il suo ultimo addio a sua Madre.
    Sale, sale… Il sole, ora più libero di abbracciarlo, poiché nessun fogliame, neppure leggero, intercetta i suoi raggi, colpisce col suo splendore il Dio-Uomo che ascende col suo corpo santissimo al Cielo e svela le sue piaghe gloriose che risplendono come vivi rubini.
    Il resto è un sorriso di luce madreperlacea. È davvero la Luce che si manifesta per ciò che è, in quest’ultimo istante come nella notte della Natività. La Creazione scintilla della luce del Cristo che sale. Luce che supera quella del sole… Luce soprannaturale e beata… Luce che discende dal Cielo incontro alla Luce che sale… E Gesù Cristo, il Verbo di Dio, scompare alla vista degli uomini in un oceano di splendori…"[38]

    La sua vita pubblica

    I tre anni di vita pubblica scandiscono i tre colpi della Redenzione dell’umanità. In[39], Gesù distingue tre volti per i tre anni della sua vita pubblica: "All’inizio dominava il Maestro. Ora, ecco che si rivela il Salvatore. La fine avrà il volto del Redentore".

    Il primo anno, quello del Maestro, comincia con il suo Battesimo, il suo ritiro nel deserto. È l’anno del reclutamento dei futuri apostoli e dei principali discepoli. È respinto dai grandi della Giudea. Si conclude con la vita in comune con i suoi apostoli alla Belle-Eau, dove dà la sua prima serie di insegnamenti (il Decalogo) (EMV 118 a EMV 132).

    Il secondo anno, l’anno del Salvatore, vede un discorso di rottura con i farisei pronunciato a Cesarea Marittima[40] e la costituzione di un gruppo di donne discepole, che diventeranno le 12 sante donne che lo seguiranno fino al Calvario. (EMV 150 a EMV 157).

    È l’anno del grande insegnamento del Discorso della Montagna, le Beatitudini (EMV 169 a EMV 174) che fonda realmente tutto il suo insegnamento di Salvatore (inizio Adar). "Io, che sono il Cristo, prego costantemente per avere la forza contro Satana." (EMV 183 a EMV 251 / EMV 252).

    L’ostilità cresce verso di lui. Giuda si radicalizza e comincia a tradire: una prima volta durante un soggiorno a Nazaret, poi denunciando alcune persone "poco raccomandabili" del seguito di Gesù (Jean d’Endor, Sintica). Ciò obbliga a far emigrare ad Antiochia le persone coinvolte. Esse fonderanno la comunità cristiana di questa città.

    Il terzo anno, l’anno del Redentore, è l’occasione di questo viaggio per alcuni apostoli. Giuda e Tommaso sono stati allontanati sotto il pretesto delle feste di Hanukkah. Giuda, durante questo periodo invernale, inizierà una vera caccia all’uomo per ritrovare i "fuggiaschi", mentre Tommaso evangelizzerà la sua regione, Rama in Giudea. Gesù si trasfigura in Redentore: fonda la sua Chiesa istituendo Pietro, e poi rivelandosi nella Trasfigurazione sul monte Tabor.[41]

    Poco prima della 3ª Pasqua, Gesù compie la seconda moltiplicazione dei pani. Raggiunge allora un apice di popolarità e tuttavia pronuncia un discorso di rottura radicale: quello sul Pane di Vita[42], che divide in due la folla che lo segue: un piccolo numero che gli resta fedele e una massa che ormai si unirà alla schiera di coloro che gli sono ostili. Giuda, nonostante brevi periodi di miglioramento, si “insatanisce” sempre di più e sempre più apertamente. Gesù passerà ad Aczib un periodo durissimo di digiuno e di preghiera per tentare di riscattarlo: invano.[43]

    Così Gesù, in questo scenario di grande ostilità e grande fedeltà, potrà dire: "l’odio e l’amore mi spingono a compiere il mio destino." Durante la 3ª Pentecoste avviene un evento importante: il discorso di rottura con il fariseismo al banchetto di Elchias: "Guai a voi farisei ipocriti" ... ([44]-[45]-[46]). Da quel momento, lo scenario che porterà alla Passione si mette in moto: volontà di uccidere Gesù da parte dei farisei e decisione di circuire Giuda.[47] Gesù deve salvarsi? No, risponde Gesù a Lazzaro di Betania: "Io devo salvare."[48]

    Varie : La corona della Passione era costituita da spine di nabacà, il giuggiolo di Palestina.[49]

    Il suo nome

    Nome latino, tratto dal greco "Iêsous", proveniente a sua volta dall’ebraico "yechoua", forma tarda di "yehochoua", cioè Giosuè: "l’Eterno è salvezza" oppure Dio salva. Una delle pronunce di Gesù doveva essere "Jésaï" se si crede al nome dato a un piccolo bambino e alla riflessione di Maria in[50].

    Nel Libro di Azarias, l’angelo spiega il nome ebraico di Gesù "Yehoshua":

    "Essendo Gesù Cristo, ha forse cessato di essere Dio? No, non ha cessato di esserlo, ma è giunto fino ad assumere la natura umana, diventando veramente uomo per poter essere il Salvatore, cioè Yehoshua.[51]

    Gli studiosi spiegano che ciò significa Salvatore. Ma, anima mia, questo significa anche qualcosa di ben più potente! Contempla e confronta il nome del figlio di Maria con il nome di Dio così come lo dicevano gli Ebrei. Hanno la stessa radice per indicare la stessa origine e la stessa natura. Gesù dunque vuol dire Dio, ancora Dio. E vuol dire anche Salvatore nella sua seconda parte: Oshua.[52] Tuttavia, la sua ascendenza, più precisamente la sua origine in Dio Padre, è confermata dalla radice del nome."[53]

    Yehoshua è la contrazione di "Yeho" (יְהוֹ), che rappresenta il nome di Dio (יהוח), e di "shua" (שוע), che significa "un grido d’aiuto!", cioè un grido lanciato da qualcuno che chiede di essere soccorso.

    Nel L'Evangelo come mi è stato rivelato

    copertina libro

    Passaggi chiave

    • Potenza del nome di Gesù.[54]
    • La natura divina di Gesù.[55]
    • Gesù si dichiara apertamente Figlio di Dio nel Tempio di Gerusalemme.[56]
    • Ritratto di Gesù.[57]
    • In principio era il Verbo.[58]
    • 2º apologo della favola contro Abimelech in rapporto con il destino di Gesù.[59]
    • Come Giuda vede in Gesù un Messia con volto umano.[60]
    • Ma la gente, chi dice che io sia? E come definiscono il Figlio dell’uomo?[61]
    • Viva Gesù, perché Gesù vuol dire "Salvatore". E sono Io che vi salvo. Salvo tutti, ricchi e poveri, bambini e vecchi, Israeliti e pagani, tutti, purché vogliate darmi la volontà di essere salvati. Gesù è per tutti.[62]
    • "Dicci dunque chi sei, dalla tua bocca di verità e di giustizia" - "E non ve l’ho detto molte volte chi sono? Sono quasi tre anni che ve lo dico, e prima di Me ve lo ha detto Giovanni al Giordano e la Voce di Dio venuta dai Cieli."[63]