Maria Valtorta nell’Opera
Questa pagina raccoglie alcuni passi dell’Opera di Maria Valtorta che riguardano la sua esperienza interiore e la missione che le viene attribuita negli scritti. Le disposizioni della sua anima sono descritte come mutevoli: talvolta vengono approvate dagli interlocutori celesti, talvolta sono oggetto di richiami quando si discostano dalla volontà di Gesù. I brani provengono principalmente da L’Evangelo come mi è stato rivelato e dagli altri scritti valtortiani.
La pagina documenta quanto viene riferito nei testi, senza formulare valutazioni sull’origine soprannaturale degli scritti.
Maria Valtorta ne L’Evangelo come mi è stato rivelato
- Il ruolo redentivo attribuito a Maria Valtorta che si è offerta come anima-vittima:
[Dice Gesù:] «Non ti cesserà il soffrire: sei vittima. Ma parte di esso: questa, cessa. Poi verrà il giorno in cui Io ti dirò, come a Maria di Magdala morente: “Riposa. Ora è tempo per te di riposare. Dammi le tue spine. Ora è tempo di rose. Riposa e aspetta. Ti benedico, benedetta». (EMV 15.2)
- Gesù chiama spesso Maria Valtorta con l’appellativo di “Piccolo Giovanni”[1], in riferimento all’apostolo prediletto.
- Maria Valtorta, come Gesù, si affatica invano per convincere gli increduli e saziare i curiosi:
[Dice Gesù:] «Povera Maria, sei sfinita più di Giovanni di Endor. Ti autorizzo ad omettere le descrizioni dei luoghi. Tanto abbiamo dato per i ricercatori curiosi. E saranno sempre “ricercatori curiosi”. Nulla più. Ora basta. La forza fugge. Serbala per la parola». (EMV 297.5)
- Maria Valtorta vede e ode. Percepisce anche gli odori:
[Scrive Maria Valtorta:] «Il sole, già caldo, comincia la sua opera di coloritore e di distillatore di vegetali aromi e, mentre pennella di tinte più vive ciò che solo ieri era più pallido, scalda, e perciò estrae dalle zolle, dai prati in fiore, dai campi di cereali, dagli orti e frutteti, dai boschi, dai muri, dalle tele stese ad asciugare, le diverse note di odori, a farne un’unica sinfonia olfattiva, che durerà per tutta l’estate sino a spegnersi in un violento afrore di mosti nei tini, dove le uve premute si mutano in vino.». (EMV 564.1)
Negli altri scritti di Maria Valtorta
Nei Quaderni
- La prima ‘visione’ del 22 aprile 1943, la violetta ai piedi della Croce sul Calvario:
«Lei ieri sera mi ha vista sfinita. Ero realmente sfinita. Ma quando tocco il fondo della resistenza umana, e a chi mi vede do l’impressione d’essere un povero essere incapace persino di pensare, è proprio allora che ho delle - dirò così - illuminazioni. […] Mi dice ancora che il fiore può attirare altri sguardi alla sua croce, può far curvare altre creature sotto la pioggia del suo Sangue. Questo il compito del fiore verso il prossimo e verso Dio. Riparazione d’amore verso Gesù e attrazione a Gesù di molti cuori, accettando di vivere, per questo, in un brullo deserto, sola con la croce». (Q43, 22 aprile)
- Le prime ‘visioni’ di Maria Valtorta e sue considerazioni:
«La fatica fisica è un nulla di fronte alla fatica morale che devo compiere per alzare i veli oltre i quali è il soprannaturale. Perché? Per diverse ragioni. […] E ora che le ho detto le ragioni per cui non amo parlare, le dirò quelle per cui sento che non sono illusa, prendendo delle larve di delirio per verità soprannaturali e parole demoniache per parole divine. […] Sempre stamane lei mi diceva di scrivere di sensazioni passate. Le ho detto che non potrei ripetere ora esattamente quelle parole e perciò non le ripeto. Di mio non vi deve essere nulla». (Q43, 13 maggio)
- Il lavoro spirituale di Maria Valtorta su se stessa:
«Sono, come Maria Valtorta, molto umana con tutto quello che l’umanità porta con sé di suscettibilità, di orgoglio, di passioni ecc. ecc., e devo, per fare vivere la Maria della Croce, incenerire me stessa ogni momento per rinascere dalle mie ceneri umane, mistica fenice, in forma nuova e certamente più accetta al buon Dio». (Q43, 7 giugno)
- Disposizioni di Gesù a riguardo della diffusione dell’Opera, ancora incompiuta all’epoca:
[Dice Gesù:] «Non una aperta e risuonante diffusione, ma un lento effondere sempre più vasto, e che sia senza nome. Ciò per tutela del tuo spirito, che la superbia potrebbe turbare, e della tua persona che non ha bisogno di altre agitazioni. Quando la tua mano sarà ferma nella pace in attesa di risorgere nella gloria, allora, solo allora verrà fatto il tuo nome». (Q43, 23 agosto)
- Disposizioni di Gesù a riguardo di Maria Valtorta:
[Dice Gesù:] «E non insolentite il mio portavoce se vi dice questo. Beneditelo, invece, poiché vi fa conoscere la verità e vi dà modo di guardarvi fra le pieghe dell’anima e levarvi tanta polvere che ve la sporca. Se la verità è amara e vi dispiace, pensate che è colpa vostra se vi viene detta. Non bisognava meritarla questa verità. Era meglio. Ma poiché l’avete meritata, non abbiate lievito per il mio portavoce che con lacrime ve la dice. Ché se Io l’ho eletto a fare ciò, è perché l’amo e vedo nel suo spirito una dimora in cui sono sempre ricevuto con rispetto di suddito a Re e con semplicità di bambino verso il padre». (Q43, 2 dicembre)
- ‘dettato’ del 24 settembre 1944: quale posto occupano le opere delle veggenti e quale ruolo è loro assegnato? La missione del ‘portavoce’. Diversi consigli sulla divulgazione delle rivelazioni private. Annuncio delle tribolazioni che l’Opera di Maria Valtorta avrebbe dovuto affrontare[2].
- Perché è stata scelta Maria Valtorta:
[Dice Gesù:] «Nel mistico Corpo sono proprio queste membra, sprezzate dal mondo dei superbi, quelle che più fanno. […] Ma a questa piccola parte Io ho dato missione di richiamarvi e indicarvi alla Luce e la Luce. La Luce che vuole riaccendervi, o lampade fumiganti sotto vapori di razionalismo, o spente per molte cause che vanno dal disamore al denaro, dal denaro al senso, dal senso all’anticarità». (Q44, 21 agosto)
- Le tentazioni di Satana nei confronti di Maria Valtorta:
[Scrive Maria Valtorta:] «Fa quello che può, meglio che può, pur di darmi noia e portarmi alla inquietudine e ribellione, alla persuasione che pregare è inutile e che tutto è bugia». (Q45, 19 marzo)
- La sua etica personale:
[Scrive Maria Valtorta:] «E le assicuro che preferisco ancora lo scherno, a Maria Valtorta, all’idolatria per me. Questa mi dà una noia non descrivibile. Mi sembra che mi spoglino in mezzo ad una piazza, mi svaligino del mio prezioso segreto… che so? Ne soffro, ecco. Lo scherno fa meno male se dato a Maria Valtorta. Basta non leda i “dettati” e non li faccia prendere come una burla e una follia…». (Q45, 19 marzo)
- La sua Passione confidata a padre Migliorini, suo direttore spirituale:
[Scrive Maria Valtorta:] «[…] le assicuro che vivo la mia passione. […] Tutte le sofferenze di soffrire in me ciò che Lui ha sofferto. Tutta l’agonia per stare curva sulla sua agonia. Ma che sia nota a Lui solo, a lei che mi è padre, e a me. E basta». (Q45, 19 marzo)
- L’unicità di Dio nell’anima di Maria Valtorta:
[E il Signore parla:] «Uno per uno sono caduti gli usurpatori del mio posto in te. E il tuo Dio solo è tornato il tuo Re al quale cantasti il Miserere del tuo sapiente pentimento. (Q45, 10 aprile)
- Il tormento di Satana contro Maria Valtorta:
[Scrive Maria Valtorta:] Non potendomi prendere altrimenti, [Satana] mi prende così: con l’insinuazione che sono io quella che scrivo, e non è Gesù che fa vedere e detta. Sa che, se potesse persuadermi di questo, io mi ripiegherei nella desolazione e nel terrore di aver peccato e avrei paura della morte e del Giudizio. Oh! se mi tortura! Mi sbalordisce tanto con la sua voce continua che io, non appena Gesù chiude visione e parola, perdo ogni facoltà di godere di quanto è la mia vita, ossia di questo soprannaturale che mi avvolge e mi fa “portavoce”». (Q45, 4 ottobre)
Nei testi fondamentali del cristianesimo
Il carisma della profezia nella Bibbia
- «Abbiamo doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi: chi ha il dono della profezia la eserciti secondo ciò che detta la fede» (Rm 12,6).
- «Aspirate alla carità. Desiderate intensamente i doni dello Spirito, soprattutto la profezia» (1 Cor 14,1).
- «Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione» (2 Pt 1,20).
Nel Catechismo della Chiesa cattolica
Non ci sarà altra rivelazione[3].
- Catechismo della Chiesa cattolica, §66:
«L’economia cristiana, in quanto è Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai e non c’è da aspettarsi alcuna nuova rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo. Tuttavia, anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente esplicitata; toccherà alla fede cristiana coglierne gradualmente tutta la portata nel corso dei secoli».
- Catechismo della Chiesa cattolica, §67:
«Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate “private”, alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di “migliorare” o di “completare” la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica».
La fede cristiana non può accettare « rivelazioni » che pretendono di superare o correggere la Rivelazione di cui Cristo è il compimento. È il caso di alcune religioni non cristiane ed anche di alcune recenti sette che si fondano su tali « rivelazioni ».
Note
- ↑ EMV 70.9
- ↑ Maria Valtorta, I Quaderni del 1944, 24 settembre
- ↑ CCC §66 e §67