Pietro
È un galileo di Betsaida. Si chiama Simone, ma Gesù lo soprannomina “Pietro” (Kefa in aramaico). È figlio di Giona, già deceduto al tempo della vita pubblica di Gesù. Della madre non si conosce il nome. Ha un solo fratello noto, Andrea. Pietro è sposato con Porfirea e non ha figli.
Carattere ed aspetto fisico
Pietro è basso e tarchiato, con “la voce un poco rauca”[1]. Maria Valtorta lo descrive così:
Ugualmente con capelli corti, ma di un color pepe e sale, perché con diversi capelli bianchi fra il nero, è Pietro. Pare dai 45 anni in là. Basso e muscoloso. (Q44, 2 gennaio)
I suoi occhi sono espressivi e “un poco bovini”[2]mentre le sue mani, grosse e corte, hanno le vene in evidenza. È “un grande, un vecchio bambino!”[3], gli dice affettuosamente Gesù.
Pietro è loquace e piuttosto impulsivo: riesce a dominarsi solo compiendo grandi sforzi su sé stesso. Ciò è particolarmente vero nei confronti di Giuda, che ha il dono di farlo innervosire[4].
È schietto: “quel che penso dico, quel che ho in cuore ho sul labbro”[5] è una delle sue massime. La sua prontezza di spirito sfiora talvolta l’impertinenza: “Bada che mi sveglio, e sono come il lago. Dalla bonaccia alla tempesta non ci tengo che un attimo”[6]. Non nasconde i propri errori:
«Ah! no! Un sotterfugio al Maestro non lo faccio. Ho sbagliato. Merito il rimprovero. E subito. Non avrò pace se non confesso a Lui il mio errore». (EMV 441.3)
È curioso e scaltro, e questo talvolta diverte Gesù[7]. Pietro è concreto e sveglio, ma è anche un uomo dal cuore generoso[8].
È autoritario e talvolta prepotente, suo fratello Andrea ha infatti preso l’abitudine di farsi da parte davanti a lui[9]. Pietro è facilmente intransigente, la stessa Vergine Maria dice a Gesù che “Simone è buono, ma dolce no. È impulsivo e intransigente”[10].
La Vergine Maria, alla quale Gesù chiede le sue impressioni sugli apostoli, lo definisce così:
«Anche Pietro… è buono. Più duro perché più vecchio, ma schietto e convinto». (EMV 101.2)
Percorso apostolico
È il quarto apostolo chiamato da Gesù insieme al fratello Andrea[11].
Insieme agli apostoli Giacomo e Giovanni di Zebedeo assiste alla risurrezione della figlia di Giairo[12], è testimone della Trasfigurazione di Gesù[13] e alla sua agonia nell’orto del Getsemani[14]. E come gli altri apostoli, è presente all’Ultima Cena[15], è testimone della Risurrezione[16], dell’Ascensione[17] e della Pentecoste[18].
Pietro si impone fin dall’inizio e interviene spesso. Commenta gli avvenimenti, prende iniziative, distribuisce i compiti. Il suo carattere schietto e senza mezzi termini si accorda male sia con gli interventi di Giuda sia con quelli dei farisei più o meno ostili: gli scontri sono numerosi, ma egli impara progressivamente a dominarsi seguendo le raccomandazioni di Gesù[4].
Chiamato a frequenti spostamenti, si trasferisce da Betsaida a Cafarnao, città natale di sua moglie Porfirea, che in questo modo potrà rimanere vicina alla propria famiglia. Il trasferimento offre alla suocera l’occasione di riprendere la litania dei rimproveri rivolti al genero, al quale attribuisce ogni sorta di difetto[19]. Il trasferimento a Cafarnao coinvolge anche Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, anch’essi apostoli. La permanenza, tuttavia, non dura a lungo: la convivenza tra genero e suocera si rivela troppo difficile. La famiglia torna quindi a stabilirsi a Betsaida.
L’istinto paterno di Pietro soffre per il fatto di non avere figli. Per questo è colmo di gioia quando, grazie all’intercessione della Beata Vergine Maria, diviene padre adottivo di Marziam[10], un giovane orfano che Gesù nomina a capo dei discepoli bambini[20].
Dopo l’elezione dei dodici apostoli, Gesù mette progressivamente Pietro nella condizione di assumere il ruolo di guida degli apostoli. Questo ruolo viene spontaneamente riconosciuto da tutti gli apostoli, ad eccezione di Giuda. Pietro, tuttavia, non si sente sicuro di sé in questa funzione, nonostante vi eccella.
Gesù sottolinea le sue qualità: il mestiere di pescatore gli ha dato quelle doti che Gesù utilizzerà per farne un “pescatore di uomini”[21]: la costanza, il coraggio, la vigilanza e la forza.
Gesù gli posa una mano sulla spalla e lo scuote guardandolo con affetto e con ammirazione, vera ammirazione di tanta semplicità, e dice: «E ti pare poco, Simon Pietro? Hai tutto quanto serve ad essere la mia “pietra”. Nulla va messo, nulla va tolto. Sarai il nauta eterno, Simone. E a chi verrà dopo di te dirai: “Occhio alla polare: Gesù. Mano ferma al timone, forza, coraggio, costanza, attenzione, sgobbare senza risparmio, avere occhio a tutto, e sapere stare ritti anche su onde agitate… ”». (EMV 132.7)
Gesù riconosce a Pietro i suoi sacrifici di apostolo:
[Dice Gesù:] «Senti, Simone. Giacché tu solo eri qui, di quanto è accaduto Io e te soli dobbiamo saperlo. Mi intendi?».
«Sì, Maestro. Non parlerò con nessuno dei compagni».
«Quanti sacrifici, non è vero, Simone?».
«Sacrifici? Quali? Qui si sta bene. Abbiamo il necessario».
«Sacrifici di non chiedere, di non parlare, di sopportare Giuda… di stare lontano dal tuo lago… Ma di tutto Dio ti darà compenso». (EMV 545.7)
Ciò non impedisce a Pietro di vivere con profonda umiltà il momento in cui Gesù gli affida, dopo di lui, la guida della Chiesa nascente[22]. Le sue lacrime esprimono molti sentimenti umili e buoni: sotto quel pianto si sgretola progressivamente “l’antico Simone”, lasciando emergere sempre più chiaramente il Pietro destinato a essere il “pontefice della Chiesa di Cristo”[23].
Quando alza il viso, timido e confuso, Pietro non trova parole per esprimere ciò che sente e, per promettere tutto al nuovo ministero, getta le braccia al collo di Gesù e lo bacia. Dal volto, dagli occhi e dal sorriso del Maestro riceve “dolcezza e grazia, sicurezza e forza”, preparandosi così ad assumere la missione che gli è stata affidata.
A questa elezione segue un’umiliazione: nel tentativo di dissuadere Gesù dal salire a Gerusalemme per affrontarvi la sua Passione, viene pubblicamente accusato di avere i pensieri di Satana[24].
Al momento dell’arresto di Gesù fugge insieme alla maggior parte degli apostoli[25] e non assiste direttamente agli eventi della Passione. Tuttavia, insieme a Giovanni, riesce a entrare nella corte della casa del sommo sacerdote Caifa durante il processo a Gesù. Dopo averlo rinnegato per tre volte, al canto del gallo incontra lo sguardo pietoso di Gesù e fugge via[26].
Il suo triplice rinnegamento durante la Passione di Gesù costituisce per lui una vera prova: ai suoi occhi conferma la propria indegnità. Il ricordo lo tormenta. Gesù Risorto lo perdona durante la sua prima apparizione agli apostoli nel Cenacolo, conducendolo a essere umile e caritatevole verso le future debolezze dei suoi “fratelli in Cristo” e dei futuri convertiti[27].
La venuta dello Spirito Santo, il giorno di Pentecoste, trasforma completamente questo pescatore dal linguaggio e dai modi rudi, facendone una guida sicura della Chiesa nascente:
[Scrive Maria Valtorta:] Pietro è pieno di maestà nel parlare. Non ha più nulla del pescatore alquanto rozzo di solo poco tempo prima. È salito su uno sgabello per parlare e per essere visto e sentito meglio, perché, bassotto come è, se fosse rimasto coi piedi sul suolo della stanza non avrebbe potuto essere visto dai più lontani, ed egli vuole invece dominare la folla. Parla misurato, con voce giusta e gesti da vero oratore. I suoi occhi, sempre espressivi, sono ora più parlanti che mai. Amore, fede, imperio, contrizione, tutto traspare da quel suo sguardo e anticipa e rinforza le sue parole. (EMV 641.2)
Infatti, già nei primi giorni dopo la Pentecoste, Pietro istituisce il culto domenicale della Santa Messa nel Cenacolo[28], prima chiesa dell’era cristiana, consacrata da Gesù stesso durante l’ultima Cena[29]. L’apostolo Giovanni riferisce alla Vergine Maria di Pietro:
[Dice Giovanni:] «Il quale, però, in verità si fa sempre più sicuro e, ora che sa a quale scopo Lazzaro ha adibito la casa del Cenacolo, ha deciso di iniziare le regolari agapi e celebrare i regolari misteri il dì dopo ogni sabato». (EMV 644.3)
Nonostante le modalità della sua morte, così come sono tramandate dalla Tradizione — la crocifissione a testa in giù — Pietro beneficia di una morte beata, predetta più volte da Gesù a Pietro nell’Opera di Maria Valtorta:
[Dice Gesù:] «Non è difficile, Simone. Sai un poco la Scrittura? Sì? Ebbene, pensa al profeta Michea. Dio da te vuole quello che dice[30] Michea. Non ti chiede di strapparti il cuore, né di sacrificare gli affetti più santi. Per ora non te lo chiede. Un giorno tu, senza richiesta da Dio, darai a Dio anche te stesso. Ma Egli attende che un sole e una rugiada, di te, filo di erba, abbiano fatto palma robusta e gloriosa. Per ora Egli ti chiede questo: praticare giustizia, amare la misericordia, mettere ogni cura nel seguire il tuo Dio. Sforzati a fare questo, e il passato di Simone sarà cancellato e tu diverrai l’uomo nuovo, l’amico di Dio e del suo Cristo. Non più Simone. Ma Cefa. Pietra sicura a cui mi appoggio». (EMV 49.7)
E ancora:
[Dice Gesù:] «Alzati, mio Pietro. Non avere paura. Ancor molto hai da camminare… e verrà l’ora che non vorrai che compiere l’ultima fatica. E allora avrai tutto, dal Cielo e da te stesso. Io ti starò a guardare ammirato». (EMV 103.2)
Più avanti, Gesù gli predice:
Gesù guarda Pietro e sorride. Poi si alza e lo bacia sul capo brizzolato.
«Perché, Maestro, questo tuo bacio?».
«Perché fosti profeta. Tu morrai dicendo il mio Nome. Ho baciato lo Spirito che parlava in te». (EMV 136.11)
Origine del suo nome
Simone è la forma greca del nome ebraico Shim‘on, affine a Simeone e derivato dalla radice ebraica š-m-ʿ, legata al verbo “ascoltare” o “udire”. Il significato del nome è quindi tradizionalmente associato a “colui che ascolta” o “colui che ha ascoltato”. Nella Genesi, il nome Simeone viene infatti spiegato in relazione al fatto che Dio ha ascoltato la sofferenza di Lia[31].
Pietro è invece il nome dato a Simone da Gesù. L’evangelista Giovanni riferisce che Gesù, incontrando Simone, gli disse: “Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa" - che significa Pietro”[32]. Il nome Cefa (Kēphas) deriva dall’aramaico kēpā’, “roccia”.
Questo nuovo nome assume un particolare significato quando Gesù dichiara a Cesarea di Filippo:
E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. (Matteo 16,18)
Dove lo incontriamo nell’Opera?
Pietro è presente lungo l’intero arco de L’Evangelo come mi è stato rivelato: compare infatti in tutti e dieci i volumi dell’Opera, dal primo, dove diviene uno dei primi discepoli del Signore Gesù, fino al decimo, nel quale diventa il primo Pontefice della Chiesa di Cristo.
Di seguito sono riportati i capitoli nei quali Pietro è presente o viene citato negli avvenimenti narrati:
La chiamata dei primi apostoli: EMV 48 EMV 49 EMV 50 EMV 51 EMV 53 EMV 54 EMV 55 EMV 56
Inizio dell’apostolato in Galilea: EMV 57 EMV 58 EMV 59 EMV 60 EMV 61 EMV 62 EMV 64 EMV 65
Viaggio apostolico in Giudea: EMV 70 EMV 71 EMV 90
La scelta degli ultimi apostoli: EMV 91 EMV 92 EMV 93 EMV 94 EMV 95 EMV 96 EMV 97
Alla ricerca dei Pastori della Natività: EMV 98 EMV 99 EMV 100 EMV 101 EMV 102 EMV 103 EMV 104 EMV 105 EMV 108 EMV 109
In Giudea prima della vita comunitaria: EMV 110 EMV 111 EMV 112 EMV 115 EMV 116 EMV 117 EMV 118
I Discorsi dell’Acqua Speciosa: EMV 119 EMV 120 EMV 121 EMV 122 EMV 123 EMV 124 EMV 125 EMV 126 EMV 127 EMV 128 EMV 129 EMV 130 EMV 131 EMV 132
La festa delle Encenie: EMV 133 EMV 134 EMV 135 EMV 136 EMV 137 EMV 138 EMV 139 EMV 140 EMV 141 EMV 142
In Samaria: EMV 143 EMV 144 EMV 145 EMV 147 EMV 149
Le donne discepole: EMV 152 EMV 153 EMV 154 EMV 155 EMV 156 EMV 157 EMV 158
L’elezione dei Dodici ad apostoli: EMV 160 EMV 161 EMV 162 EMV 164 EMV 165 EMV 166
I Discorsi della Montagna: EMV 169 EMV 170 EMV 171 EMV 172 EMV 173 EMV 174 EMV 176
Apostolato in Galilea: EMV 177 EMV 178 EMV 179 EMV 180 EMV 181 EMV 182 EMV 183 EMV 184 EMV 185 EMV 186
In viaggio verso Gerusalemme per la Pasqua: EMV 187 EMV 188 EMV 189 EMV 190 EMV 191 EMV 192 EMV 193 EMV 194 EMV 195 EMV 196 EMV 197 EMV 198 EMV 199 EMV 200 EMV 201 EMV 202 EMV 203
Apostolato in Giudea: EMV 205 EMV 206 EMV 207 EMV 208 EMV 209 EMV 210 EMV 211 EMV 212 EMV 213 EMV 214 EMV 215
Apostolato in Filistea: EMV 216 EMV 217 EMV 218 EMV 219 EMV 220 EMV 221 EMV 222 EMV 223 EMV 224 EMV 225
La conversione di Maria Madddalena: EMV 228 EMV 230 EMV 231 EMV 232 EMV 233 EMV 235 EMV 237 EMV 238 EMV 239 EMV 240 EMV 241 EMV 242 EMV 243 EMV 244 EMV 247 EMV 248 EMV 249 EMV 250 EMV 251 EMV 252 EMV 253 EMV 254 EMV 255
Invio degli apostoli e dei discepoli in missione: EMV 256 EMV 257 EMV 258 EMV 260 EMV 261 EMV 262 EMV 263 EMV 265 EMV 268 EMV 269 EMV 271 EMV 272 EMV 273 EMV 274 EMV 275 EMV 276 EMV 277 EMV 278 EMV 279 EMV 280
Viaggio nei territori Oltre Giordano: EMV 281 EMV 282 EMV 283 EMV 284 EMV 285 EMV 286 EMV 287 EMV 288 EMV 289 EMV 290 EMV 291 EMV 292 EMV 293 EMV 294
Fine del secondo anno di Vita pubblica: EMV 306 EMV 310 EMV 311 EMV 312
La missione degli apostoli ad Antiochia: EMV 313 EMV 314 EMV 315 EMV 316 EMV 318 EMV 319 EMV 320 EMV 321 EMV 323 EMV 324 EMV 325 EMV 326
Ai confini della Fenicia: EMV 332 EMV 333 EMV 334 EMV 335 EMV 336 EMV 338 EMV 340 EMV 341 EMV 342 EMV 343 EMV 344 EMV 345 EMV 346 EMV 347
La Transfigurazione sul monte Tabor e il discorso sul Pane del Cielo: EMV 348 EMV 349 EMV 350 EMV 351 EMV 352 EMV 353 EMV 354 EMV 355 EMV 356 EMV 357 EMV 358 EMV 359 EMV 360 EMV 361 EMV 362 EMV 363
La penultima Pasqua: EMV 364 EMV 365 EMV 366 EMV 367 EMV 368 EMV 369 EMV 370 EMV 371 EMV 372 EMV 374 EMV 375 EMV 376 EMV 377 EMV 378
In Giudea: EMV 379 EMV 380 EMV 381 EMV 382 EMV 383 EMV 384 EMV 385
Addio in Giudea: EMV 386 EMV 387 EMV 388 EMV 389 EMV 390 EMV 391 EMV 392 EMV 393 EMV 394 EMV 395 EMV 396 EMV 397 EMV 398 EMV 399 EMV 400 EMV 401 EMV 402 EMV 403
La Piana di Saron: EMV 404 EMV 405 EMV 406 EMV 407 EMV 408 EMV 410 EMV 411 EMV 412
Pentecoste, Decapoli e Piana di Esdrelon: EMV 413 EMV 414 EMV 415 EMV 416 EMV 417 EMV 418 EMV 419 EMV 420 EMV 421 EMV 422 EMV 423 EMV 424 EMV 425 EMV 426 EMV 427 EMV 428 EMV 429 EMV 430 EMV 431 EMV 432
Estate a Nazaret: EMV 435 EMV 436 EMV 440 EMV 441 EMV 443 EMV 444 EMV 445 EMV 446 EMV 447 EMV 448 EMV 449 EMV 450 EMV 451 EMV 452 EMV 453 EMV 454 EMV 455 EMV 456 EMV 457 EMV 458 EMV 459 EMV 460 EMV 461 EMV 462 EMV 463 EMV 464 EMV 465
In siro-fenicia: EMV 466 EMV 467 EMV 469 EMV 470 EMV 471 EMV 472 EMV 473 EMV 474 EMV 475 EMV 477
In viaggio verso Gerusalemme: EMV 481 EMV 483
La festa dei Tabernacoli: EMV 488 EMV 489 EMV 493 EMV 494 EMV 495
A Moab e in Giudea: EMV 496 EMV 497 EMV 498 EMV 499 EMV 500 EMV 502 EMV 503 EMV 504 EMV 505 EMV 509 EMV 510 EMV 511 EMV 514 EMV 515 EMV 519 EMV 520 EMV 521 EMV 523 EMV 524 EMV 525
La festa della Dedicazione: EMV 527 EMV 528 EMV 529 EMV 531 EMV 532 EMV 533 EMV 534 EMV 536 EMV 537 EMV 538
Morte e resurrezione di Lazzaro: EMV 545 EMV 547
Esilio in Samaria: EMV 551 EMV 552 EMV 553 EMV 554 EMV 555 EMV 556 EMV 561 EMV 566 EMV 567 EMV 568 EMV 571 EMV 573 EMV 574
Preparazione alla Passione: EMV 577 EMV 578 EMV 580 EMV 582 EMV 584 EMV 586 EMV 587
La Settimana Santa: EMV 589 EMV 590 EMV 592 EMV 594 EMV 595 EMV 596 EMV 597 EMV 598 EMV 600
Passione e Morte: EMV 601 EMV 612 EMV 614 EMV 615
Domenica di Resurrezione: EMV 616 EMV 619 EMV 623 EMV 626 EMV 627
Dalla Resurrezione all’Ascensione: EMV 628 EMV 629 EMV 630 EMV 631 EMV 633 EMV 634 EMV 635 EMV 636 EMV 637 EMV 638
Fine del ciclo messianico: EMV 639 EMV 640 EMV 641 EMV 642 EMV 643 EMV 644 EMV 646 EMV 647 EMV 648
Da altre opere di Maria Valtorta
| I Quaderni del 1943 |
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| I Quaderni del 1944 |
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| I Quaderni del 1945-1950 |
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| Quadernetti |
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Nel volume dei Quadernetti sono presenti appunti, ‘dettati’ e ‘visioni’ che riguardano scritti di Maria Valtorta sulla Tomba di San Pietro. Un vero quaderno, di cm 14,5x20, sulla cui targhetta di copertina Maria Valtorta ha scritto “Sulla Tomba di S. Pietro”.
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| Libro di Azaria |
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| Lezioni sull’Epistola di Paolo ai Romani |
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Per saperne di più su questo personaggio
Questo paragrafo è parzialmente estratto dal volume in lingua francese: Dizionario dei personaggi dell’Evangelo secondo Maria Valtorta[110]:
San Pietro è celebrato il 29 giugno insieme a san Paolo. Il suo nome è citato 150 volte negli scritti del Nuovo Testamento.
Di lui sono conservate due lettere. La seconda è talvolta contestata quanto alla sua attribuzione. Il Vangelo di Marco, suo discepolo, riflette il suo insegnamento. Due scritti apocrifi del II secolo portano il suo nome: il Vangelo di Pietro e gli Atti di Pietro.
Secondo gli Atti degli Apostoli, Pietro presiede l’assemblea che elegge l’apostolo Mattia in sostituzione di Giuda. I battesimi da lui amministrati al centurione Cornelio e alla sua famiglia aprono la Chiesa ai pagani[111].
Verso il 42, imprigionato dal re Erode Agrippa, viene miracolosamente liberato da un angelo[112]. Pietro prosegue quindi la sua attività in Giudea e in Samaria. Si reca poi ad Antiochia di Siria, terza città dell’Impero, dove un dibattito lo contrappone a Paolo[113].
Nel 48/49 presiede insieme a Giacomo il Minore il primo concilio di Gerusalemme[114].
In seguito, secondo una tradizione, sarebbe rimasto per sette anni ad Antiochia di Siria, della quale sarebbe divenuto il primo vescovo, prima di recarsi a Roma. Giunge infine a Roma in due occasioni.
Verso il 65-67, sotto l’imperatore Nerone, viene arrestato. Viene crocifisso nei giardini dell’imperatore, sul colle Vaticano. Su sua richiesta, l’esecuzione avviene a testa in giù.
Nel IV secolo l’imperatore Costantino fece costruire una basilica in Vaticano nel luogo ritenuto essere quello della sua tomba. Essa sarebbe diventata l’attuale Basilica di San Pietro di Roma.
Nel 1939, su iniziativa di Pio XII, furono intrapresi degli scavi sotto la basilica per localizzare la tomba di Pietro. Nel 1948, in seguito all’udienza con Pio XII, un sacerdote della Segreteria di Stato fece chiedere a Maria Valtorta se avesse ricevuto la rivelazione del luogo di sepoltura di Pietro. Ella rispose affermativamente, ma la leggerezza con cui all’epoca i Servi di Maria trattavano l’Opera avrebbe interrotto la rivelazione.
Dai frammenti dei testi menzionati nei Quadernetti[115], si dedurrebbe, senza certezza, che la sua tomba si trovi nelle catacombe dell’Ostriano, sulla via Nomentana, a nord-est di Roma, nel luogo in cui egli insegnava.
Tuttavia, tutte le ricerche condotte dalla Santa Sede portarono, il 26 giugno 1968, al riconoscimento ufficiale da parte di Paolo VI delle ossa rinvenute nella basilica. Lo scheletro è privo del capo, poiché quest’ultimo era venerato fin dal IX secolo in San Giovanni in Laterano[116].
Note
- ↑ EMV 93.2
- ↑ EMV 577.2
- ↑ EMV 55.4
- ↑ 4,0 4,1 EMV 403.2-4
- ↑ EMV 97.4
- ↑ EMV 123.6
- ↑ EMV 132.7-8
- ↑ EMV 50.2
- ↑ EMV 153.2
- ↑ 10,0 10,1 EMV 199.8
- ↑ EMV 49.7
- ↑ EMV 230.5
- ↑ EMV 349.2
- ↑ EMV 602.9
- ↑ EMV 600
- ↑ EMV 627 EMV 629
- ↑ EMV 638.16-23
- ↑ EMV 640
- ↑ EMV 60.6
- ↑ EMV 308.5
- ↑ Vangelo di Luca: Lc 5,10
- ↑ EMV 343.5
- ↑ EMV 343.6
- ↑ Vangelo di Matteo: Mt 16,23; Vangelo di Marco: Mc 8,33; EMV 346.6
- ↑ EMV 621.3
- ↑ EMV 604.15
- ↑ EMV 627.16
- ↑ EMV 641.1
- ↑ EMV 600.15
- ↑ in: Michea 6,8
- ↑ Libro del Genesi: Gen 29,33
- ↑ Vangelo di Giovanni: Gv 1,42
- ↑ nel racconto di Matteo 26,58; Marco 14,54; Luca 22,54-55; Giovanni 18,15-16.
- ↑ come si narra in Matteo 26,69-75; Marco 14,66-72; Luca 22,56-62; Giovanni 18,17.25-27.
- ↑ in Giovanni 19,26-27.
- ↑ come in Matteo 16,18, che non crollerà, come nella similitudine di Matteo 7,24-27; Luca 6,47-49.
- ↑ come si narra in Matteo 17,4; Marco 9,5; Luca 9,33.
- ↑ il 17 agosto; stesso concetto, per esempio, in 1 Pietro 1,18-20 e in Apocalisse 13,8.
- ↑ come già ricordato il 17 giugno e, insieme con la sua elezione, il 19 luglio, con i relativi rinvii biblici in nota; conoscesse è qui nel significato non di sapere ma di sperimentare, conoscere per esperienza.
- ↑ alludendo alla parabola del figlio prodigo, già ricordata il 7 settembre.
- ↑ in Matteo 16,21-23; Marco 8,31-33.
- ↑ come già ricordato il 17 giugno, il 19 luglio e il 17 settembre.
- ↑ per esempio: Matteo 24,34; Marco 13,30; Luca 21,32.
- ↑ 2 Pietro 1,21
- ↑ 1 Giovanni 2,18-21
- ↑ 1 Pietro 4,7
- ↑ 1 Tessalonicesi 4,15
- ↑ 2 Tessalonicesi 2,6-7
- ↑ Apocalisse 22,20.
- ↑ 2 Pietro 3,8-9
- ↑ 2 Pietro 3,16
- ↑ Giovanni 20,24-29
- ↑ riportate in Atti 10,34-35.
- ↑ che comprende scene della Passione di Gesù, per le quali si può rinviare a Matteo: Mt 26,36-75; Mt 27,1-31; Marco: Mc 14,32-72; Mc 15,1-20; Luca: Lc 22,39-71; Lc 23,1-25; Giovanni: Gv 18; Gv 19,1-22. La stessa ‘visione’ si ripresenterà, sommariamente ma accentuando alcuni dettagli, in data 11 agosto. L’una e l’altra stesura, come quelle di altre scene, che pure riportiamo, sulla Passione e Resurrezione di Gesù e sull’Assunzione di Maria, non appartengono alla grande opera “L’Evangelo come mi è stato rivelato”, nella quale entreranno stesure successive, ancora più particolareggiate.
- ↑ è la continuazione immediata di una ‘visione’ che dividiamo in due parti. Non riportiamo la prima parte, che è nell’opera maggiore (intero capitolo 599). Riportiamo invece la seconda parte, che inizia qui e riguarda l’Ultima Cena: Matteo 26,17-35; Marco 14,12-31; Luca 22,7-38; Giovanni 13-17. Nell’opera maggiore è stata messa una sua più ampia stesura del 9 marzo 1945 (brani 1-38 del capitolo 600.1-38).
- ↑ enunciate in Luca 6,38.
- ↑ cioè Maria di Betania o di Magdala, sorella di Lazzaro e di Marta, come in Giovanni 11,5 e come, soprattutto, nell’opera “L’Evangelo come mi è stato rivelato”.
- ↑ in Matteo 17,20.
- ↑ che potrebbe essere collegata con la predizione che incontreremo al termine del ‘dettato’ del 12 settembre 1944 e con la promessa del 14 marzo 1947, riportata alla fine dello scritto del successivo giorno 16.
- ↑ che riguarda la resurrezione di Lazzaro (Giovanni 11,1-46). Di nuovo ‘vista’ e scritta nel dicembre 1946 in forma molto più ampia e particolareggiata, occupa tre capitoli dell’opera maggiore: EMV 545, EMV 547 e EMV 548. A chiusura del capitolo 548 è messo il ‘dettato’ scritto alla fine della ‘visione’ odierna.
- ↑ è nostra correzione da Domine. Dominus vobiscum significa “il Signore sia con voi” ed è il saluto che il sacerdote rivolge ai fedeli, allargando le braccia, durante la celebrazione della Messa, che ai tempi della scrittrice era in latino.
- ↑ EMV 586
- ↑ in 1 Pietro 5,8-9, cui rinvia la stessa scrittrice con un’annotazione a matita all’inizio del ‘dettato’. Il commento si prolungherà nel ‘dettato’ del giorno seguente.
- ↑ Anche la presente ‘visione’ della Discesa dello Spirito Santo (Atti 2,1-4) sarà ripresentata più ampiamente nel 1947 e, in questa seconda stesura, formerà il capitolo 640 dell’opera maggiore.
- ↑ in Matteo: Mt 16,19; Mt 18,18.
- ↑ in data 11-12 febbraio.
- ↑ che, seguendo l’ordine in cui vengono citate, sono in: Matteo: Mt 4,23; Mt 9,35; Mt 11,4-5 (Luca 7,22); Mt 11,21-23 (Luca 10,13-15); Marco 3,7-8; Luca 8,1-2; Giovanni: Gv 6,1-2; Gv 21,24-25.
- ↑ come si narra in Atti 5,15.
- ↑ di cui si narra in Matteo 9,20-22; Marco 5,25-34; Luca 8,43-48.
- ↑ come si legge in Atti 4,19.
- ↑ si tratta di istruzioni (senza data) per Padre Migliorini per la corretta composizione del capitolo 616 del “L’Evangelo come mi è stato rivelato”, vedi EMV 616.17
- ↑ in Matteo 16,13-19. Il padre della scrittrice si chiamava Giuseppe ed era morto il giorno successivo a quello della festa di San Pietro, il 30 giugno 1935.
- ↑ come in 1 Pietro 5,8.
- ↑ nell’ultimo dei dettati del 25 dicembre 1945.
- ↑ del 4 gennaio 1946.
- ↑ in Luca 9,32; e al Getsemani, in Matteo 26,40.43; Marco 14,37.40; Luca 22,45.
- ↑ in 1 Pietro 2,9.
- ↑ in Matteo 5,48.
- ↑ infatti l’espressione è in 1 Corinzi 13,1.
- ↑ La Passione redentrice di Gesù e quella di Maria Valtorta e dell’Opera
- ↑ è citazione da Matteo 17,1-2; Marco 9,2; Luca 9,28-29.
- ↑ come in Luca 22,32.
- ↑ di cui si parla in Atti 8,9-25.
- ↑ [Mt 8,25]
- ↑ [Lc 22,43]
- ↑ [Mt 16,16]
- ↑ [At 2,33; At 3,15]
- ↑ [At 3,15]
- ↑ [corretto in 6?]
- ↑ S. Teresa del Bambino Gesù: 1 ottobre
- ↑ [Lc 6,38]
- ↑ Prima Lettera di Pietro: 1Pt 2,2
- ↑ Alla fine del “dettato” la scrittrice aggiunge tra parentesi: L’innocente della quale parla in questa S. Messa Azaria è la figliolina di Paola Belfanti: Marcella, oggi battezzata. Paola Belfanti, sposata Cavagnera, era la figlia di Giuseppe Belfanti, cugino della mamma della scrittrice, che di loro parla nell’Autobiografia e nei tre volumi dei Quaderni.
- ↑ Prima Lettera di Pietro: 1Pt 2,21
- ↑ Prima Lettera di Pietro: 1Pt 2,11-19
- ↑ Prima Lettera di Pietro: 1Pt 4,7-8
- ↑ Prima Lettera di Pietro: 1Pt 4,9
- ↑ Vangelo di Matteo: Mt 6,3
- ↑ Prima Lettera di Pietro: 1Pt 4,10
- ↑ Prima Lettera di Pietro: 1Pt 4,11
- ↑ Prima Lettera di Pietro: 1Pt 5,6
- ↑ Prima lettera di Pietro: 1Pt 3,8
- ↑ Prima lettera di Pietro: 1Pt 3,9
- ↑ Prima lettera di Pietro: 1Pt 3,10-11
- ↑ Seconda Lettera ai Corinzi: 2Cor 2,14
- ↑ Prima Lettera di Pietro: 1Pt 2,4-5
- ↑ ( Atti c. X v. 11-16 e c. X v. 25-33)
- ↑ (Atti c. X v. 44-48 e c. XI v. 2 e versetti 15-17)
- ↑ i caratteri degli apostoli, così come altre particolarità che ogni tanto emergono dalle “lezioni”, si ricavano non tanto dal testo stringato ed essenziale dei quattro Vangeli canonici, quanto piuttosto dall’opera L’Evangelo come mi è stato rivelato, che lo illustra ampliandolo.
- ↑ Dictionnaire des personnages de l'évangile selon Maria Valtorta, di mons. René Laurentin, François-Michel Debroise, Jean-François Lavère, Éditions Salvator, 2012.
- ↑ Atti degli Apostoli: At 10,47
- ↑ Atti degli Apostoli: At 12,1-19
- ↑ Lettera ai Galati: Gal 2,11-16
- ↑ Atti degli Apostoli: At 15
- ↑ Quadernetti: 25 luglio 1948, 1 agosto 1948, 7 agosto 1948, 26 e 27 agosto 1948, 29 agosto 1948.
- ↑ André-Marie Gérard, Dictionnaire de la Bible, Robert Laffont, 1989.