Giacomo di Alfeo

Da Wiki Maria Valtorta.
Giacomo di Alfeo
Giacomo di Alfeo, di Lorenzo Ferri dal volume “Valtorta and Ferri

Giacomo è cugino di Gesù: galileo per parte di madre, Maria figlia di Cleofa e giudeo per parte di padre, Alfeo, figlio di Giacobbe e fratello maggiore di San Giuseppe. È di discendenza regale, come Gesù[1].

Di carattere mite[2] di una “mitezza ascetica”[3], Giacomo si distingue dal temperamento dominante del fratello Giuda Taddeo. La sua indole contemplativa e il suo atteggiamento paziente e riservato ricordano quelli dello zio San Giuseppe, al quale assomiglia anche fisicamente[4].

Giacomo è molto vicino a Gesù: i due hanno un’età pressoché uguale e, durante l’infanzia, ricevono insieme gli insegnamenti della Vergine Maria[5]. Quando Gesù lo accoglie tra gli apostoli, lo presenta così:

“il mio perfetto amico d’infanzia, colui che fu mio fratello durante la nostra giovinezza” (EMV 95.2)

È l’undicesimo e penultimo apostolo a unirsi a Gesù. Per questo viene chiamato “il Minore”, per distinguerlo dall’omonimo Giacomo di Zebedeo, detto “il Maggiore”, che è invece tra i primi a seguire Gesù.

Il suo ingresso tardivo nel gruppo degli apostoli è dovuto soprattutto alla preoccupazione di convincere la propria famiglia, inizialmente ostile a Gesù. Giuseppe di Alfeo, il fratello maggiore, è ottuso e rigido, mentre Simone di Alfeo, il secondogenito, è volubile.

Il padre Alfeo, fratello maggiore di San Giuseppe, si scaglia contro Gesù e lo considera un folle. Soltanto la madre Maria, figlia di Cleofa, e il fratello Giuda detto Taddeo, si mostrano favorevoli a lui.

Divenuta vedova, Maria di Alfeo seguirà Gesù fino ai piedi della Croce, mentre Giuda Taddeo è già suo discepolo. Giacomo, invece, rimane accanto al padre morente finché gli viene imposto di scegliere tra la famiglia e Gesù. Sceglie Gesù e, poco dopo, suo padre muore.

[Dice Giacomo:] «È per colpa mia che egli non ti ha ubbidito. Sì. Per colpa mia. Ma io non ho potuto sopportare ancora. Tutti contro. E perché? Faccio forse del male ad amarti? Lo facciamo forse? Mi aveva fin qui trattenuto uno scrupolo di fare male. Ma ora che so, ora che Tu lo hai detto che sopra Dio neppure il padre è, allora io non ho più sopportato. Oh! ho cercato di essere rispettoso, di fare capire le ragioni, di raddrizzare le idee. Ho detto: “Perché mi combattete? Se è il Profeta, se è il Messia, perché volete che il mondo dica: ‘La sua famiglia gli fu nemica. In un mondo che lo seguiva essa mancò’? Perché, se è l’infelice che voi dite, non dobbiamo essere noi di famiglia presso la sua demenza, per impedirle di essergli nociva e di esserci nociva?”. O Gesù, così dicevo per ragionare umanamente, come loro ragionavano. Ma Tu lo sai che io e Giuda non ti crediamo folle. Tu lo sai che vediamo in Te il Santo di Dio. Tu lo sai che sempre ti abbiamo guardato come la nostra Stella maggiore. Ma non ci hanno voluto capire. Neanche più ascoltare ci hanno voluto. Ed io sono venuto via. Fra la scelta, o Gesù o la famiglia, ho scelto Te. Eccomi, se appena mi vuoi. Se poi non mi vorrai, allora sarò il più infelice degli uomini, perché non avrò più nulla. Non la tua amicizia e non l’amore della famiglia». (EMV 95.1)

La sua mitezza non è priva di coraggio. Nonostante la sua insicurezza, è il primo degli apostoli a predicare il Messia[6]. Durante un colloquio personale sul monte Carmelo, Gesù gli rivela il suo futuro e gli affida la Chiesa cristiana di Gerusalemme:

[Dice Gesù:] «E tu sarai al centro di questo mare in tempesta. Tale è la sorte dei capi. E tu sarai il capo di quanti saranno della Gerusalemme cristianizzata dal tuo Gesù». (EMV 258.4)

Scendendo dal monte Carmelo, Giacomo compie il suo primo miracolo: guarisce, nel nome di Gesù, il giovane figlio di un boscaiolo[7].

Come gli altri apostoli, Giacomo è presente all’Ultima Cena[8], è testimone della Risurrezione[9], dell’Ascensione[10] e della Pentecoste[11]. Al momento dell’arresto di Gesù fugge insieme alla maggior parte degli apostoli[12] e non assiste direttamente alla Passione.

Dopo la morte e la resurrezione di Gesù, Giacomo diviene il primo vescovo di Gerusalemme e una delle prime figure della Chiesa nascente. Teme di non essere in grado di assolvere al compito che gli è stato affidato. Poco prima dell’Ascensione, Gesù Risorto gli appare e, nel corso del suo discorso[13], lo conforta e lo incoraggia[14].

In seguito, Giacomo raccoglie insieme ad altri il corpo di Santo Stefano, il primo martire, morto lapidato. Nonostante l’inizio delle persecuzioni e i consigli alla prudenza, decide di rimanere a Gerusalemme:

Giacomo la interrompe: «Sì, Madre. Però disse anche: “Quando sarete posti nelle loro mani e tradotti davanti ai governanti, non turbatevi per ciò che dovrete rispondere. Non sarete voi a parlare, ma parlerà per voi e in voi lo Spirito del Padre vostro”. E io resto qui. Il discepolo deve essere come il Maestro. Egli è morto per dar vita alla Chiesa. Ogni morte nostra sarà una pietra aggiunta al grande nuovo Tempio, un aumento di vita al grande immortale corpo della Chiesa universale. Mi uccidano pure, se vogliono. Vivente in Cielo, sarò più felice, perché al fianco del Fratel mio, e più potente ancora. Non temo la morte. Ma il peccato. Abbandonare il mio posto mi pare imitare il gesto di Giuda, il perfetto traditore. Quel peccato Giacomo d’Alfeo non lo farà mai. Se devo cadere, cadrò da eroe al mio posto di lotta, in quel posto in cui Egli mi volle».

Maria gli risponde: «Nei tuoi segreti con l’Uomo-Dio io non penetro. Se Egli così ti ispira, fa’ così. Lui solo, che è Dio, può aver diritto di ordinare. A noi tutti spetta solo di ubbidirgli sempre, in tutto, per fare la sua Volontà». (EMV 646.4)

Origine del suo nome

Giacomo è un nome di origine ebraica “Ya’aqov” (in greco Iákōbos e Iacobus in latino).

L’etimologia tradizionale lo collega alla radice ‘qb, “tallone”, con il significato di “colui che afferra il tallone” o, in senso figurato, “colui che soppianta”, in riferimento alla nascita dei gemelli Giacobbe ed Esaù[15]. È stata proposta anche un’interpretazione alternativa come forma abbreviata di Ya’-cob-El, con il significato di “Dio protegga”.

Il nome richiama il patriarca Giacobbe, figlio di Isacco e Rebecca e fratello gemello di Esaù. Secondo il racconto biblico, dopo la lotta notturna con un essere misterioso, Giacobbe riceve il nome di Israele[16].

Nell’Opera di Maria Valtorta, l’apostolo è identificato come Giacomo di Alfeo e viene distinto dall’altro apostolo omonimo, Giacomo di Zebedeo, detto “il Maggiore”. Per questo viene chiamato “Giacomo il Minore”, denominazione tradizionale utilizzata per distinguerlo dal secondo.

L’Opera di Maria Valtorta identifica inoltre Giacomo il Giusto con Giacomo di Alfeo. Questa identificazione, che nella tradizione e negli studi storici è stata oggetto di diverse interpretazioni, nel L’Evangelo come mi è stato rivelato è invece esplicita: il Giacomo che diviene capo della Chiesa di Gerusalemme e che viene ricordato per la sua santità è il medesimo apostolo Giacomo di Alfeo, cugino di Gesù.

Dove lo incontriamo nell’Opera?

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Giacomo di Alfeo è presente lungo l’intero arco de L’Evangelo come mi è stato rivelato: compare infatti in tutti e dieci i volumi dell’Opera, dal primo, dove è già presente negli episodi dell’infanzia di Gesù, fino al decimo, nel quale viene narrato il suo percorso interiore verso il riconoscimento di Cristo nel cugino e l’accettazione della missione a lui affidata.

Di seguito sono riportati i capitoli nei quali Giacomo di Alfeo è presente o viene citato negli avvenimenti narrati:

La giovinezza di Gesù: EMV 35 EMV 38 EMV 39

Preparazione alla vita pubblica: EMV 44

La chiamata dei primi apostoli: EMV 51

Viaggio apostolico in Giudea: EMV 90

La scelta degli ultimi apostoli: EMV 93 EMV 95

Alla ricerca dei Pastori della Natività: EMV 98 EMV 99 EMV 100 EMV 101 EMV 102 EMV 103 EMV 104 EMV 105 EMV 106 EMV 108 EMV 109

In Giudea prima della vita comunitaria: EMV 110 EMV 111 EMV 112 EMV 115 EMV 116 EMV 117 EMV 118

I Discorsi dell’Acqua Speciosa: EMV 119 EMV 120 EMV 121 EMV 122 EMV 123 EMV 124 EMV 125 EMV 126 EMV 127 EMV 128 EMV 129 EMV 130 EMV 131 EMV 132

La festa delle Encenie: EMV 133 EMV 134 EMV 135 EMV 136 EMV 137 EMV 138 EMV 139 EMV 140 EMV 141 EMV 142

In Samaria: EMV 143 EMV 144 EMV 145 EMV 146 EMV 147 EMV 149

Le donne discepole: EMV 151 EMV 153 EMV 154 EMV 155 EMV 157 EMV 158

L’elezione dei Dodici ad apostoli: EMV 160 EMV 162 EMV 164 EMV 165 EMV 166

I Discorsi della Montagna: EMV 169 EMV 170 EMV 171 EMV 172 EMV 173 EMV 174 EMV 175 EMV 176

Apostolato in Galilea: EMV 177 EMV 178 EMV 179 EMV 180 EMV 181 EMV 182 EMV 183 EMV 184 EMV 186

In viaggio verso Gerusalemme per la Pasqua: EMV 187 EMV 188 EMV 189 EMV 190 EMV 191 EMV 192 EMV 193 EMV 194 EMV 195 EMV 196 EMV 197 EMV 198 EMV 199 EMV 200 EMV 201 EMV 202 EMV 203

Apostolato in Giudea: EMV 205 EMV 206 EMV 207 EMV 208 EMV 209 EMV 210 EMV 211 EMV 212 EMV 213 EMV 214 EMV 215

Apostolato in Filistea: EMV 216 EMV 217 EMV 218 EMV 219 EMV 220 EMV 221 EMV 222 EMV 223 EMV 224 EMV 225

La conversione di Maria Madddalena: EMV 228 EMV 230 EMV 232 EMV 233 EMV 235 EMV 237 EMV 238 EMV 239 EMV 240 EMV 241 EMV 242 EMV 243 EMV 244 EMV 245 EMV 246 EMV 247 EMV 248 EMV 249 EMV 250 EMV 251 EMV 252 EMV 253 EMV 254 EMV 255

Invio degli apostoli e dei discepoli in missione: EMV 256 EMV 257 EMV 258 EMV 259 EMV 260 EMV 261 EMV 262 EMV 265 EMV 268 EMV 269 EMV 271 EMV 272 EMV 273 EMV 274 EMV 275 EMV 276 EMV 277 EMV 278 EMV 279 EMV 280

Viaggio nei territori Oltre Giordano: EMV 281 EMV 282 EMV 283 EMV 284 EMV 285 EMV 286 EMV 287 EMV 288 EMV 289 EMV 290 EMV 292 EMV 293 EMV 294 EMV 296 EMV 297 EMV 298 EMV 299 EMV 300 EMV 301 EMV 302

Fine del secondo anno di Vita pubblica: EMV 304 EMV 307 EMV 312

La missione degli apostoli ad Antiochia: EMV 313 EMV 314 EMV 315 EMV 316 EMV 318 EMV 319 EMV 320 EMV 321 EMV 322 EMV 323 EMV 324 EMV 325 EMV 326

Ai confini della Fenicia: EMV 327 EMV 328 EMV 329 EMV 330 EMV 331 EMV 332 EMV 333 EMV 334 EMV 335 EMV 336 EMV 337 EMV 338 EMV 339 EMV 340 EMV 341 EMV 342 EMV 343 EMV 344 EMV 345 EMV 346 EMV 347

La Transfigurazione sul monte Tabor e il discorso sul Pane del Cielo: EMV 348 EMV 349 EMV 350 EMV 351 EMV 352 EMV 353 EMV 354 EMV 355 EMV 356 EMV 357 EMV 358 EMV 359 EMV 360 EMV 361 EMV 362 EMV 363

La penultima Pasqua: EMV 364 EMV 365 EMV 366 EMV 367 EMV 368 EMV 369 EMV 370 EMV 371 EMV 372 EMV 374 EMV 375 EMV 376 EMV 377 EMV 378

In Giudea: EMV 379 EMV 380 EMV 381 EMV 382 EMV 383 EMV 384 EMV 385

Addio in Giudea: EMV 386 EMV 387 EMV 388 EMV 389 EMV 390 EMV 391 EMV 392 EMV 393 EMV 394 EMV 398 EMV 399 EMV 402 EMV 403

La Piana di Saron: EMV 404 EMV 405 EMV 406 EMV 407 EMV 408 EMV 410 EMV 411 EMV 412

Pentecoste, Decapoli e Piana di Esdrelon: EMV 413 EMV 414 EMV 415 EMV 416 EMV 417 EMV 418 EMV 419 EMV 420 EMV 421 EMV 422 EMV 423 EMV 424 EMV 425 EMV 426 EMV 427 EMV 428 EMV 429 EMV 430 EMV 431 EMV 432

Estate a Nazaret: EMV 433 EMV 435 EMV 436 EMV 440 EMV 441 EMV 443 EMV 444 EMV 445 EMV 446 EMV 447 EMV 448 EMV 449 EMV 450 EMV 451 EMV 452 EMV 453 EMV 454 EMV 455 EMV 456 EMV 457 EMV 458 EMV 459 EMV 460 EMV 461 EMV 462 EMV 463 EMV 465

In siro-fenicia: EMV 466 EMV 467 EMV 469 EMV 470 EMV 471 EMV 472 EMV 473 EMV 474 EMV 475 EMV 477

La festa dei Tabernacoli: EMV 488 EMV 489 EMV 490

A Moab e in Giudea: EMV 497 EMV 498 EMV 499 EMV 503 EMV 504 EMV 505 EMV 506 EMV 507 EMV 508 EMV 509 EMV 510 EMV 511 EMV 515 EMV 519 EMV 520 EMV 522 EMV 523

La festa della Dedicazione: EMV 527 EMV 528 EMV 529 EMV 532 EMV 535 EMV 538

Morte e resurrezione di Lazzaro: EMV 547

Esilio in Samaria: EMV 551 EMV 552 EMV 553 EMV 554 EMV 555 EMV 556 EMV 566 EMV 567 EMV 568 EMV 571 EMV 574 EMV 575 EMV 576

Preparazione alla Passione: EMV 577 EMV 578 EMV 582 EMV 584 EMV 586

La Settimana Santa: EMV 590 EMV 593 EMV 594 EMV 595 EMV 596 EMV 597 EMV 598 EMV 599 EMV 600

Passione e Morte: EMV 602

Domenica di Resurrezione: EMV 621 EMV 626

Dalla Resurrezione all’Ascensione: EMV 628 EMV 629 EMV 630 EMV 631 EMV 634 EMV 635 EMV 636 EMV 638

Fine del ciclo messianico: EMV 639 EMV 640 EMV 641 EMV 642 EMV 646 EMV 649

Per saperne di più su questo personaggio

Dizionario dei personaggi dell’Evangelo secondo Maria Valtorta

Questo paragrafo è parzialmente estratto dal volume in lingua francese: Dizionario dei personaggi dell’Evangelo secondo Maria Valtorta[17]:

Giacomo di Alfeo è celebrato il 3 maggio, insieme all’apostolo Filippo.

Il teologo Giovanni Beleth[18], afferma che suo padre Alfeo era fratello di san Giuseppe[19]. Secondo Jacopo da Varagine, invece, questo fratello era Cleofa[20]. Per Maria Valtorta, Cleofa è il nonno materno di Giacomo.

Giacomo è conosciuto anche come “Giacomo il Giusto”, per la sua reputazione di santità durante gli oltre trent’anni in cui fu vescovo di Gerusalemme.

Secondo la testimonianza di Egesippo[21], riportata da Eusebio di Cesarea e successivamente da san Girolamo, Giacomo era stato consacrato a Dio fin dalla nascita come nazireo: «Conservò sempre la verginità e la sua completa purezza. Le sue prostrazioni a terra durante la preghiera erano così frequenti che la pelle delle sue ginocchia si era indurita come quella del cammello»[22].

Giacomo fu una delle “colonne della Chiesa” nascente. San Paolo lo menziona addirittura prima di Pietro[23], e gli viene tradizionalmente attribuita la Lettera di Giacomo, una delle sette lettere cattoliche[24]. A lui è inoltre attribuito il Protovangelo di Giacomo, un testo apocrifo del II secolo.

San Girolamo e sant’Epifanio confermano che Giacomo fu vescovo di Gerusalemme, scelto per questo incarico per espressa volontà di Gesù[25].

Giacomo fu martirizzato nel 62, per ordine di Anania II, allora sommo sacerdote, insieme ad alcuni suoi compagni. Secondo Flavio Giuseppe, fu gettato dalla terrazza del Tempio nella valle del Cedron, dove un lavandaio lo uccise colpendolo con un bastone[26]. Secondo Egesippo, le sue ultime parole furono parole di perdono. Fu sepolto nei pressi del Tempio, nello stesso luogo del martirio[27].

Una parte delle sue reliquie è conservata a Roma, nella cripta della basilica dei Santi Apostoli, insieme a quelle di san Filippo. Numerose altre chiese, tuttavia, custodiscono frammenti attribuiti alle sue reliquie[28].

Note

  1. EMV 123.7
  2. EMV 577.1
  3. EMV 639.1
  4. EMV 577.7
  5. EMV 38.7-9
  6. EMV 130.2
  7. EMV 259.10-11
  8. EMV 600
  9. EMV 627 EMV 629
  10. EMV 638.16-23
  11. EMV 640
  12. EMV 621.3
  13. EMV 638.12
  14. riferimento a 1 Corinzi 15,7
  15. Genesi 25,26
  16. Genesi 32,29
  17. Dictionnaire des personnages de l'évangile selon Maria Valtorta, di mons. René Laurentin, François-Michel Debroise, Jean-François Lavère, Éditions Salvator, 2012.
  18. Teologo francese (ca. 1135–1182), rettore a Parigi e ad Amiens, dopo aver studiato a Chartres. È noto soprattutto per la Summa de ecclesiasticis officiis, una delle opere fondative della liturgia cristiana.
  19. Giovanni Beleth, Summa de ecclesiasticis officiis, cap. 124.
  20. Jacopo da Varagine, Legenda aurea, «San Giacomo apostolo (il Minore)».
  21. nel Quinto libro delle sue Memorie, opera oggi perduta, citata da Eusebio di Cesarea.
  22. Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, II, 23.
  23. Cfr. Lettera ai Galati Gal 2,9
  24. Benedetto XVI, catechesi del 28 giugno 2006
  25. San Girolamo, In Galatas, p. 164; sant’Epifanio, 78, cap. 7, citati da Maistre, Histoire de Saint Jacques le Mineur, 1870, p. 395.
  26. Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XX, 201-203.
  27. Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, II, 23.
  28. In particolare la cattedrale di Saint-Sernin a Tolosa, il monastero di San Zoilo a Compostella, la chiesa dei Gesuiti di Anversa, la chiesa di Santo Stefano a Forlì, la cattedrale di Langres e la chiesa di San Cornelio a Compiègne