Tiro
Tra le più importanti città della Fenicia, Tiro fu per secoli un grande porto e un centro nevralgico dei commerci marittimi nel Mediterraneo orientale. Situata sulla costa dell'attuale Libano, nel I secolo d.C. era compresa nella regione della Siro Fenicia.
Descrizione
Maria Valtorta nel L’Evangelo come mi è stato rivelato descrive la città di Tiro:
Vista dal mare, sembra un enorme fungo, adagiato sulle onde col suo cocuzzolo e conficcato con le radici sulla costa: l’istmo è il gambo. Al di qua e al di là di esso, due porti; l’uno, quello di settentrione, meno chiuso, è pieno di piccole imbarcazioni. L’altro, a meridione, ben più riparato, di grossi navigli in arrivo o in partenza. […]
Girano l’isola e vedo che l’istmo è artificiale, una specie di diga ciclopica che unisce l’isoletta alla terra ferma. Si costruiva senza miserie un tempo! Arguisco da quest’opera e dal numero dei navigli nei porti quanto la città fosse ricca e attiva nei commerci. Dietro alla città, dopo una zona piana, sono collinette di bell’aspetto, e molto lontano è visibile il grande Hermon e la catena libanese. Arguisco anche che questa sia una delle città che vedevo dal Libano. (EMV 251.1)
e realizza anche un disegno autografo sul quaderno.
Eventi principali
Il Signore è costretto a inviare i discepoli Giovanni di Endor e Sintica in esilio ad Antiochia a preparare le fondamenta della Chiesa cristiana in quei luoghi. Gli apostoli Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni, Giuda e Giacomo di Alfeo, Matteo e Simone Zelote sono incaricati di accompagnarli. La missione inizia dal porto della città di Tolemaide e raggiungono il porto in barca fino a Tiro. Sbarcano nel porticciuolo più piccolo, quello a sud dell’istmo. Da lì, il giorno successivo si imbarcheranno nella nave di Nicomede Filadelfio di Filippo, navigatore cretese.
Toponimi
Oggi Sour (o Ṣūr). Principale porto della costa fenicia, situato a circa 40 km a sud di Sidone e a 45 km a nord di Akko.
Dove se ne parla nell’Opera?
Volume 4: EMV 251 EMV 266 EMV 287
Volume 5: EMV 313 EMV 318 EMV 319
Volume 7: EMV 461
Per saperne di più su questo luogo
Tiro possedeva due approdi: uno su un’isola, a una certa distanza dalla costa, e l’altro sulla terraferma.
La città è attestata nei testi egiziani fin dal 1850 a.C. e partecipò molto presto al commercio di oggetti di lusso con l’Egitto. Gli Egizi cercarono a lungo di controllare la costa fenicia, ma con il declino dell’Egitto Tiro conservò la propria indipendenza. Il re Hiram I (979-945 a.C.) intratteneva ottimi rapporti con Davide e Salomone[1]. Fu lui a far realizzare una diga che collegava i due porti di Tiro. Questo periodo è ricordato come l’età d’oro della città, i cui abitanti divennero in seguito i principi del commercio nel Mediterraneo orientale[2]. Le principali merci esportate erano il vetro prodotto localmente e la celebre porpora scarlatta ricavata dal murice. Gezabele, figlia di Etbaal, sposò Acab per suggellare l’alleanza tra i due regni, introducendo in Israele usi e culti pagani.
Nel 803 a.C. Tiro pagava tributo al sovrano assiro Adad-Nirari III e successivamente a Tiglat-Pileser III. Pur sottomessa al dominio assiro, conservò una notevole autonomia. Nel 722 a.C. Tiro cadde, come la città di Samaria, nelle mani di Sargon II. I Tiri tentarono più volte, senza successo, di ribellarsi con l’appoggio dell’Egitto. La supremazia assira terminò con l’ascesa dei Babilonesi[3]. Tiro fu infine conquistata da Alessandro Magno nel 332 a.C. Più tardi il re Erode il Grande ricostruì il principale tempio della città, ancora visibile all’epoca di Gesù[4]. Gli abitanti di Tiro ascoltarono la predicazione di Gesù[5] e la città ospitò una vivace comunità cristiana già nel I secolo[6][7].
Estratto dal Dizionario geografico dell’Evangelo secondo Maria Valtorta di Jean-François Lavère
Tiro, Tyrus
Provenendo da Sicaminon, Gesù, accompagnato da alcuni discepoli, passa in barca davanti a Tiro ed evangelizza alcuni pescatori non lontano dalla città. In seguito gli apostoli, accompagnando nel loro cammino d’esilio i discepoli Sintica e Giovanni di Endor, fanno tappa a Tiro. È l’occasione per Maria Valtorta di descrivere con notevole realismo la città e le sue strutture portuali.
La città è spinta in mare stranamente, come fosse fabbricata su un istmo. Anzi, come se un esile istmo ne congiungesse la parte tutta sporgente sul mare con quella stesa sulla riva. Vista dal mare, sembra un enorme fungo, adagiato sulle onde col suo cocuzzolo e conficcato con le radici sulla costa: l’istmo è il gambo. Al di qua e al di là di esso, due porti; l’uno, quello di settentrione, meno chiuso, è pieno di piccole imbarcazioni. L’altro, a meridione, ben più riparato, di grossi navigli in arrivo o in partenza. […] Si costruiva senza miserie un tempo! Arguisco da quest’opera e dal numero dei navigli nei porti quanto la città fosse ricca e attiva nei commerci. Dietro alla città, dopo una zona piana, sono collinette di bell’aspetto, e molto lontano è visibile il grande Hermon e la catena libanese. Arguisco anche che questa sia una delle città che vedevo dal Libano[8]. […] Il Maestro non scende a Tiro, né alla città di terra[9].
Città costiera e principale porto dei Fenici dall’antichità fino all’epoca romana, Tiro si trova circa 40 km a sud di Sidone e 45 km a nord di Haifa. I resti del porto originario, a sud della penisola, furono esplorati dall’Institut Français d’Archéologie du Moyen-Orient[10] nel 1863.
La città insulare disponeva di due porti: a nord, il “porto sidonio”; a sud, il “porto egiziano”. Una grande diga lunga circa 500 metri e larga 40 metri fu costruita per ordine di Alessandro Magno. Al tempo di Cristo, grazie alla pace romana, Tiro tornò a essere un importante centro commerciale.
L’interramento progressivo avvenuto nel corso dei secoli trasformò gradualmente l’antica isola in un istmo.
È interessante notare che nel 1962 la strada rialzata descritta da Maria Valtorta quasi vent’anni prima, era ancora completamente sepolta sotto la sabbia[11].
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- 33° 16’ 24’’ N / 35° 11’ 34’’ E
- +15 m
Note
- ↑ 1 Re 5
- ↑ Is 23,8
- ↑ Vedi i profeti Geremia (Ger 27) ed Ezechiele (Ez 26)
- ↑ Matteo 15,21
- ↑ Marco 3,8 Matteo 11,21
- ↑ Atti degli Apostoli 21,3
- ↑ Fonte: Dizionario della Bibbia – A.M. Gérard – A cura di Robert Laffont.
- ↑ EMV 251.1
- ↑ EMV 251.2
- ↑ Istituto francese di archeologia mediorientale
- ↑ Vedi: Robert Donceel, Recherches et travaux archéologiques au Liban (1962-1965), l’Antiquité classique 1967, vol 36 n° 1. Vedi anche: Jules de Bertou, Essai sur la topographie de Tyr 1843.