Simone Zelote

Da Wiki Maria Valtorta.
Simone Zelote
Simone Zelote, di Lorenzo Ferri dal volume “Valtorta and Ferri”

Quando incontra per la prima volta il Signore, Simone era affetto da una “serpigine ereditaria”[1] e per questo considerato un lebbroso. Viene guarito da Gesù[2] nel corpo e nell’anima[3].

Ottavo apostolo di Gesù. Insieme a Bartolomeo, è il più anziano degli apostoli[4].

Giudeo di nascita, probabilmente di Betania, appartiene a una famiglia un tempo potente, ma ormai decaduta. Suo padre, privo di discendenza, ebbe Simone da una schiava cananea, per questo viene identificato dalla tradizione cristiana anche come: Simone il Cananeo. Del proprio padre dice:

«Oh, sì! Dilapidatore di sostanze, vizioso, crudele, senza cuore né affetto. Mi ha negato salute, carezze, pace, mi ha bollato con un nome che è spregio e con una malattia che è un marchio d’obbrobrio… Di tutto si è fatto padrone. Anche del futuro del figlio. Tutto mi ha levato, anche la gioia d’esser padre». (EMV 56.6)

Privato dell’affetto, sofferente per la propria condizione di figlio illegittimo, per il meticciato e per la decadenza sociale della sua famiglia, il giovane si ribella. Diventa un attivista, braccato dalle autorità, prima di essere colpito dalla lebbra.

«Non è Gamala, quella?», chiede lo Zelote.

«Sì, è Gamala. La conosci?», dice Gesù.

«Vi fui fuggiasco in una notte molto lontana. Poi venne la lebbra e non uscii più dai sepolcri».

«Fin qui fosti inseguito?», chiede Pietro.

«Venivo dalla Siria, dove ero andato cercando protezione. Ma mi scoprirono e solo la fuga in queste terre mi risparmiò la cattura. Dopo sono sceso lentamente, e sempre minacciato, sino al deserto di Tecua e da lì, lebbroso ormai, alla valle dei Morti. La lebbra mi salvava dai nemici…». (EMV 186.3)

A Simone non rimangono che un servo fedele e una casa a Betania, situata vicino a quella di Lazzaro, del quale è amico[5]. I due si erano conosciuti attraverso i rispettivi padri[6]. È Simone a presentare Gesù a Lazzaro[7].

Tornato sano per la grazia di Gesù, Simone recupera ciò che resta dei suoi beni e li vende, a condizione che il suo fedele servo possa continuare ad avere una casa. Un acquirente anonimo accetta le sue condizioni: si tratta in realtà dell’amico Lazzaro[8].

Il ricavato della vendita, affidato alla gestione di Lazzaro, è destinato al soccorso dei bisognosi, poiché Simone si è spogliato interamente dei suoi beni per seguire Gesù. La prima occasione per impiegarlo si presenta con il riscatto di Giona, uno dei pastori della Natività divenuto schiavo e sottoposto a maltrattamenti[9]. Anche in questo caso sarà Lazzaro a intervenire anonimamente, accettando le esorbitanti richieste del crudele fariseo Doras[8].

È nella casa che ha riavuto grazie a Lazzaro che, talvolta, alloggeranno Gesù e i discepoli[8]. Anche la Vergine Maria vi soggiornerà, preferendo questa casa più umile e meno frequentata a quella, vicina, di Lazzaro[10].

Simone è chiamato “lo Zelote” da Luca e “il Cananeo” da Matteo e Marco. La spiegazione di questa differenza, che riguarda il medesimo apostolo, è fornita nel L’Evangelo come mi è stato rivelato:

Gesù l’osserva attentamente. «Simone, mi hai detto: “Che devo fare per Te?”. Ora Io ti dico: “Seguimi”».

«Subito, Signore!… Ma… ma io… lascia che ti dica una cosa. Sono, ero chiamato “zelote” per la casta[11], e “cananeo” per madre. Tu vedi. Sono scuro. In me ho sangue di schiava. Mio padre non aveva figli dalla moglie e mi ebbe da una schiava. La moglie, una buona, mi allevò come figlio e mi curò nelle infinite malattie finché morì…». (EMV 56.6)

Carattere ed aspetto fisico

Betania
Cartina della Palestina: Betania di Giudea

Secondo Lazzaro, “L’età e il dolore lo hanno fatto maturo come un sapiente”[12]. Ha il viso segnato delle cicatrici, la voce grave e la carnagione brunastra. Il suo aspetto è brutto, ma improntato all’onestà; ha occhi piuttosto bovini e una bocca dalle labbra spesse, quasi violacee. Maria Valtorta ne tratteggia il volto:

E nella poca luce ecco spuntare da sopra un cespuglio la faccia brutta e onesta di Simone. […]

Simone guarda coi suoi occhi piuttosto bovini. Capisce che Gesù è triste per i sospiri che trae, e la sua bocca dalle labbra tumide, e persino violacee, si apre: «Maestro», chiama. […]

È un brutto uomo, decisamente. Alle fattezze non belle, al colorito olivastro scuro si unisce il ricamo bluastro e incavato delle cicatrici lasciate dal suo male. Ma ha uno sguardo così buono che la bruttezza scompare. (EMV 83.6)

In un’altra descrizione è Gesù stesso che fa il ritratto di Simone Zelote:

«È alto e magro. Di colorito oscuro come un sangue misto, occhi profondi e nerissimi sotto sopracciglia di neve, capelli bianchi come il lino e piuttosto ricci, naso lungo, camuso verso la punta come quello dei Libi, labbra grosse, specie l’inferiore, e sporgenti. È tanto olivastro che il labbro è tendente al violaceo. Sulla fronte una cicatrice di antica data è rimasta, e sarà l’unica macchia, ora che sarà mondato da croste e sudiciume».

«È un vecchio, se è tutto bianco».

«No, Filippo. Lo sembra, ma non lo è. La lebbra lo ha fatto canuto».

«Cosa è? Un sangue misto?».

«Forse, Pietro. Ha somiglianza coi popoli d’Africa». (EMV 55.5)

Gesù mette in evidenza le qualità umane di Simone Zelote, motivando la decisione di averlo lasciato con la Madre presso Elisa di Betsur, per consolarla della soffrerenza dei tre lutti consecutivi subiti:

Gesù dice: «Hai detto bene, Tommaso. Simone parla poco, ma quel poco lo dice sempre bene. È una mente pacata e un cuore onesto. È soprattutto una grande buona volontà. Per questo l’ho lasciato con mia Madre. È un vero galantuomo e insieme è uno che sa vivere, che ha sofferto, e che è vecchio. Perciò – parlo, posto che suppongo che c’è chi gli pare ingiusta la scelta – perciò era il più adatto a rimanere. Non potevo, Giuda, permettere che mia Madre rimanesse sola presso una povera donna ancora malata. Ed era giusto che la lasciassi. La Madre compirà l’opera da Me iniziata. Ma non potevo neppure lasciarla con i fratelli miei, né con Andrea, Giacomo o Giovanni, e neppure con te. Se non ne capisci la ragione, non so che dire…». […]

«Ma ho preferito Simone perché è vecchio e non avrebbe troppo ricordato i figli morti alla desolata. Voi giovani li avreste rievocati con la vostra gioventù… Simone sa vegliare e sa non farsi sentire, non esige mai nulla, sa compatire, sa sorvegliare se stesso. Potevo prendere Pietro. Chi meglio di lui presso mia Madre? Ma è troppo impulsivo ancora. Vedi che glielo dico sul viso, e lui non se ne adombra. Pietro è sincero e ama la sincerità anche se a suo danno. Potevo prendere Natanaele. Ma non è mai stato in Giudea. Simone invece la conosce bene, e sarà prezioso per guidare la Madre a Keriot. Sa anche dove è la tua casa di campagna e quella di città e non farà…». (EMV 210.5)

Secondo il parere di Maria Valtorta, “Giuda Iscariota, Matteo, Simone e Bartolommeo”[13], sono gli apostoli più eleganti nel vestire.

È molto amato da Giacomo di Alfeo e, soprattutto, da Giuda di Alfeo, con il quale stringe una profonda amicizia. I due fratelli lo amano sinceramente come un padre e lo spiegano a Maria di Cleofa, la loro madre:

Bussano ed entrano in gruppo Maria d’Alfeo, Giacomo e Giuda, carichi, questi ultimi, di brocche d’acqua e di fascine. La gioia di vedersi è reciproca. E aumenta quando sanno che presto verrà lo Zelote. L’affetto dei figli di Alfeo per lui è palese, anche senza la frase che Giuda dice in risposta all’osservazione di sua madre che nota questa loro gioia: «Mamma, proprio in questa casa, e in una sera ben triste per noi, egli ci ha dato affetto di padre e ce lo mantiene. Non lo possiamo dimenticare. Per noi è “il padre”. Noi per lui “i figli”. Quali quei figli che non giubilino nel rivedere un padre buono?». (EMV 304.4)

Essendo tra i più anziani degli apostoli, soffre di dolori e reumatismi, talvolta se ne lamenta. Gesù, tuttavia, lo mette in guardia:

«Che fa, Simone? (anche Simone è molto anziano, ed è quello che si lamentava[14] dei reumatismi). Fa quello che fa la buona volontà in voi. Distrugge le tiepidezze, i quietismi, le vane presunzioni. Vi obbliga a stare vigilanti. Quale è la cosa che vi fa degni di premio? La lotta e la vittoria. Potete aver vittoria se non avete lotta? La presenza di Satana obbliga ad una vigilanza continua. L’Amore, poi, che vi ama, rende la presenza non inesorabilmente nociva. Se state presso all’Amore, Satana tenta, ma viene reso incapace di nuocere veramente».

«Sempre?».

«Sempre. Nelle grandi e piccole cose. Per esempio, una piccola cosa: a te inutilmente ti consiglia di aver cura della tua salute. Subdolo consiglio per cercare di levarti a Me. L’Amore ti tiene stretto, Simone, e i tuoi dolori perdono valore anche agli occhi tuoi».

«Oh! Signore! Tu sai?…».

«Sì. Ma non te ne accasciare. Su, su! Te ne darà tanto di ardimento l’Amore, che ora è il primo a sorridere sulla tua umanità che trema per i suoi reumi…».

Gesù ride del confuso discepolo e se lo stringe a Sé per consolarlo. Anche nel ridere è pieno di dignità. Anche gli altri ridono. (EMV 411.4)

La saggezza acquisita attraverso le prove gli sarà utile nei momenti tragici della dispersione degli apostoli, fuggiti al momento dell’arresto e della morte di Gesù. Infatti, come Gesù gli aveva chiesto poco prima della sua agonia nel Getsemani e del suo arresto, sarà Simone a cercare gli apostoli e i discepoli dispersi per le campagne, per riunirli nuovamente a Betania:

[Dice Gesù:] «Tu andrai da Lazzaro e cercherai di portare con te quanti più puoi. Non solo degli apostoli. Ma anche dei discepoli che troverai vaganti per le vie della campagna. Cerca di vedere i pastori e da’ loro questo ordine. La casa di Betania è più che mai la casa di Betania, la casa della buona ospitalità. Quelli che non hanno coraggio di affrontare l’odio di tutto un popolo si rifugino là. Ad attendere…». (EMV 602.8)

Dopo l’Ascensione di Gesù, durante l’assembea che eleggerà Mattia come apostolo che prenderà il posto di Giuda di Keriot, Maria Valtorta descrive il viso di Simone Zelote scrivendo che “ha un intimo sorriso che gli fa più bello il volto non bello ma attraente per la sua signorilità austera”[15]. Mentre la Vergine Maria, prima del suo transito beato, definisce Simone Zelote come “il prudente”[16].

Percorso apostolico

San Simone di Peter Paul Rubens

Simone Zelote è testimone dell’Ultima Cena[17], della Risurrezione[18], dell’Ascensione[19] e della Pentecoste[20].

È uno degli apostoli che, insieme a Giovanni, comprende meglio Gesù, il quale si confida con lui e lo chiama “amico mio”. Simone, forse grazie alla maturità acquisita con l’età e con le esperienze della vita, comprende d’istinto il destino redentivo di Gesù più di tutti gli altri apostoli. Lo dimostra già nel Primo anno della Vita pubblica di Gesù[21], quando Egli annuncia profeticamente la propria Passione presso il guado del Giordano, dove Giovanni Battista battezzava[22].

Simone Zelote evangelizza i lebbrosi, suoi antichi compagni di sventura[23]a Gerusalemme, presso i sepolcri di Siloan e nella valle di Ben Innom. Dopo l’elezione degli apostoli, su invito di Gesù, pronuncia la prima manifestazione apostolica seguito da Giovanni di Zebedeo; il tema è: “Demolite per ricostruire e per salire provando la bontà delle vostre antiche pietre alla voce di Dio”[24]. Maria Valtorta osserva:

Lo Zelote si studia di distrarre i compagni per avere tempo di parlare loro in disparte e certo consigliarli ancora a tacere. Ho l’impressione che lo Zelote abbia molto questo ministero nel gruppo apostolico. È il moderatore, il conciliatore, il consigliere dei compagni, oltre che essere colui che capisce tanto bene il Maestro. (EMV 224.5)

Gesù lo unisce al cugino Giuda Taddeo nell’apostolato:

[Dice Gesù:] «Vieni, Simone, che non hai avuto figli. Vieni, Giuda, che perdi il padre per amor mio. Vi unisco nella sorte».

Egli li ha presso tutti e due. Tiene le mani sulle loro spalle come per una presa di possesso, come per imporre un giogo comune. (EMV 56.7)

La perfetta sintonia tra i due trova conferma nel loro rapporto: “L’accordo fra loro è perfetto”[25].

Simone Zelote, inoltre, è spiritualmente vicino a Giovanni, come osserva la Vergine Maria:

«Guarda allora lo Zelote. Non è un ragazzo. Ha vissuto, ha lottato, ha odiato. Egli lo confessa sinceramente. Ma ha imparato a meditare. E lui pure, credimi, è bene in alto. Vedi? Si cercano quei due. Poiché si sentono uguali. Hanno raggiunto la stessa età perfetta dello spirito e con lo stesso mezzo: la orazione mentale. Per essa il ragazzo è divenuto virile nello spirito, e per essa il già vecchio e stanco è ritornato ad una virilità forte». (EMV 247.6)

Origine del suo nome

Il nome Simone deriva dall’ebraico Shim‘on, lo stesso nome reso in italiano anche come Simeone, e significa “colui che ascolta” o “Dio ha ascoltato”, in relazione alla radice ebraica š-m-ʿ (“ascoltare”). È un nome già attestato nell’Antico Testamento, in particolare per Simeone, uno dei figli di Giacobbe.

Nel Nuovo Testamento, l’apostolo è chiamato Simone (Simon), mentre il soprannome che lo distingue dagli altri personaggi omonimi è lo Zelota. L’evangelista Luca lo presenta come “Simone, detto Zelota”[26], mentre gli evangelisti Matteo e Marco lo chiamano “Simone il Cananeo”[27]. L’evangelista San Giovanni non lo cita nel suo Vangelo.

Il termine “Zelota” deriva dal greco zēlōtḗs (“zelante”, ”pieno di zelo”) e può essere inteso anzitutto nel senso di uomo zelante[28]. Il termine “Cananeo”, invece, non indica necessariamente l’appartenenza etnica alla regione di Canaan: nei Vangeli di Matteo e Marco deriva dall’aramaico qan‘anā’, “zelante”, e costituisce quindi un equivalente semitico del greco Zelota usato da Luca. Nell’Opera di Maria Valtorta viene messo in evidenza come il suo passato e le vicende personali spiegano il significato particolare assunto dal soprannome “zelote” e dal soprannome “cananeo”. È lo stesso Simone che spiega come “ero chiamato ‘zelote’ per la casta, e ‘cananeo’ per madre”[1].

Nel L’Evangelo come mi è stato rivelato, l’apostolo viene chiamato anche Simone il Cananeo, ma anche Simone Cananeo e, nella forma abbreviata, Simon Cananeo.

Dove lo incontriamo nell’Opera?

L’Evangelo come mi è stato rivelato

Simone Zelote è presente lungo l’intero arco de L’Evangelo come mi è stato rivelato: compare infatti in tutti e dieci i volumi dell’Opera, dal primo, dove viene sanato dalla lebbra, fino al decimo, nel quale viene incaricato da Gesù di raccogliere gli apostoli che erano fuggiti dopo la cattura del Signore e radunarli a Betania.

Di seguito sono riportati i capitoli nei quali Simone Zelote è presente o viene citato negli avvenimenti narrati:

La chiamata dei primi apostoli: EMV 54 EMV 56

Viaggio apostolico in Giudea: EMV 70 EMV 71 EMV 72 EMV 73 EMV 74 EMV 75 EMV 76 EMV 77 EMV 78 EMV 79 EMV 80 EMV 81 EMV 82 EMV 83 EMV 84 EMV 85 EMV 86 EMV 87 EMV 88 EMV 89 EMV 90

La scelta degli ultimi apostoli: EMV 91 EMV 92 EMV 93 EMV 94 EMV 95 EMV 96 EMV 97

Alla ricerca dei Pastori della Natività: EMV 98 EMV 99 EMV 100 EMV 102 EMV 103 EMV 104 EMV 105 EMV 108 EMV 109

In Giudea prima della vita comunitaria: EMV 110 EMV 111 EMV 112 EMV 113 EMV 114 EMV 115 EMV 116 EMV 117 EMV 118

I Discorsi dell’Acqua Speciosa: EMV 119 EMV 120 EMV 121 EMV 122 EMV 123 EMV 124 EMV 125 EMV 126 EMV 127 EMV 128

La festa delle Encenie: EMV 133 EMV 134 EMV 135 EMV 136 EMV 137 EMV 138 EMV 139 EMV 140 EMV 141 EMV 142

In Samaria: EMV 143 EMV 144 EMV 145 EMV 146 EMV 147 EMV 149

Le donne discepole: EMV 152 EMV 153 EMV 154 EMV 155 EMV 157 EMV 158

L’elezione dei Dodici ad apostoli: EMV 160 EMV 162 EMV 164 EMV 165 EMV 166

I Discorsi della Montagna: EMV 169 EMV 170 EMV 171 EMV 172 EMV 173 EMV 174 EMV 176

Apostolato in Galilea: EMV 177 EMV 178 EMV 179 EMV 180 EMV 181 EMV 182 EMV 183 EMV 184 EMV 186

In viaggio verso Gerusalemme per la Pasqua: EMV 187 EMV 188 EMV 189 EMV 190 EMV 191 EMV 192 EMV 193 EMV 194 EMV 195 EMV 196 EMV 197 EMV 198 EMV 199 EMV 200 EMV 201 EMV 202 EMV 203

Apostolato in Giudea: EMV 204 EMV 205 EMV 206 EMV 207 EMV 208 EMV 210 EMV 214 EMV 215

Apostolato in Filistea: EMV 216 EMV 217 EMV 218 EMV 219 EMV 220 EMV 221 EMV 222 EMV 223 EMV 224 EMV 225

La conversione di Maria Madddalena: EMV 228 EMV 230 EMV 232 EMV 233 EMV 235 EMV 237 EMV 238 EMV 239 EMV 240 EMV 241 EMV 242 EMV 243 EMV 244 EMV 247 EMV 248 EMV 249 EMV 250 EMV 251 EMV 252 EMV 253 EMV 254 EMV 255

Invio degli apostoli e dei discepoli in missione: EMV 256 EMV 257 EMV 260 EMV 261 EMV 262 EMV 265 EMV 268 EMV 269 EMV 271 EMV 272 EMV 273 EMV 274 EMV 275 EMV 276 EMV 277 EMV 278 EMV 279 EMV 280

Viaggio nei territori Oltre Giordano: EMV 281 EMV 284 EMV 285 EMV 286 EMV 287 EMV 288 EMV 289 EMV 290 EMV 292 EMV 293 EMV 294 EMV 295 EMV 296 EMV 297 EMV 298 EMV 299 EMV 300 EMV 301 EMV 302

Fine del secondo anno di Vita pubblica: EMV 306 EMV 307 EMV 308 EMV 309 EMV 310 EMV 311 EMV 312

La missione degli apostoli ad Antiochia: EMV 313 EMV 314 EMV 315 EMV 316 EMV 318 EMV 319 EMV 320 EMV 321 EMV 323 EMV 324 EMV 325 EMV 326

Ai confini della Fenicia: EMV 332 EMV 333 EMV 334 EMV 335 EMV 336 EMV 338 EMV 339 EMV 340 EMV 341 EMV 342 EMV 343 EMV 344 EMV 345 EMV 346 EMV 347

La Transfigurazione sul monte Tabor e il discorso sul Pane del Cielo: EMV 348 EMV 349 EMV 350 EMV 351 EMV 352 EMV 353 EMV 354 EMV 355 EMV 356 EMV 357 EMV 358 EMV 359 EMV 360 EMV 361 EMV 362 EMV 363

La penultima Pasqua: EMV 364 EMV 365 EMV 366 EMV 367 EMV 368 EMV 369 EMV 370 EMV 371 EMV 372 EMV 374 EMV 375 EMV 376 EMV 377 EMV 378

In Giudea: EMV 379 EMV 380 EMV 381 EMV 382 EMV 383 EMV 384 EMV 385

Addio in Giudea: EMV 386 EMV 387 EMV 388 EMV 392 EMV 393 EMV 394 EMV 395 EMV 397 EMV 398 EMV 399 EMV 400 EMV 401 EMV 402 EMV 403

La Piana di Saron: EMV 404 EMV 405 EMV 406 EMV 407 EMV 408 EMV 409 EMV 410 EMV 411 EMV 412

Pentecoste, Decapoli e Piana di Esdrelon: EMV 413 EMV 414 EMV 415 EMV 416 EMV 417 EMV 418 EMV 419 EMV 420 EMV 421 EMV 422 EMV 423 EMV 424 EMV 425 EMV 426 EMV 427 EMV 428 EMV 429 EMV 430 EMV 431 EMV 432

Estate a Nazaret: EMV 433 EMV 434 EMV 435 EMV 436 EMV 439 EMV 440 EMV 441 EMV 443 EMV 444 EMV 445 EMV 446 EMV 447 EMV 448 EMV 449 EMV 450 EMV 451 EMV 452 EMV 453 EMV 454 EMV 455 EMV 456 EMV 457 EMV 458 EMV 459 EMV 460 EMV 461 EMV 462 EMV 463 EMV 465

In siro-fenicia: EMV 466 EMV 467 EMV 469 EMV 470 EMV 471 EMV 472 EMV 473 EMV 474 EMV 475

In viaggio verso Gerusalemme: EMV 483

La festa dei Tabernacoli: EMV 493

A Moab e in Giudea: EMV 498 EMV 499 EMV 504 EMV 505 EMV 511 EMV 515 EMV 520

La festa della Dedicazione: EMV 529 EMV 531 EMV 532 EMV 535 EMV 536

Morte e resurrezione di Lazzaro: EMV 541 EMV 547 EMV 550

Esilio in Samaria: EMV 551 EMV 552 EMV 554 EMV 555 EMV 556 EMV 566 EMV 567 EMV 568 EMV 571 EMV 575 EMV 576

Preparazione alla Passione: EMV 577 EMV 581 EMV 584 EMV 586 EMV 587

La Settimana Santa: EMV 589 EMV 590 EMV 592 EMV 593 EMV 595 EMV 597 EMV 598 EMV 600

Passione e Morte: EMV 602 EMV 612 EMV 614 EMV 615

Domenica di Resurrezione: EMV 621 EMV 626

Dalla Resurrezione all’Ascensione: EMV 628 EMV 629 EMV 630 EMV 631 EMV 633 EMV 634 EMV 635 EMV 636 EMV 638

Fine del ciclo messianico: EMV 639 EMV 640 EMV 643 EMV 646 EMV 648 EMV 649

Per saperne di più su questo personaggio

San San Giuda Taddeo e San Simone Zelote (uniti) di Simone Martini

Secondo una tradizione cristiana antica, l’amicizia tra Simone lo Zelote e Giuda Taddeo li avrebbe condotti a evangelizzare insieme diverse regioni dell’Oriente, fino alla Persia, dove entrambi avrebbero subito il martirio. La tradizione li celebra pertanto come compagni nell’apostolato e nel martirio.

Le notizie sulla loro morte provengono soprattutto dalla tradizione agiografica e non consentono di ricostruire con certezza le circostanze storiche del martirio. Secondo alcune versioni, Simone sarebbe stato segato in due, mentre Giuda sarebbe stato ucciso con una mazza o con una spada. Per questo motivo, nell’iconografia cristiana, Simone è frequentemente raffigurato con una sega, suo principale attributo, mentre Giuda d’Alfeo è spesso rappresentato con una mazza o un’alabarda. La memoria liturgica dei due apostoli è celebrata insieme il 28 ottobre.

Una delle testimonianze agiografiche più celebri è la Legenda Aurea, composta da Jacopo da Varazze nel XIII secolo. In quest’opera Simone viene identificato con il fratello di Giacomo il Minore, sulla base dell’elenco dei “fratelli” di Gesù riportato dal Vangelo di Matteo[29] e Marco[30]. Si tratta di un’identificazione propria della tradizione medievale, che non corrisponde necessariamente alla distinzione tra i diversi personaggi proposta dalle fonti evangeliche.

Jacopo da Varazze interpreta inoltre simbolicamente il nome Simone, al quale attribuisce i significati di “obbediente” e “triste”, e spiega i suoi due appellativi, Zelota e Cananeo, attraverso il termine Cana, il villaggio della Galilea nel quale Gesù trasformò l’acqua in vino. Secondo questa interpretazione, “zelante” e “cananeo” sarebbero collegati dal significato di “zelo”.

La Legenda Aurea sviluppa quindi una lettura spirituale del nome e degli appellativi dell’apostolo: Simone possedette l’obbedienza nell’osservanza dei precetti, la tristezza nella compassione verso gli afflitti e lo zelo nell’adoperarsi instancabilmente e con ardore per la salvezza delle anime.

Questa interpretazione appartiene al linguaggio simbolico e devozionale dell’agiografia medievale e va pertanto distinta dalle informazioni storiche ricavabili dai testi evangelici e dall’Opera di Maria Valtorta che offre una diversa spiegazione.

Note

  1. ↑ 1,0 1,1 EMV 56.6
  2. ↑ EMV 54.2
  3. ↑ EMV 324.2
  4. ↑ EMV 210.5
  5. ↑ EMV 84.1
  6. ↑ EMV 70.1
  7. ↑ EMV 71.4
  8. ↑ 8,0 8,1 8,2 EMV 117.5
  9. ↑ EMV 104.7
  10. ↑ EMV 581.5
  11. ↑ quella appunto degli zeloti, così chiamati per il loro zelo nell’osservare la legge e nell’opporsi ad ogni dominazione straniera sul popolo eletto. Ma il significato del termine sfugge a Maria Valtorta, che in calce alla pagina autografa annota: chi sono gli zeloti?
  12. ↑ EMV 84.3
  13. ↑ EMV 100.2
  14. ↑ in EMV 361.3
  15. ↑ EMV 639.1
  16. ↑ EMV 649.6
  17. ↑ EMV 600
  18. ↑ EMV 627 EMV 629
  19. ↑ EMV 638.16-23
  20. ↑ EMV 640
  21. ↑ nel terzo periodo di 4 mesi
  22. ↑ EMV 111.6-7
  23. ↑ EMV 149.1
  24. ↑ EMV 166.6
  25. ↑ EMV 435.5
  26. ↑ Vangelo di Luca: Lc 6,15; Atti degli Apostoli: At 1,13
  27. ↑ Vangelo di Matteo: Mt 10,4; Vangelo di Marco Mc 3,18
  28. ↑ descrive una persona che compie i propri doveri o sostiene una causa con molto impegno, attenzione e passione
  29. ↑ Mt 13,55
  30. ↑ Mc 6,3