Eucheria
Eucheria è una donna della tribù di Giuda appartenente alla stirpe regale di Davide[2]. Sposa il proselito[3] siriano Teofilo, primo magistrato di Siria[2]. Dalla loro unione nasceranno tre figli: Lazzaro, Marta e Maria, della famiglia di Betania. La famiglia risiede ad Antigonio, nei pressi di Antiochia, dove Eucheria possiede una tenuta con i suoi “amati giardini”[4], arricchiti da piante rare provenienti dalla Giudea.
Donna di grande bellezza, ricchezza e nobile origine, Eucheria è ricordata anche per la sua attenzione verso i poveri e per le sue opere di carità. Nei suoi giardini coltiva essenze con le quali fa del bene ai bisognosi; inoltre, con sapienza e intelligenza, conduce alla fede ebraica alcuni dei servitori della tenuta, che da schiavi o pagani diventano proseliti[5].
Durante il primo incontro di Gesù con Lazzaro di Betania, nel Primo anno della Vita pubblica[6], si apprende che Eucheria è morta sette anni prima[7], consumata dal dolore per la vita dissoluta della figlia minore, Maria[8].
Maria Maddalena, in un dialogo commovente con il piccolo discepolo Marziam, ricorda sua madre:
[Dice Marziam:] «Tua mamma come si chiamava?».
«Eucheria… ed era tanto buona», e due lacrimoni cadono dagli occhi di Maria di Magdala.
«Piangi perché è morta?», chiede il bambino e l’accarezza sulle bellissime mani incrociate sulla veste scura, certo una di Marta adattata a lei perché mostra l’orlo abbassato. E aggiunge: «Ma non devi piangere. Non siamo soli, sai? Le nostre mamme ci sono sempre vicine. Lo dice Gesù. E sono come angeli custodi. Anche questo lo dice Gesù. E se si è buoni ci vengono incontro quando si muore, e si sale a Dio in braccio alla mamma. Ma è vero, sai? Lo ha detto Lui!».
Maria di Magdala abbraccia stretto il piccolo confortatore e lo bacia dicendo: «Prega allora che io diventi buona così». (EMV 240.3)
La sua figura rimane profondamente impressa in quanti l’hanno conosciuta. La buona Berenice di Antiochia, sua antica ancella, confida all’apostolo Simone Zelote di sentire la pace di Eucheria da quando Maria è diventata discepola:
«Dirai a Maria che io sento la pace di Eucheria da quando ella è la discepola», dice piano Berenice allo Zelote. (EMV 324.10)
Anche Lazzaro, ricordando i giardini della madre, ne evoca con commozione la bontà verso i poveri e manifesta il desiderio di annunciarle, dopo la sua morte, che il Salvatore da lei atteso era giunto sulla Terra:
[Dice Lazzaro:] «La mia mamma… Maestro, io presto le andrò a dire: “Godi, o madre buona. Il Salvatore è sulla Terra”. Ti attendeva…». Due righe di pianto sono sul volto sofferente di Lazzaro. Gesù lo guarda e sorride. (EMV 285.3)
Carattere ed aspetto fisico[modifica | modifica sorgente]
Eucheria è ricordata come una donna ammirevole e bella. Nel L’Evangelo come mi è stato rivelato sono inoltre ricordate la sua bellezza e la sua ricchezza, insieme alla sua nascita “da regina”[9].
La sua origine è legata alla tribù di Giuda. In occasione delle presentazioni ad Antigonio, infatti, viene ricordata come “Eucheria di Giuda”[10]. Il riferimento esplicito alla tribù di Giuda, unito alla nascita “da regina” ricordata nell’Opera, presenta quindi Eucheria come una donna di origine regale e di stirpe giudaica.
La bellezza di Eucheria emerge anche dal ricordo personale di Simone Zelote, che l’aveva conosciuta, quando ricorda che la figlia Maria Maddalena ha ereditato dalla madre “l’effigie” e “le fattezze”[11].
[Dice Simone Zelote:] «L’ho vista bambina, e pura, allora. La rivedo ora… Ma la riconosco. Impudicamente ripete l’effigie della madre sua, una santa». (EMV 98.4)
E alla bellezza fisica si aggiunge quella spirituale, sempre Simone Zelote la definisce con parole particolarmente significative:
«La madre era un angelo», dice reciso Simone Zelote. (EMV 527.1)
Nel complesso, i riferimenti dell’Opera di Maria Valtorta delineano il profilo di una donna bella, ricca e di nobile origine, ricordata inoltre per le sue qualità morali e per l’impressione profonda lasciata in chi l’aveva conosciuta.
Dove la/o incontriamo nell’Opera?[modifica | modifica sorgente]
Volume 2: EMV 84 EMV 98 EMV 112 EMV 116 EMV 117
Volume 4: EMV 240
Volume 5: EMV 322 EMV 323 EMV 324
Volume 8: EMV 527 EMV 542 EMV 546 EMV 550
Volume 9: EMV 562
Per saperne di più su questo personaggio[modifica | modifica sorgente]
Informazioni storiche[modifica | modifica sorgente]
Secondo la tradizione apostolica di Gazinet[12] un “manoscritto attribuito a San Rabano Mauro, arcivescovo di Magonza nell’VIII secolo[13] riporterebbe una precisazione importante sui genitori di Lazzaro, Marta e Maria di Betania: “la madre dei nostri tre personaggi apparteneva alla stirpe regale di Davide e si chiamava Eucheria. Il padre di Marta si chiamava Teofilo, era di origine principesca e occupava un’importante posizione in Siria”. Si tratta di una informazione molto vicina a quanto contenuto nell’Opera valtortiana, ma che differisce per una informazione importante: i tre figli di Eucheria non sarebbero tutti dello stesso padre.
La Legenda Aurea di Jacopo da Varagine[modifica | modifica sorgente]
In questa famosissima raccolta medievale di vite di santi del XIII secolo, scritta da Jacopo da Varagine, nella biografia di Maria Maddalena:
De sancta Maria Magdalena: Maria Magdalena a Magdalo castro cognominata clarissimis est exorta natalibus, utpote ex regia stirpe descendentibus; cuius pater Syrus, mater vero Eucharia nuncupata est. Hec cum fratre suo Lazaro et sorore sua Martha Magdalum castrum, quod est secundo miliario a Genezareth, et Bethaniam, que est iuxta Iherusalem, et magnam Iherosolimorum partem possidebat. (Legenda Aurea, Cap. XCVI.)
e di Marta di Betania:
De sancta Martha: Martha hospita Christi Syro patre, Eucharia matre regali ex progenie descendit. Pater eius Syrie maritime multarumque orarum dux extitit. Tria autem oppida, scilicet Magdalum et Bethaniam utramque et Iherosolimitane urbis partem Martha cum sorore iure materne hereditatis possidebat. (Legenda Aurea, Cap. CV.)
è scritto che i loro genitori “discendevano dalla stirpe regale. Suo padre si chiamava Siro e sua madre Eucheria”.
Note[modifica | modifica sorgente]
- ↑ illustrazione generata con IA
- ↑ 2,0 2,1 EMV 562.2
- ↑ Il proselito era il pagano convertito alla religione giudaica e circonciso.
- ↑ EMV 285.3
- ↑ EMV 323.9
- ↑ nel secondo periodo di 4 mesi
- ↑ EMV 84.3
- ↑ EMV 112.6 EMV 543.3
- ↑ EMV 546.1
- ↑ EMV 323.7
- ↑ EMV 243.5
- ↑ della confessione della Chiesa Gallicana, non riconosciuta dalla Chiesa Cattolica.
- ↑ documento conservato dall’Università di Oxford e scoperto nel 1842 dall’abate Faillon