Maria Maddalena
Maria Maddalena (o Maria di Magdala, o Maria di Betania) è una delle figure femminili più importanti dell’Opera di Maria Valtorta.
Figlia di Teofilo ed Eucheria, sorella di Lazzaro e Marta, appartiene alla famiglia di Betania ed è presentata inizialmente come una donna profondamente immersa nella vita mondana, prima della sua conversione e dell’incontro con Gesù.
La sua vicenda occupa un posto particolarmente significativo nel L’Evangelo come mi è stato rivelato, soprattutto attraverso il ciclo di ‘visioni’ dedicato alla sua conversione. È Gesù stesso a definirlo “Vangelo della Misericordia”[1], spiegando che lo dona “a tutti e specie a quelle che si riconosceranno nella peccatrice” e che invita a seguirla “nella redenzione”[2].
Nell’Opera valtortiana, anche la parabola della “pecorella smarrita”[3] assume un significato particolare in riferimento a Maria Maddalena. Gesù la racconta mentre Maria di Magdala è presente e l’ascolta; il racconto della parabola è seguito dalla descrizione della donna, ancora segnata dal proprio passato, che ascolta le parole del Pastore e piange[4]. La parabola della “pecorella smarrita” diviene così, nella narrazione valtortiana, un’immagine reale della stessa Maria Maddalena: la creatura che si è allontanata dal Pastore, che Egli va a cercare e che, una volta ritrovata, viene riportata all’ovile.
Identificazione di Maria Maddalena con Maria di Betania e la peccatrice penitente
Nell’Opera di Maria Valtorta, Maria Maddalena (o Maria di Magdala) e Maria di Betania (la sorella di Lazzaro e Marta), sono la stessa persona. L’identificazione emerge dal complesso della narrazione de L’Evangelo come mi è stato rivelato: Maria di Betania è infatti presentata con la storia, il carattere, la conversione e le vicende proprie di Maria Maddalena, fino alla sua presenza presso il sepolcro e all’incontro con Gesù Risorto.
La stessa identificazione in Maria Maddalena comprende anche le due donne anonime che nei Vangeli canonici sono protagoniste dell’unzione dei piedi di Gesù: la peccatrice pentita nella casa di Simone il fariseo[5], e la donna che versa un olio profumato e molto prezioso a Betania, in casa di Simone il lebbroso[6], che l’evangelista Giovanni indica in Maria di Betania[7]. E anche il ripetere lo stesso gesto dell’unzione dei piedi di Gesù costituisce un ulteriore elemento narrativo che collega strettamente i due episodi, come lo stesso Gesù sottolinea a Maria Valtorta nell’Opera valtortiana:
[Dice Gesù:] «Ma a te faccio notare un’altra cosa, a tua gioia e a gioia di molti.
Anche a Betania Maria ripeté il gesto che segnò l’alba della sua redenzione. Vi sono gesti personali che si ripetono e denunciano una persona come lo stile della stessa. Gesti inconfondibili». (EMV 236.6)
E se nel primo episodio il gesto accompagna il pentimento e la conversione[8], nel secondo assume il significato profetico dell’unzione anticipata per la sepoltura di Gesù[9].
Tuttavia nell’Opera non vi è una dichiarazione esplicita con la quale Maria Valtorta affermi che le tre figure siano una sola persona: è nell’armoniosa continuità con cui la loro storia viene illustrata, nei diversi e numerosi episodi narrati lungo i dieci volumi, che se ne rende evidente l’identità.
Occorre evidenziare che questa identificazione non è propria dell’Opera valtortiana ma riprende un’antica tradizione cristiana, presente in particolare nell’interpretazione di alcuni Padri della Chiesa e consolidata nella tradizione occidentale, secondo la quale Maria di Betania, Maria Maddalena e la peccatrice del racconto evangelico erano un’unica donna. La riforma del calendario romano del 1969 ha distinto liturgicamente le celebrazioni di Maria Maddalena e di Maria di Betania; l’identificazione delle tre figure rimane tuttavia una questione discussa nella storia dell’esegesi.
Nell’Opera valtortiana, invece, Maria Maddalena non è identificata con la donna sorpresa in flagrante adulterio che Gesù salva dalla lapidazione[10], rivolgendosi agli accusatori con le parole: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”[11]., e che congeda con l’invito a non peccare più. Quest’ultima rimane un personaggio anonimo e distinto da Maria Maddalena.
Carattere ed aspetto fisico
Maria Valtorta descrive sommariamente l’aspetto fisico di Maria Maddalena quando incontra Gesù per la prima volta, sul lago di Galilea. Gesù è sopra la barca di Pietro con gli apostoli, mentre la Maddalena è in compagnia di un gruppo di gaudenti romani, greci e palestinesi. Viene descritta come una donna giovane e bellissima, dai capelli biondi e occhi splendidi[12]. La sua fisionomia ricorda quella di sua madre Eucheria, una santa, secondo il parere di Simone Zelote che conosce la famiglia:
«L’ho vista bambina, e pura, allora. La rivedo ora… Ma la riconosco. Impudicamente ripete l’effigie della madre sua, una santa». (EMV 98.4)
Durante il ciclo di Discorsi della montagna, nel Secondo anno della Vita pubblica di Gesù[13], Maria Maddalena si presenta in modo inopportuno e provocatorio durante l’ammaestramento di Gesù sul monte delle Beatitudini:
«Fate largo alla bellezza che passa»… e vengono avanti quattro bellimbusti tutti azzimati, di cui uno è certo romano perché ha la toga romana, i quali portano come in trionfo sulle loro mani incrociate a sedile Maria di Magdala, gran peccatrice ancora.
E lei ride con la sua bellissima bocca, buttando indietro la testa dalla capigliatura d’oro, tutta intrecci e riccioli trattenuti da forcine preziose e da una lamina d’oro, sparsa di perle, che le fascia il sommo della fronte come un diadema, dal quale scendono ricciolini lievi a velare gli occhi splendidi di loro e resi ancor più grandi e seduttori da un sapiente artificio. Il diadema, poi, si perde dietro le orecchie, sotto la massa delle trecce che pesano sul collo candidissimo e scoperto tutto. Anzi… lo scoperto va molto oltre il collo. Le spalle sono scoperte sino alle scapole, e il petto molto più ancora. La veste è trattenuta sulle spalle da due catenelle d’oro. Le maniche non esistono. Il tutto è coperto, per modo di dire, da un velo che ha il solo incarico di riparare la pelle dall’abbronzatura del sole. […]
Maria ride e con mossa agile e procace balza a terra, scoprendo i piedini calzati da sandali bianchi con fibbie d’oro e un bel pezzo di gamba. Poi la veste, che è amplissima, di una lana sottile come velo e candidissima, trattenuta alla vita, ma molto in basso, verso i fianchi, da un cinturone tutto a borchie d’oro, snodate, copre tutto. E la donna sta come un fiore di carne, un fiore impuro, sbocciato per sortilegio sul verde pianoro in cui sono mughetti e narcisi selvatici in grande quantità.
È bella più che mai. La bocca piccola e porporina pare un garofano che sbocci sul candore della dentatura perfetta. Il volto e il corpo potrebbero accontentare il più incontentabile pittore o scultore, sia per tinta che per forme. Ampia di petto e di fianchi in misura giusta, con una vita naturalmente flessuosa e sottile rispetto ai fianchi e al petto, pare una dea, come ha detto il romano, una dea scolpita in un marmo lievemente rosato, su cui si tende la stoffa lieve sui fianchi per poi ricadere in una massa di pieghe sul davanti. Tutto è studiato per piacere. (EMV 174.12)
Ma Gesù, dopo averla fissata, riprende il suo discorso che diventa una invettiva contro il divorzio e l’aulterio, e non la guarda più. Maria Maddalena si fa nera di corruccio pèrché capisce che, senza guardarla, Gesù parla proprio a lei e fugge via di corsa, giù per la china della montagna.
Percorso apostolico
A Gerusalemme, dove i suoi genitori si stabiliscono, non tarda a creare scandalo:
[Dice Giuda:] «È dieci anni che fa parlare di sé. Ha incominciato ad esser leggera appena fu pubere. Ma da oltre quattro anni! Non puoi ignorare lo scandalo, anche se eri nella “valle dei morti”. Ne parlò tutta Gerusalemme. E Lazzaro si è rinchiuso allora a Betania…». EMV 98.4
Dopo il divorzio[14], conduce una vita dissoluta a Magdala, nella proprietà ereditata dai suoi genitori, morti di dolore, e a Tiberiade. Vi consuma la sua vita in compagnia di amanti successivi e uno di loro viene spinto dalla gelosia a commettere un omicidio[15]. Gesù salva la vittima, a causa della moglie e dei figli di quest’ultima.
Questo scandalo permanente si ripercuote anche su Lazzaro, suo fratello maggiore. Egli abbandona il suo palazzo di Sion, a Gerusalemme, per rifugiarsi nella proprietà della sorella Marta, a Betania. Anche lei subisce le conseguenze della vita dissoluta di Maria Maddalena e rimane nubile, poiché “Non si sposa la sorella di una meretrice”[16].
Ma gli incontri con Gesù — tra i quali quello, provocatorio, del Discorso della Montagna[17] — e alcuni avvenimenti drammatici, tra cui l’omicidio da lei provocato, la portano a evolversi. È per lei, che ascolta nascosta dietro un muretto, che Gesù pronuncia la parabola della pecorella smarrita[18]:
Gesù non si è mai voltato a guardare sulla via che ha alle spalle e sulla quale è sopraggiunta, fra le penombre della sera, Maria di Magdala, ancora elegantissima, ma vestita almeno, e ricoperta da un velo oscuro che ne confonde i tratti e le forme.
Ma quando Gesù parla dal punto: «Io ti ho trovata, diletta», Maria porta le mani sotto al velo e piange, piano e continuamente. La gente non la vede perché ella è al di qua dell’argine che borda la via. La vede solo la luna ormai alta e lo spirito di Gesù… (EMV 233.5)
La sua conversione avviene al termine di violenti combattimenti interiori, del tutto conformi alla sua immagine di donna appassionata[19]. Si precipita da Simone il fariseo, presso il quale Gesù è a cena[20]. Asciuga con i suoi capelli le lacrime di pentimento che versa sui piedi di Gesù, poi vi applica un olio profumato[21].
Profondamente sconvolta, si rifugia quindi a Nazaret presso la Vergine Maria[22].
Da questo momento, entra a far parte del gruppo delle donne discepole che seguono episodicamente il gruppo apostolico e lo aiutano con i loro beni[23]. Il suo carattere focoso, finora posto al servizio di una vita dissoluta, viene ora messo al servizio di Gesù con la stessa intensità appassionata: affronta il disprezzo dei suoi antichi amanti, l’ostilità crescente del Sinedrio, rivive, nel delirio del fratello Lazzaro morente, tutto il male che ha commesso:
«Fiumi di lacrime, affronti, vergogna, amarezza… tutto mi ha penetrato e ucciso la vita per causa di lei… Ecco il fuoco, il fuoco della fornace! Ritorna, col ricordo… Maria di Teofilo e di Eucheria, mia sorella, la prostituta». (EMV 544.8)
Ella chiede a Gesù se sia lei, e la sua conversione, a costare queste sofferenze a suo fratello. Infatti, le sofferenze e le mortificazioni di Lazzaro, accettate e offerte da lui a Dio, l’hanno salvata dal Demonio:
Ma Gesù, sincero fino all’estremo, dice: «Certo che sì! Io l’ho sentito il buon fratello nelle sue preghiere, nei suoi palpiti. Ma questo non ti deve dare ambascia che appesantisce. Bensì volontà di divenire perfetta, per ciò che costi. E giubila! Giubila perché Lazzaro, per averti strappata al demonio…».
«Non io! Tu, Maestro».
«…per averti strappata al demonio, ha meritato da Dio un premio futuro, per cui di lui parleranno le genti e gli angeli. E come per Lazzaro, di altri, e specie di altre, che hanno strappato a Satana la preda col loro eroismo». (EMV 376.4)
Conosce lo spogliamento dopo la ricchezza:
[Dice Gesù:] «Riposeremo in Magdala. Nei giardini di Maria di Lazzaro c’è posto per tutti, ed ella ha messo la sua casa a disposizione del Pellegrino e dei suoi amici. Non occorre che vi dica che Maria di Magdala è morta col suo peccato ed è rinata dal suo pentimento Maria di Lazzaro, discepola di Gesù di Nazaret. Voi lo sapete già, perché la notizia è corsa come fremito di vento in una foresta. Ma Io vi dico ciò che non sapete: che tutti i beni personali di Maria di Lazzaro sono per i servi di Dio e per i poveri di Cristo. Andiamo…». (EMV 276.13)
Gesù confida a Lazzaro:
«Sì, molti mi amano. Ma sono rimasti “loro”. Non hanno preso un altro io per amore mio. Sai chi ha saputo, fra i miei più intimi, snaturarsi per divenire di Cristo, come Cristo vuole? Una sola: tua sorella Maria. Lei è partita da una animalità completa e pervertita per giungere ad una spiritualità angelica. E questo per unica forza d’amore». (EMV 587.6)
La sua impetuosità, la forza del suo amore e la posizione sociale che occupa in quanto protetta dall’amministrazione romana, dalla quale proveniva suo padre Teofilo, fanno di lei un personaggio di primo piano nel Vangelo come nell’Opera di Maria Valtorta.
Ella sceglie “la parte migliore”[24] ai piedi di Gesù, per ascoltare il suo insegnamento e godere del suo amore, mentre sua sorella Marta si dedica ai doveri della padrona di casa:
[Dice Gesù:] «Tu ti affanni di troppe cose, Marta. Costei di una sola. Ma è quella che basta al suo spirito e soprattutto al suo e tuo Signore. Lascia cadere le cose inutili. Imita tua sorella. Maria ha scelto la parte migliore. Quella che non le sarà mai più tolta. Quando tutte le virtù saranno superate, perché non più necessarie ai cittadini del Regno, unica resterà la carità. Essa resterà sempre. Unica. Sovrana. Ella, Maria, ha scelto questa, e questa si è presa per suo scudo e bordone. Con questa, come su ali d’angelo, verrà nel mio Cielo». (EMV 377.5)
Ella profetizza la Passione attraverso l’unzione di Betania[25], nella quale versa un olio profumato sul capo e sui piedi del Signore[26].
La sua amorevole dedizione acquista tutto il suo valore nelle cure prestate durante la lunga e terribile malattia del fratello. La cancrena progredisce, inesorabile. Le gambe di Lazzaro imputridiscono, emanando un odore nauseabondo che Maria e Marta, che lo assistono, cercano coraggiosamente di sopportare.
Durante l’agonia del fratello, poco prima della sua morte, Maria subisce una dolorosa purificazione: nel suo delirio, Lazzaro le fa rivivere le diverse tappe e le dolorose conseguenze del suo passato vergognoso. Gesù le aveva confidato:
«Sei una delle anime più odiate da Satana. Ma sei anche una delle più amate da Dio. Ricordalo». (EMV 485)
Per prepararle, poco prima della morte di Lazzaro, Gesù aveva ripetuto a lei e a Marta:
«Voi sapete chi sono. Io so chi voi siete. Voi sapete che vi amo. Io so che mi amate. Voi sapete il mio potere. Io so la vostra fede in Me. Voi anche sapete, tu in specie, Maria, che più si ama e più si ottiene. È amare saper sperare e credere al di sopra di ogni misura e di ogni realtà che abbia voce di smentita al credere e allo sperare. Ebbene, per tutto questo Io vi dico di saper sperare e credere contro ogni realtà contraria. Mi intendete? Dico: sappiate sperare e credere contro ogni realtà contraria». (EMV 536.11)
Dopo la morte del fratello Lazzaro, nonostante le insinuazioni dei nemici di Gesù, volte a farla dubitare, durante le esequie del fratello ella proclama comunque la sua fede:
Col volto lavato dal pianto, torturata eppur fedele, nel semicerchio di tutti gli ospiti che si sono radunati per veder uscire la salma, Maria proclama: «Se Gesù di Nazaret così ha fatto, bene è, ed è grande amore il suo per noi tutti di Betania. Tutto a gloria di Dio e sua! Egli lo ha detto che da questo verrà gloria al Signore, perché la potenza del suo Verbo splenderà completa. Eseguisci, Massimo. Il sepolcro non è ostacolo al potere di Dio…». (EMV 546.10)
Impulsiva, tiene testa al Sinedrio sul Golgota[27] con la sola autorità che le deriva dalla sua posizione, la stessa che mantiene il coraggio delle donne discepole nelle ore difficili che seguono la morte di Gesù.
La domenica della Risurrezione, è la prima a vedere il sepolcro vuoto. Tutto il suo amore esplode infine nel suo grido affettuoso che saluta Gesù Risorto:
Gesù le disse: “Maria!”. Ella si voltò e gli disse in ebraico: “Rabbunì!” - che significa: “Maestro!”. (Gv 20,16)
È anche una delle prime persone a recarsi a venerare il Golgota dopo la Passione e Morte di Gesù:
[Dice Gesù:] «Io vi sono morto. E per sempre l’ho santificato. In verità vi dico che, sino alla fine dei secoli, non vi sarà luogo più santo di quello, e trarranno le folle di tutta la Terra e di tutte le epoche a baciare quella polvere. E già vi è chi vi ha preceduti. Senza temere gli scherni e le vendette, senza temere di contaminarsi. Eppure chi vi ha preceduti aveva doppia ragione di temere di questo».
«Chi è, Signore?», chiede Giovanni, al quale Pietro stuzzica col gomito il fianco perché chieda.
«Maria di Lazzaro! Come ha raccolto i fiori calpestati dai miei piedi mentre entravo, avanti la Pasqua, nella sua casa, ricordo di letizia che ha distribuito alle compagne, così ora ha saputo salire al Calvario e con le sue mani scavare la terra, dura del mio Sangue, e scendere col suo carico e deporlo in grembo a mia Madre. Non ha temuto. Ed era conosciuta come “la Peccatrice” e come “la discepola”. Né chi ha accolto in grembo quel terriccio del luogo del Teschio ha creduto di contaminarsi. Tutto ha annullato il mio Sangue, e santa è la zolla dove Esso è caduto. (EMV 630.14)
Gesù aveva profetizzato la fine della vita eremitica di Maria Maddalena:
[Dice Gesù:] «Ti aiuterò, Maria. Anche quando me ne sarò andato, ti aiuterò».
«Come, mio Signore?».
«Aumentando il tuo amore a misura incalcolabile. Per te non c’è altra via che questa».
«Troppo dolce per quello che ho da espiare! Tutti si salvano con l’amore. Tutti acquistano il Cielo. Ma ciò che è sufficiente per i puri, i giusti, non è sufficiente per la grande colpevole».
«Non c’è altra via per te, Maria. Perché, quale che sia la via che prenderai, essa sarà sempre amore. Amore se benefichi in mio Nome. Amore se evangelizzi. Amore se ti isoli. Amore se ti martirizzi. Amore se ti farai martirizzare. Tu non sai che amare, Maria. È la tua natura. Le fiamme non possono che ardere. Sia che striscino al suolo bruciando dello strame, sia che salgano come un abbraccio di splendori intorno ad un tronco, ad una casa, o ad un altare per lanciarsi al cielo. A ognuno la sua natura. (EMV 550.7)
Nello stesso dialogo, Maria Maddalena desidera il martirio per amore. Le viene concesso:
[Dice Gesù:] «Maria, l’Altissimo, che sa cosa è l’amore, ha detto all’uomo: “Mi amerai con tutte le tue forze”. Non esige di più. Perché sa che è già martirio amare con tutte le forze…».
«Non importa, mio Signore. Dammi un amore infinito per amarti come vai amato, per amarti come non ho amato nessuno».
«Mi chiedi una sofferenza simile ad un rogo che brucia e consuma, Maria. Brucia e consuma lentamente… Pensaci».
«È tanto che lo penso, mio Signore. Ma non osavo chiedertelo. Ora so quanto mi ami. Proprio ora lo so in che misura mi ami, e oso chiedertelo. Dammi questo amore infinito, Signore».
Gesù la guarda. Ella gli è davanti, ancora smagrita dalle veglie e dal dolore, dimessa e semplice nella veste e nell’acconciatura dei capelli, come una fanciulla senza malizie, col viso pallido che si accende dal desiderio, gli occhi supplici eppure già brillanti di amore, già più serafino che donna. È veramente la contemplatrice che chiede il martirio della contemplazione assoluta.
Gesù dice una sola parola, dopo averla ben guardata quasi per misurarne la volontà: «Sì».
«Ah! mio Signore! Che grazia morire d’amore per Te!», cade in ginocchio baciando i piedi di Gesù. (EMV 550.7)
Le persecuzioni contro i cristiani di Gerusalemme si intensificano e la famiglia di Betania si allontana:
[Dice Pietro:] «Non può certo dirsi che Lazzaro, Maria e Marta fossero delle creature paurose. Pure tu vedi che, sebbene con sommo dolore, si sono allontanati di qui per portare altrove la Parola divina, che qui sarebbe stata soffocata dai giudei». (EMV 648.)
Questo passo è in accordo con la tradizione relativa all’esilio della famiglia di Betania in Gallia: Lazzaro a Marsiglia, Marta a Tarascona, Maria Maddalena alla Sainte-Baume e il loro intendente Massimino nella città che porta il suo nome.
Del resto, in una ‘visione’ riportata nei I Quaderni del 1943[28], Maria Valtorta vede la morte di Maria Maddalena in una grotta che sembra essere quella della Sainte-Baume, in Provenza. Gesù conferma che il luogo si trova in Francia.
[Dice Gesù:] «Ti voglio dire un segreto. La santa che ami fin dalla fanciullezza: Maria di Magdala, penitente ormai nelle terre di Francia e sola fra le rupi, sapeva astrarre lo spirito, preso nel gorgo dell’amore, tanto da mandarlo là dove Io ero nelle sacre Specie. E questo suo desiderio, di adorarmi nel Sacramento come m’aveva adorato vivente sulla Terra, mi commuoveva più ancora delle sue penitenze». (Q43, 27 ottobre)
Si può supporre che la fine della sua vita sia stata segnata dalla sofferenza, alla luce di queste parole di Gesù a Maria Valtorta:
«Anche per te, Maria, cessa perciò il tempo del tremendo soffrire per troppe cause, così in contrasto col tuo modo di sentire. Non ti cesserà il soffrire: sei vittima. Ma parte di esso: questa, cessa. Poi verrà il giorno in cui Io ti dirò, come a Maria di Magdala morente: “Riposa. Ora è tempo per te di riposare. Dammi le tue spine. Ora è tempo di rose. Riposa e aspetta. Ti benedico, benedetta”». (EMV 15.2)
Questo cammino conduce infine alla beatitudine:
«Lo voglio, Maria. Una mia buona serva. Oggi più di ieri. Domani più di oggi. Sino a che Io ti dirò: “Basta, Maria. È l’ora del tuo riposo”».
«È detto, Signore. Io vorrei che Tu mi chiamassi, allora. Come hai chiamato mio fratello fuor dal sepolcro. Oh! chiamami Tu fuori dalla vita!».
«No, fuori dalla vita no. Ti chiamerò alla Vita, alla vera Vita. Ti chiamerò fuori dal sepolcro che è la carne e la terra. Ti chiamerò alle nozze della tua anima col tuo Signore». (EMV 550.6)
Origine del suo nome
Il nome Maria, in ebraico Miryam, corrispondente al greco Mariam e al latino Maria è un nome molto antico e ampiamente diffuso nella tradizione biblica e giudaica, la cui etimologia non è tuttavia certa. Sono state proposte diverse interpretazioni del nome. Tra quelle tramandate nella tradizione si trovano il significato di “amarezza”, quello di “colei che è elevata” o “sublime”, e l’interpretazione di Miryam come “profetessa”.
Una particolare interpretazione, divenuta soprattutto significativa nella tradizione cristiana in riferimento alla Vergine Maria, collega Miryam all'espressione ebraica mar yam, intesa come “goccia del mare” o “goccia d’acqua del mare”. Da questa interpretazione deriva il celebre appellativo latino Stella Maris, “Stella del mare”, attribuito alla Vergine Maria e largamente diffuso nella spiritualità cristiana.
L’appellativo «Maddalena» serve invece a distinguerla e a identificarla attraverso il luogo al quale è associata: Magdala, località situata sulla riva occidentale del lago di Galilea. “Maria Maddalena” significa pertanto, nel senso più immediato, “Maria di Magdala” o “Maria la Maddalena”.
Dove la incontriamo nell’Opera?
Maria Maddalena è presente lungo l’intero arco de L’Evangelo come mi è stato rivelato: compare infatti in tutti e dieci i volumi dell’Opera, dal primo, dove viene citato il suo nome, fino al decimo, nel quale viene narrato il suo profondo percorso di conversione fino a diventare Discepola del Signore e Apostola degli apostoli[29].
Di seguito sono riportati i capitoli nei quali Maria Maddalena è presente o viene citata negli avvenimenti narrati:
Volume 1: EMV 15
Volume 2: EMV 98 EMV 112 EMV 116 EMV 117 EMV 135 EMV 136 EMV 158
Volume 3: EMV 174 EMV 183 EMV 184
Volume 4: EMV 227 EMV 229 EMV 231 EMV 233 EMV 234 EMV 235 EMV 236 EMV 237 EMV 238 EMV 239 EMV 240 EMV 241 EMV 242 EMV 243 EMV 244 EMV 245 EMV 246 EMV 247 EMV 248 EMV 249 EMV 250 EMV 252 EMV 253 EMV 254 EMV 255 EMV 260 EMV 261 EMV 276 EMV 279 EMV 281 EMV 282 EMV 286 EMV 287 EMV 290 EMV 293 EMV 294
Volume 5: EMV 302 EMV 311 EMV 313 EMV 338 EMV 348 EMV 350 EMV 361 EMV 362
Volume 6: EMV 365 EMV 367 EMV 370 EMV 371 EMV 372 EMV 375 EMV 376 EMV 377 EMV 378 EMV 409 EMV 415 EMV 420
Volume 7: EMV 440 EMV 448 EMV 468 EMV 485
Volume 8: EMV 503 EMV 519 EMV 536 EMV 541 EMV 542 EMV 543 EMV 544 EMV 545 EMV 546 EMV 548 EMV 550 EMV 551
Volume 9: EMV 559 EMV 560 EMV 566 EMV 568 EMV 573 EMV 574 EMV 575 EMV 576 EMV 578 EMV 579 EMV 581 EMV 583 EMV 584 EMV 586 EMV 587 EMV 589 EMV 590 EMV 596 EMV 598 EMV 599
Volume 10: EMV 609 EMV 610 EMV 611 EMV 612 EMV 614 EMV 615 EMV 616 EMV 619 EMV 620 EMV 626 EMV 628 EMV 630 EMV 635 EMV 636 EMV 638 EMV 641 EMV 643 EMV 644 EMV 647 EMV 648
Per saperne di più su questo personaggio
Questo paragrafo è parzialmente estratto dal volume in lingua francese: Dizionario dei personaggi dell’Evangelo secondo Maria Valtorta[30]:
Maria Maddalena è festeggiata il 22 luglio. Ogni anno, in questa data, l’ostensione delle sue reliquie (il suo capo) ha luogo nella Basilica di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, in Provenza[31].
Questo personaggio affascinante ha dato luogo, da sempre, a numerosi scritti. La Legenda Aurea di Jacopo da Varagine (XIII secolo) fa eco ad alcuni elementi ripresi da Maria Valtorta:
«Maria, soprannominata Maddalena dal castello di Magdalon, nacque da genitori illustri, poiché discendevano dalla stirpe reale. Suo padre si chiamava Siro e sua madre Eucharia. Maria possedeva in comune con Lazzaro, suo fratello, e Marta, sua sorella, il castello di Magdalon, situato a due miglia da Genezareth, Betania, che è vicina a Gerusalemme, e una gran parte di Gerusalemme. Essi divisero tuttavia i loro beni in questo modo: Maria ebbe Magdalon, da cui fu chiamata Maddalena; Lazzaro conservò ciò che si trovava a Gerusalemme e Marta possedette Betania».[32]
La stessa opera, riferendosi a Egesippo, uno storico del II secolo, attesta «che venne nel territorio di Aix, si recò in un deserto dove rimase sconosciuta per trent’anni»[33]. Fin dall’inizio del V secolo, Giovanni Cassiano, che stabilì una comunità monastica presso la Sainte-Baume, a 20 km da Saint-Maximin, confermava questa tradizione.
Per Anna Caterina Emmerick, la famiglia di Betania si sarebbe effettivamente esiliata in Gallia[34].
Secondo Jean Aulagnier[35], questa presenza dei santi di Betania spiega l’evangelizzazione precoce della Gallia, che non può riferirsi ad alcun apostolo, contrariamente alle altre regioni dell’Impero romano.
La Basilica di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume si onora di custodire le tombe di altri santi legati, secondo Maria Valtorta, alla famiglia di Betania: Susanna, la giovane sposa di Cana e una delle donne che seguivano Gesù[36], Marcella, la serva di Marta, Sidonia, il cieco nato[37], e, più lontano, in Provenza, Sara, una delle donne discepole.
Una parte delle reliquie di Maria Maddalena, trasportate nell’XI secolo in Borgogna, a Vézelay, ha dato origine alla celebre Basilica di Santa Maria Maddalena e ai suoi pellegrinaggi. Quelli di Saint-Maximin conobbero un rinnovato interesse nel XIII secolo, con la scoperta di tombe perdute di vista nel corso dei secoli. Quella di Maria Maddalena fu scoperta nel 1279 da Carlo II d’Angiò, il nipote del re san Luigi: il luogo gli sarebbe stato indicato dalla santa stessa! Con l’appoggio di papa Bonifacio VIII, fece costruire sulla sua tomba una basilica e un convento. Il cantiere, iniziato nel 1295, durò tre secoli e vide sorgere il più grande edificio gotico della Provenza, ancora oggi in piedi.
In seguito alla riforma liturgica del 1962, la Chiesa, sulla base delle conclusioni degli esperti, non considera più Maria di Magdala, la peccatrice e Maria di Betania come una sola e medesima persona, ma come tre persone differenti. Questa posizione liturgica, ma non dottrinale, è in rottura con la tradizione plurisecolare che, a partire da Gregorio Magno, ha considerato queste tre figure come tre tappe della vita della sola Maria Maddalena.
Maria Valtorta si inserisce nel seguito di questa esegesi plurisecolare, autentificandola attraverso la coerenza della sua vita, la credibilità della sua psicologia e la conformità alle tradizioni che la riguardano.
Note
- ↑ Il “Vangelo della Misericordia” è detto un ciclo di episodi e ammaestramenti sulla conversione di Maria di Magdala, scritti consecutivamente dal 12 al 14 agosto 1944, ma collocati in vari punti dell’Opera secondo le istruzioni scritte di Maria Valtorta. Il primo episodio è inserito nel capitolo 174. Altri due episodi formeranno rispettivamente i capitoli 183 e 233. A commento dei tre episodi segue un “dettato”, che formerà il capitolo 234. L’ultimo episodio, con breve commento finale, andrà a formare il capitolo 377.
- ↑ EMV 174.11
- ↑ Vangelo di Matteo: Mt 18,12-14; Vangelo di Luca: Lc 15,3-7
- ↑ EMV 233
- ↑ Vangelo di Luca: Lc 7,36-50
- ↑ Vangelo di Marco: Mc 14,3; Vangelo di Matteo: Mt 26,6
- ↑ Vangelo di Giovanni: Gv 12,3
- ↑ EMV 236.2
- ↑ EMV 586.6
- ↑ EMV 494
- ↑ Vangelo di Giovanni: Gv 8,7
- ↑ EMV 98.4
- ↑ nel primo periodo di 4 mesi
- ↑ EMV 116.6
- ↑ EMV 183
- ↑ EMV 544.8
- ↑ EMV 174
- ↑ EMV 233
- ↑ EMV 231.3
- ↑ Vangelo di Luca: Lc 7,36-50
- ↑ EMV 236
- ↑ EMV 237
- ↑ Vangelo di Luca: Lc 8,2-3
- ↑ Vangelo di Luca: Lc 10,42
- ↑ Vangelo di Matteo: Mt 26,6-13; Vangelo di Giovanni: Gv 12,1-8
- ↑ EMV 586.6
- ↑ EMV 609.10
- ↑ Maria Valtorta, I Quaderni del 1943, 2ª edizione, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri (2006), 27 ottobre.
- ↑ in quanto fu la prima a dare l’annuncio della Resurrezione agli altri apostoli
- ↑ Dictionnaire des personnages de l'évangile selon Maria Valtorta, di mons. René Laurentin, François-Michel Debroise, Jean-François Lavère, Éditions Salvator, 2012.
- ↑ Basilica di Santa Maria Maddalena a Var, Francia.
- ↑ Jacopo da Varagine, La Legenda Aurea, “Maria Maddalena”, tomo II, p. 243.
- ↑ Ibid., p. 256.
- ↑ Visions d'Anne-Catherine Emmerich Ed. Téqui – Vol. 3, page 416 et suivants.
- ↑ Jean Aulagnier, Le premier siècle chrétien, Ed. Résiac, 1989, p. 187. Viene pubblicato un altro estratto di quest’opera nel quale Jean Aulagnier tratta la tesi «Una o più Marie (di Magdala)?». È sostenitore, come Maria Valtorta, dell’ipotesi di una sola e medesima persona.
- ↑ Vangelo di Luca: Lc 8,3
- ↑ Vangelo di Giovanni: Gv 9,1-34