Madre di Jaia
È una povera vedova di Pella, cieca come il figlio Jaia a causa di una malattia che ha colpito l’intera famiglia. Dopo la morte del marito vive in una modesta abitazione addossata al monte, affidandosi alla carità che il figlio, mendicante lungo le strade attorno alla città, riesce a procurarsi per il necessario alla loro sopravvivenza.
Quando il Signore, senza aver rivelato la propria identità, incontra Jaia lungo la strada che conduce a Pella, il ragazzo manifesta il desiderio di seguirlo fino a Gerusalemme per incontrare Gesù di Nazaret e ottenere la guarigione. Informata dal figlio, la donna acconsente senza esitazione, dimostrando una fede semplice e profonda nelle parole del misterioso viandante. Per ricompensare tale fiducia, Gesù dona la vista prima a Jaia e poi anche alla madre, attraverso alcune margheritine benedette affidate al ragazzo che dovrà passarle sopra gli occhi della madre.
Da quel momento entrambi cessano di vivere di elemosina grazie all’accoglienza ricevuta presso una anziana donna di Pella.
La madre di Jaia compare nuovamente dopo la Risurrezione di Gesù, quando il figlio, divenuto testimone del Cristo Risorto, continua a vivere con lei a Pella a servizio della donna anziana.
Carattere ed aspetto fisico
Maria Valtorta ci informa che la madre di Jaia è una donna ancora giovane, ma, salvo la cecità e la sua condizione di estrema quanto dignitosa povertà, non ne descrive i lineamenti fisici. Rimasta vedova, vive esclusivamente dell’elemosina raccolta dal figlio, unica fonte del loro sostentamento. La donna manifesta una fiducia immediata nelle parole di Gesù e, pur sapendo che Jaia rappresenta il suo unico sostegno materiale, non si oppone alla sua partenza per Gerusalemme, confidando pienamente nella promessa della guarigione. La sua figura incarna una fede umile, silenziosa ma profonda, capace di affidarsi alla Provvidenza anche nelle circostanze più difficili.
Percorso apostolico
L’incontro tra la Madre di Jaia e Gesù avviene durante il Terzo anno della Vita pubblica[1] quando il figlio Jaia ritorna nella piccola casa dove la madre ne attende il ritorno. È accompagnato dal gruppo apostolico, dalla Madre di Marco di Giosia con i servi e da Gesù che, senza aver rivelato la propria identità, ha proposto al povero ragazzo cieco di seguirlo fino a Gerusalemme, per cercare il Messia e chiedergli la guarigione dalla cecità. Il ragazzo chiede alla madre il permesso di partire alla ricerca di Gesù di Nazaret e la donna acconsente immediatamente, confidando senza esitazione nelle parole dello sconosciuto pellegrino:
Il ragazzo chiama forte: «Madre! Madre!».
Dall’antro misero e buio viene avanti una donna ancora giovane, cieca, disinvolta perché cognita dell’ambiente.
«Già di ritorno, figlio mio? Così numerosi gli oboli da farti tornare mentre è ancora alto il giorno?».
«Mamma, ho trovato uno che conosce Gesù di Nazaret e che dice che mi conduce da Lui per essere guarito. È molto buono. Mi lasci andare, mamma?».
«Ma sì, Jaia! Anche se resto sola, va’, va’, benedetto, e guardalo anche per me il Salvatore!». L’adesione, la fede della donna è assoluta.
Gesù sorride. Parla: «Tu non dubiti, donna, né di me, né del Salvatore?».
«No. Se tu lo conosci e gli sei amico, non puoi essere che buono. Lui poi! Va’, va’, figlio! Non tardare un momento. Diamoci un bacio e va’ con Dio».
Si baciano, trovandosi a tentoni.
Gesù pone sulla tavola grezza un pane e delle monete. «Addio, donna. Qui vi è di che procurarti cibo. La pace sia con te». (EMV 358.10)
Il gruppo si allontana da Pella in direzione di Jabes Galaad, senza fermarsi a predicare agli abitanti, già sobillati contro il Signore da Marco di Giosia il discepolo infedele che ha rinnegato il Maestro, ricadendo così nella possessione diabolica. Dopo circa un chilometro di cammino per la campagna Gesù si ferma, prende il capo di Jaia e lo bacia sugli occhi, quindi gli ordina di tornare indietro:
«Ed ora torna indietro. Va’ a dire a tua madre che il Signore premia chi ha fede, e va’ a dire a quelli di Pella che questo è il Signore». (EMV 358.10)
Mentre ritorna verso la città, Jaia si accorge improvvisamente di aver riacquistato la vista e cade a terra in ginocchio. Tutti si avvicinano, anche Gesù, che gli dice:
«Va’, va’ dalla mamma e sappi credere in Me, sempre».
«Sì, Signor mio… Ma alla mamma nulla?! Nel buio lei che crede come me?».
Gesù sorride più luminosamente ancora. Si guarda intorno. Vede sul ciglio della via un ciuffo di margheritine roride d’acqua. Si china e le coglie, le benedice, le dà al fanciullo.
«Passale sugli occhi di tua madre ed ella vedrà. Io non torno indietro. Io vado avanti. Chi è buono mi segua col suo spirito e parli di Me ai dubbiosi. Tu parla di Me a Pella che tituba nella fede. Va’. Dio è con te». (EMV 358.10)
Il prodigio operato da Gesù è un invito diretto ai cittadini di Pella che in quel duplice miracolo è la risposta di Dio per tutti coloro che hanno cercato di indebolire la fede in Cristo. La Madre di Jaia, assieme al figlio, sarà tra le discepole e le donne presenti a Gerusalemme[2] e al convito dei poveri nel palazzo di Cusa[3]. Dopo la Resurrezione di Gesù il figlio Jaia sarà tra coloro ai quali Cristo Risorto appare[4].
Origine del suo nome
La donna rimane anonima. Come per molti personaggi secondari del L’Evangelo come mi è stato rivelato Maria Valtorta non ne tramanda il nome e l’identificazione avviene esclusivamente attraverso il figlio, secondo un uso frequente sia nella tradizione biblica sia nei Vangeli, dove l’identità personale è spesso espressa mediante il legame familiare.
Dove la incontriamo nell’Opera?
Volume 10: EMV 632
Note
- ↑ nel primo periodo di 4 mesi
- ↑ EMV 368.11
- ↑ EMV 370.11
- ↑ EMV 632.11