Cesarea di Filippo
Cesarea di Filippo, chiamata anche Cesarea Paneade, è un’antica città situata ai piedi del monte Hermon, presso una delle principali sorgenti che alimentano il Giordano. Il sito corrisponde all’odierna Banias, detta anche Banyas o Baniyas.[1]
Centro della tetrarchia di Filippo, nell’Opera di Maria Valtorta è luogo di incontro di Gesù con i discepoli e di insegnamento sul segno di Giona. Il viaggio verso la città comprende l’episodio della professione di fede di Pietro.
Non va confusa con Cesarea Marittima, situata sulla costa mediterranea.
Abitanti o nativi del luogo
Nel L’Evangelo come mi è stato rivelato sono ricordati:
- Anna e Beniamino, gli anziani coniugi che ospitano i discepoli e quanti cercano Gesù;
- l’anziana serva e il vecchio servo della loro casa (EMV 344);
- l’intendente del castello di Filippo e la sua famiglia;
- Dorca, giovane vedova di Tobia;
- il figlio di Dorca, al quale Gesù assegna il nome di Jesai-Tobia;
- la suocera di Dorca (EMV 345).
Descrizione
Maria Valtorta presenta Cesarea come una città dall’aspetto recente, costruita su un pendio, con strade ampie, piazze, fontane e architetture di gusto romano:
Belle vie, piazze, fontane, un atteggiarsi delle costruzioni alla moda di Roma. (EMV 344.1)
La casa di Beniamino e Anna si trova presso la cittadella. La “grande sorgente” è raggiungibile proseguendo verso una parete rocciosa dalla quale l’acqua scende in un bacino (EMV 344.2).[2]
Il capitolo successivo descrive un castello posto su un’altura a nord della sorgente. La costruzione comprende parti a quote differenti, cortili, mura, torri e un fossato. Dall’alto si osservano Cesarea e la pianura verso il lago di Meron.[3]
Il nodo stradale
Cesarea di Filippo occupava una posizione di raccordo fra la costa fenicia, la valle di Hula e gli itinerari verso Damasco. La ricostruzione della viabilità regionale presentata da BibleWalks mostra un percorso proveniente da Tiro che passava presso Dan, raggiungeva Banias e proseguiva verso Damasco, collegandosi agli itinerari della Galilea e della Siria interna. Alcuni tratti rappresentati nella cartografia del sito sono ricostruiti in via ipotetica.[4]
La medesima risorsa riproduce un particolare della Tabula Peutingeriana, nel quale la località compare come Caferapaneas, lungo il collegamento fra Tiro e Damasco. Questa testimonianza documenta la rete itineraria di epoca romana, senza consentire di attribuirne automaticamente ogni sistemazione al tempo di Gesù.[4]
Presso la confluenza dei torrenti Banias e Guveta sono visibili resti di un ponte attribuito all’epoca romana, illustrati nella documentazione fotografica di BibleWalks. La stessa pagina presenta tratti della strada colonnata della città.[5]
Nell’Opera, Maria Valtorta descrive Cesarea come un centro animato dal passaggio di persone e carovane, ricordando le direzioni di Damasco, Tiro, Sefet e Tiberiade e la presenza di “cippi indicatori” alle porte della città (EMV 344.1). Nelle fonti finora consultate non è stato individuato un riscontro archeologico specifico di questi indicatori.[2]
Per carte e fotografie:
- BibleWalks: viabilità del Golan e particolare della Tabula Peutingeriana;
- BibleWalks: ponte romano e strade della città;
- Itiner-e: presentazione dell’atlante digitale delle strade antiche e accesso alle risorse.
Eventi principali
Durante il cammino verso Cesarea Paneade, Gesù interroga gli apostoli sulle opinioni della gente riguardo alla sua identità. Pietro professa la propria fede e Gesù gli annuncia il suo compito nella Chiesa (EMV 343).[6] L’episodio corrisponde alla professione di fede di Pietro narrata nei Vangeli di Matteo e Marco.[7]
Giunto in città, Gesù ritrova i discepoli presso la “grande sorgente”. Si reca poi nella casa ospitale di Beniamino e Anna, dove spiega il segno di Giona in riferimento alla propria morte e risurrezione e accoglie i bambini (EMV 344).[2]
Beniamino accompagna quindi Gesù, gli apostoli e i discepoli al castello del tetrarca. Durante la visita nasce il figlio di Dorca, una giovane vedova. Il neonato viene dichiarato morto; Gesù interviene e gli restituisce la vita, indicando per lui il nome di Jesai-Tobia (EMV 345).[3]
Dopo la partenza da Cesarea, lungo il cammino verso il lago di Meron, Gesù annuncia la propria Passione e rimprovera Pietro, che vorrebbe distoglierlo da essa (EMV 346).[8]
Toponimi
Nell’Opera di Maria Valtorta il luogo è indicato come Cesarea di Filippo e Cesarea Paneade.
Nella tradizione evangelica compare come Cesarea di Filippo, in riferimento al territorio nel quale avviene la professione di fede di Pietro (Mt 16,13; Mc 8,27).
Le forme Paneas, Paneias e Panias richiamano il culto del dio greco Pan, al quale era dedicato il santuario presso la sorgente e la grotta. Il nome Banias è la forma araba derivata da Panias.[1][9]
La denominazione latina Caesarea Philippi è legata a Filippo il tetrarca, figlio di Erode il Grande, che rifondò la città. La specificazione “di Filippo” la distingue da Cesarea Marittima.[10]
Fra le altre forme registrate dalle fonti figurano:
- Cesarea Paneade, Caesarea Paneas e Caesarea Panias;
- Banias, Baniyas e Banyas;
- Paneion e Panium;
- Neronias e Caesarea Neronias, denominazioni successive all’epoca della vita di Gesù, legate al regno di Agrippa II.[1][10]
Lavère ricorda inoltre i nomi biblici Baal-Gad e Baal-Hermon. Anche BiblePlaces segnala questa possibile identificazione: va pertanto distinta dalle denominazioni sicuramente riferite alla città nelle epoche greca e romana.[11][1]
Dove se ne parla nell’Opera?
Principali episodi del viaggio e della permanenza a Cesarea di Filippo:
Volume 5: EMV 343 — cammino verso la città e professione di fede di Pietro;
EMV 344 — incontro con i discepoli e spiegazione del segno di Giona;
EMV 345 — visita al castello e miracolo del figlio di Dorca;
EMV 346 — partenza dalla città e primo annuncio della Passione.
Per saperne di più su questo luogo
Nel suo Dictionnaire géographique de l’Évangile d’après Maria Valtorta, Jean-François Lavère mette in relazione l’aspetto recente della città descritta nell’Opera con gli interventi di ampliamento e abbellimento promossi da Filippo il tetrarca. Sottolinea inoltre il ruolo di Cesarea come nodo di itinerari carovanieri e l’importanza della “grande sorgente”, presso la quale si radunano i discepoli.[11]
Archeologia e approfondimenti
Gli scavi di Banias hanno portato alla luce il santuario presso la grotta di Pan, strutture urbane, impianti idraulici e testimonianze delle successive fasi bizantine e medievali. Le indagini più recenti hanno aggiornato l’interpretazione dell’area davanti alla grotta, mettendone in discussione la precedente identificazione con il tempio erodiano di Augusto.[12]
Per approfondire:
- Creighton University: sintesi delle ricerche;
- Rapporto degli scavi 2019–2021 presso la grotta: strutture romane, sistemazioni idrauliche e chiesa bizantina;
- Israel Antiquities Authority: scavi nella periferia sud-occidentale, sepolture e reperti romani;
- Israel Nature and Parks Authority: presentazione ufficiale del sito;
- BibleWalks: topografia e fotografie di Banias;
- BibleWalks: grotta e santuario di Pan;
- BibleWalks: città romana e bizantina.
Il castello e l’identificazione proposta da Lavère
Lavère identifica il castello descritto in EMV 345 con la fortezza di Nimrod, chiamata nel suo testo “Minrod”, posta sulle alture sovrastanti Banias. La sua proposta si basa sulla descrizione topografica e architettonica del racconto.[11]
Occorre distinguere questa identificazione dalla datazione della costruzione oggi visibile. Secondo l’Israel Antiquities Authority, la fortezza di Nimrod fu edificata dagli Ayyubidi nel 1227–1228 e successivamente ampliata in epoca mamelucca. Sul rilievo sono attestate anche presenze più antiche, di epoca romana e bizantina; queste non dimostrano però, da sole, l’esistenza del castello descritto nell’Opera al tempo di Gesù.[13]
Per le ricerche archeologiche sul castello:
Explorer
- 33° 14’ 44’’ N / 35° 41’ 34’’ E
- +366 m
Note
- ↑ 1,0 1,1 1,2 1,3 BiblePlaces, Caesarea Philippi.
- ↑ 2,0 2,1 2,2 EMV 344.
- ↑ 3,0 3,1 EMV 345.
- ↑ 4,0 4,1 BibleWalks, Roman Roads — Golan Heights, sezione “North Golan — Via Banias”.
- ↑ BibleWalks, Banias Roman/Byzantine City, sezioni “Cardo Maximus” e “Roman Bridge”.
- ↑ EMV 343.
- ↑ Mt 16,13-20; Mc 8,27-30.
- ↑ EMV 346.
- ↑ Israel Nature and Parks Authority, Hermon Stream (Banias) Nature Reserve — Springs area.
- ↑ 10,0 10,1 Getty Research Institute, Getty Thesaurus of Geographic Names, Banias.
- ↑ 11,0 11,1 11,2 Jean-François Lavère, Dictionnaire géographique de l’Évangile d’après Maria Valtorta. Lieux, monuments, peuples, voce «Césarée de Philippe, Paneas, Banias», pp. 94–95.
- ↑ Adi Erlich e Ron Lavi, Banias, Hadashot Arkheologiyot, vol. 137, 2025.
- ↑ Israel Antiquities Authority, Hadashot Arkheologiyot — Excavations and Surveys in Israel, vol. 134, 2022, Nimrod Fortress (East).