Cesarea Marittima

Da Wiki Maria Valtorta.
Cartina della Palestina: Cesarea Marittima

Cesarea Marittima è un’antica città portuale della costa mediterranea della Palestina, a sud del monte Carmelo, nell’attuale Israele. Fu edificata da Erode il Grande sul sito di un precedente insediamento chiamato Torre di Stratone e dotata di un grande porto artificiale.[1]

Nel L’Evangelo come mi è stato rivelato di Maria Valtorta è luogo di predicazione e di incontri di Gesù con il mondo romano, nei quali ricorrono i temi della dignità degli schiavi e dell’amore verso tutti i popoli.

Non va confusa con Cesarea di Filippo, situata ai piedi del monte Hermon.

Abitanti o nativi del luogo

Negli episodi ambientati a Cesarea compaiono abitanti, lavoratori e persone presenti in città; non tutti sono indicati come nativi del luogo.

Tra i personaggi ricordati nel L’Evangelo come mi è stato rivelato figurano:

  • il militare romano Publio Quintilliano e Claudia Procula (EMV 154);
  • il piccolo Caio Lucio, figlio del decurione Caio Mario, sua madre e i bambini ebrei Isacco e Tobia (EMV 155.3-4);
  • la madre romana della bambina guarita da Gesù, identificata nella nota editoriale come Valeria, con la figlia Faustina (EMV 155.5 e nota a EMV 155.10);
  • i romani Ennio Cassio, Floro Tullio Cornelio e Marco Eracleo Flavio (EMV 425-426);
  • il cordaio che ospita Gesù e gli apostoli, insieme alla propria famiglia (EMV 426.1);
  • le donne romane Plautina, Lidia e Valeria, che incontrano Gesù presso la casa del cordaio (EMV 426);
  • la giovane schiava Aurea, originaria della Gallia, sottratta al suo padrone e affidata a Gesù (EMV 426-427).

Descrizione

A Cesarea Marittima di Lorenzo Ferri dal volume “Valtorta and Ferri”

Nell’Opera Cesarea appare come una città portuale nella quale si incontrano ambienti diversi: dimore romane, mercati, magazzini e quartieri di lavoratori.

Il primo episodio si apre su una piazza collegata al mare da una larga strada, presso il porto e le abitazioni del quartiere romano.[2] Il giorno seguente sono descritti fondachi, botteghe e spazi di mercato dai quali si scorgono ancora le navi.[3]

In una successiva visita Maria Valtorta scrive:

Cesarea ha dei vasti mercati e vi affluiscono derrate fini per le raffinate mense romane. (EMV 425.1)

Il racconto distingue gli empori frequentati dai romani e i portici che li collegano al loro quartiere.[4]

La casa del cordaio si trova invece presso una piccola darsena collegata al porto maggiore da un canale, fra magazzini e spazi di lavoro per corde, reti e vele.[5]

Il nodo marittimo e stradale

Cartina della Palestina: Cesarea Marittima

Cesarea costituiva un punto di raccordo fra le comunicazioni marittime del Mediterraneo e le strade della costa e dell’entroterra. Le imponenti strutture del porto furono realizzate anche mediante calcestruzzo a base di calce e pozzolana, capace di indurire sott’acqua: una soluzione che consentì di costruire grandi moli su una costa priva di un’insenatura naturale adeguatamente protetta.[6]

Una testimonianza dei collegamenti marittimi nel I secolo è offerta dagli Atti degli Apostoli. Paolo, detenuto a Cesarea e destinato al trasferimento in Italia, viene imbarcato su una nave originaria di Adramitto, diretta verso i porti della provincia romana d’Asia. Il racconto menziona una sosta a Sidone, il passaggio al riparo di Cipro a causa dei venti contrari e la successiva navigazione lungo la Cilicia e la Panfilia fino a Mira di Licia. Qui Paolo e i suoi accompagnatori passano su una nave alessandrina diretta in Italia.[7]

Le ricerche sulle anfore dell’approdo meridionale documentano, per l’età bizantina, sia traffici costieri sia scambi a più lunga distanza. Contenitori prodotti nella regione di Cesarea sono stati identificati a Beirut, a Costantinopoli e nell’Asia Minore occidentale, fino alla Francia meridionale. La distribuzione dei reperti testimonia l’inserimento della città nei commerci mediterranei, senza implicare necessariamente rotte dirette verso ciascuna destinazione.[8]

Il ponte di Lajjun sul torrente Qeni e le rovine del khan, nell’area di Legio. Da Picturesque Palestine (1881), New York Public Library. Pubblico dominio; immagine ritagliata.

Sul versante terrestre, lungo la costa, la città era collegata verso nord a Tolemaide, l’odierna Acri, e a Tiro; verso sud ad Apollonia e a Giaffa. Un altro itinerario raggiungeva Antipatride e proseguiva verso Diospolis, l’antica Lidda. Verso l’interno si sviluppavano i collegamenti con Legio, presso Megiddo, e Scitopoli, nonché con Sebaste e Neapolis. Questa rete si formò e fu sistemata progressivamente: la sua configurazione in età imperiale non può essere trasferita integralmente al tempo di Gesù.[9]

La documentazione comprende resti stradali e iscrizioni miliari. A Qannir, lungo il collegamento Cesarea–Legio, uno scavo dell’Israel Antiquities Authority ha individuato un tratto di strada largo circa cinque metri, con successive pavimentazioni. Il livello più antico è stato datato al I–II secolo d.C.; gli interventi successivi testimoniano la continuità d’uso del percorso.[10]

Particolarmente significativo è il miliare di Bet Ḥananya, conservato sotto un’arcata dell’acquedotto alto di Cesarea. La scansione tridimensionale ha permesso di leggere meglio l’iscrizione e di datarla al regno congiunto di Marco Aurelio e Lucio Vero, fra il 161 e il 169 d.C. Il cippo indicava il quarto miglio da Cesarea. Gli studiosi propongono che si trovi nella posizione originaria e documenti un tratto della strada verso Legio, successivamente sommerso in seguito alla creazione di un bacino presso il torrente Nahal Tanninim. La ricostruzione di questo tracciato e delle sue trasformazioni rimane un’interpretazione proposta dagli autori.[11]

Per carte, iscrizioni e approfondimenti:

Eventi principali

Discorso ai galeotti a Cesarea di Lorenzo Ferri dal volume “Valtorta and Ferri”

Nel secondo anno della vita pubblica[12], Gesù predica presso il porto e, con l’aiuto di Publio Quintilliano, si avvicina a una galera. Rivolge parole di conforto agli uomini incatenati ai remi e richiama i loro custodi alla pietà. Incontra poi Claudia Procula, con la quale parla dell’anima (EMV 154).[2]

Il giorno seguente incontra bambini romani ed ebrei che giocano insieme e li propone come esempio di fraternità. Guarisce quindi una bambina romana e risponde a chi gli rimprovera di avvicinare i pagani (EMV 155).[3]

Nel terzo anno[13], dopo aver udito i discorsi di alcuni romani intenti a organizzare un banchetto, propone una parabola sull’uso del tempo e della libertà (EMV 425).[4]

Ospitato da un cordaio, riceve alcune donne romane e parla con loro anche di Virgilio. Chiede l’intervento di Claudia per salvare una giovane schiava minacciata dal padrone. La ragazza viene condotta di notte da Gesù (EMV 426).[5]

Il racconto prosegue nelle vicinanze della città: Aurea riceve da Bartolomeo i primi insegnamenti su Dio e viene poi mandata a Nazaret (EMV 427).[14]

Toponimi

Nell’Opera di Maria Valtorta il luogo è indicato con i nomi Cesarea Marittima e Cesarea.

Nella tradizione biblica compare come Cesarea: negli Atti degli Apostoli è, fra l’altro, la città nella quale vive il centurione Cornelio.[15]

Il precedente insediamento era chiamato Torre di Stratone, in latino Turris Stratonis. BiblePlaces riporta anche le forme inglesi Straton’s Tower e Strato’s Tower.[16]

Il nome Cesarea, in latino Caesarea, onora Cesare Augusto. Il porto fu chiamato Sebastos, equivalente greco del titolo Augustus.[17] L’appellativo Marittima permette di distinguere la città da Cesarea di Filippo.

Fra le altre denominazioni e varianti registrate da BiblePlaces figurano:

  • Cesarea di Palestina, in latino Caesarea Palaestinae;
  • Colonia Prima Flavia Augusta Caesariensis;
  • Kaisariyeh, Qaisariya, Qaisariyeh e Qaysariyah;
  • Kessaria, Qesari, Qisri e Qisrin;
  • Horvat Qesari.[16]

Attualmente il luogo corrisponde al sito archeologico di Caesarea, sulla costa mediterranea dell’attuale Israele.

Dove se ne parla nell’Opera?

Principali episodi e descrizioni verificati:

Volume 2: EMV 154 EMV 155

Volume 6: EMV 424 — avvicinamento alla costa e vista di Cesarea; EMV 425 EMV 426 EMV 427 — seguito del racconto nelle vicinanze della città e lungo il viaggio.

Per saperne di più su questo luogo

Nel suo Dictionnaire géographique de l’Évangile d’après Maria Valtorta, Jean-François Lavère richiama diversi particolari della descrizione valtortiana: il porto con le navi, i magazzini e le botteghe, gli edifici monumentali presso il mare e le abitazioni più modeste della periferia.[18]

L’autore accosta la veduta della città di EMV 424.1 alla descrizione dei mercati di EMV 425.1, evidenziando l’organizzazione degli spazi commerciali e del quartiere romano. Ritiene inoltre che le ricostruzioni elaborate grazie alle campagne archeologiche dagli anni Sessanta del Novecento permettano di apprezzare la pertinenza delle descrizioni valtortiane, scritte circa vent’anni prima. Si tratta della valutazione proposta da Lavère nel suo studio.[18]

Archeologia e approfondimenti

Acquedotto romano di Cesarea Marittima. Foto: Andrew Shiva / Wikipedia, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

Le ricerche archeologiche hanno messo in luce il palazzo sul promontorio, il teatro, gli impianti per gli spettacoli, gli acquedotti e le strutture portuali.[1][17]

Particolarmente pertinenti alla funzione commerciale della città sono gli scavi presso il porto interno. Le campagne del 2013 e 2016 nell’Area LL hanno individuato strutture di deposito risalenti all’epoca erodiana e un più ampio complesso di magazzini di epoca tardoromana o bizantina. Le diverse fasi vanno distinte nel confronto con le descrizioni dell’Opera.[19]

Per approfondire:

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  • 32° 30’ 10’’ N / 34° 53’ 30’’ E
  • +10 m

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Note

  1. ↑ 1,0 1,1 Cornell University, Archaeology Program, Caesarea Maritima.
  2. ↑ 2,0 2,1 EMV 154.
  3. ↑ 3,0 3,1 EMV 155.
  4. ↑ 4,0 4,1 EMV 425.
  5. ↑ 5,0 5,1 EMV 426.
  6. ↑ Progetto ROMACONS, Constructing the Harbour of Caesarea on the Sea: New Evidence from the ROMACONS Field Campaign of October 2005, University of Victoria.
  7. ↑ Atti degli Apostoli, At 27,1–6.
  8. ↑ Alexandra Ratzlaff, A local amphora group at the harbour complex of Byzantine Caesarea, in LRCW 6, 2023, pp. 231–240; scheda e abstract dell’Università di Haifa.
  9. ↑ Israel Roll, The Roman Road System in Judea, studio sulla rete stradale romana, disponibile nell’archivio dell’Israeli Milestone Committee.
  10. ↑ Kamil Sari, Qannir, Hadashot Arkheologiyot — Excavations and Surveys in Israel, 118, 2006.
  11. ↑ Avner Ecker, Yotam Tepper e Avshalom Karasik, A Milestone Without a Road: A Distance Marker below an Arch of the High Aqueduct to Caesarea, ‘Atiqot, 110, pp. 129–148.
  12. ↑ Nel primo periodo di quattro mesi.
  13. ↑ Nel secondo periodo di quattro mesi.
  14. ↑ EMV 427.
  15. ↑ Atti degli Apostoli 10, testo della Bibbia CEI sul sito della Santa Sede.
  16. ↑ 16,0 16,1 BiblePlaces, Caesarea Maritima, elenco delle denominazioni del sito.
  17. ↑ 17,0 17,1 Israel Nature and Parks Authority, Caesarea National Park — The City Born from the Sea, opuscolo del parco.
  18. ↑ 18,0 18,1 Jean-François Lavère, Dictionnaire géographique de l’Évangile d’après Maria Valtorta. Lieux, monuments, peuples, voce «Césarée maritime, Sébaste, Tour de Straton», pp. 95–97.
  19. ↑ Uzi ‘Ad, Yoav Arbel e Peter Gendelman, Caesarea, Area LL, Hadashot Arkheologiyot, vol. 130, 2018.