Anna di Aronne (Sant’Anna), madre della Vergine Maria
Giudea, discendente di Aronne, esiliata a Nazaret in Galilea a seguito dei disordini politici dell’epoca. È la sposa di Gioacchino, discendente del re Davide, e madre della Vergine Maria. Aveva 50/55 anni al momento della sua maternità. Sterile fino a un’età avanzata, pregherà al Tempio per ottenere la maternità. Promette, sull’esempio di Anna di Elcana, di consacrare il suo bambino al Tempio[1]. Cosa che farà con Maria.
A causa della loro santità, Anna non provò le sofferenze del parto ma diede alla luce, dopo averla portata in grembo, la Senza Colpa. Insieme al suo sposo Gioacchino, non fu l’agonia,ma il languore di una vita che si spegne come si spegne una stella quando il sole sorge all’aurora[2].
Carattere ed aspetto fisico
Questa donna è bella, con tratti specificamente ebraici. L’occhio è nero e profondo; non so perché mi ricorda quello del Battista. (NB: è la zia di Elisabetta, la madre del Battista). L’incarnato è leggermente bruno. La bocca, un po’ larga e ben disegnata, ha un’espressione austera, ma senza durezza. Il naso è lungo e fine, leggermente ricurvo alla base, un naso aquilino che si armonizza bene con gli occhi. È robusta ma non grassa. Ben proporzionata e alta, come si può intuire anche mentre è seduta[3].
Percorso apostolico
«Potete ben comprendere come Dio non potesse dimorare là dove Satana aveva posto il suo segno indelebile. La Potenza operò dunque per fare del suo futuro tabernacolo qualcosa di immacolato. E da due giusti, di età avanzata e contro le regole abituali della procreazione, fu concepita Colei sulla quale non vi è alcuna macchia»[4].
Origine del suo nome
Anna o Anne significa grazia, favore» – Storico: nome della madre di Samuele il profeta. Nome del sommo sacerdote.
Dove la incontriamo nell’Opera?
Volume 1: EMV 2 EMV 3 EMV 3 (suite) EMV 4 EMV 5 EMV 6 EMV 7 EMV 8 EMV 9 EMV 10 EMV 12 EMV 13 EMV 14
Volume 2: EMV 100
Volume 4: EMV 279
Volume 6: EMV 410
Volume 9: EMV 577
Per saperne di più su questo personaggio
Anna è festeggiata dalla Chiesa il [https://www.maria-valtorta.org/Memo/Saints03.htm 26 luglio].
«Il culto di sant’Anna ha conosciuto diverse vicissitudini. Il suo corpo fu trasportato nelle Gallie nel primo secolo dell’era cristiana e sepolto in un sotterraneo della chiesa di Apt, in Provenza, all’epoca delle persecuzioni. Alla fine dell’VIII secolo fu miracolosamente scoperto e divenne oggetto di un pellegrinaggio. Ma è soprattutto nel XVII secolo che il culto di sant’Anna acquisì la popolarità di cui gode. Di tutti i santuari dedicati a sant’Anna, il più celebre è quello di Auray, in Bretagna; la sua origine è dovuta alla miracolosa scoperta di un’antica statua della grande Santa, accompagnata dalle circostanze più straordinarie e seguita da innumerevoli prodigi. Sant’Anna d’Auray è ancora oggi oggetto di un pellegrinaggio nazionale.» (Abbé L. Jaud, *Vita dei Santi per tutti i giorni dell’anno*, Tours, Mame, 1950)
Secondo le ‘visioni’ della Beata Maria di Agreda
«Sant’Anna visse cinquantasei anni, così ripartiti: ne aveva ventiquattro quando sposò san Gioacchino. Ne trascorse venti nel matrimonio senza figli; nel suo quarantaquattresimo anno partorì la purissima Maria; e i dodici anni che visse dopo la nascita di questa Regina, dei quali tre in sua compagnia e nove durante i quali ella dimorò nel Tempio, fanno in totale cinquantasei anni. […] Aveva quarantotto anni quando il suo sposo Gioacchino morì». (Maria d’Agreda – *La Città mistica di Dio*, 1660 – Tomo 2, parte 1, libro 2, capitolo 19, pp. 360–361). *(Nota maria-valtorta.org: non bisogna stupirsi di questa apparente contraddizione tra le veggenti sull’età di Anna. Maria Valtorta “vede” le scene; ella stima dunque che Anna abbia “apparentemente” 50/55 anni. Questi dieci anni in più nell’aspetto sono forse comuni a tutte le donne della sua epoca?)*
«L’8 settembre, sant’Anna comprese che avrebbe finalmente posseduto il figlio di tante preghiere; si prostrò e pregò Dio di benedirla. Allora la sua augusta figlia (Maria) entrò in un’estasi molto sublime, tanto che non poté accorgersi della sua venuta al mondo. Quando uscì dal suo rapimento, si trovò tutta bella tra le braccia della sua felice madre, che era stata preservata da tutte le incomodità ordinarie di tale stato, e che rivolse a Dio questa preghiera: Creatore di tutto ciò che esiste, vi offro mia figlia che ho appena ricevuto dalla vostra bontà e ve ne ringrazio. […] Il Signore le rispose interiormente di trattarla come le altre madri trattano i loro figli, senza manifestarle esteriormente il rispetto che aveva nel cuore, ma anche con altrettanta cura che amore». (Maria d’Agreda – *La Città mistica di Dio* – Capitolo 6)