Aera
Antica città situata nella regione delle odierne alture del Golan, appartenente nell’antichità al territorio di Aram, la terra degli Aramei, e nel I secolo alla tetrarchia di Filippo. Nel L’Evangelo come mi è stato rivelato di Maria Valtorta è ricordata come la patria del diacono Timoneo e come una delle tappe del ministero pubblico di Gesù.
Abitanti o nativi del luogo
Timoneo di Aera il sinagogo dell’Acqua Speciosa e in seguito discepolo di Gesù. La madre di Timoneo di Aera.
Descrizione
Aera sorgeva lungo le vie di comunicazione che collegavano la regione della Galilea con Damasco e le città della Siria meridionale.
Nel racconto valtortiano, durante il viaggio da Betsaida verso il lago di Meron, Gesù percorre per un tratto la strada di Damasco e quindi devia verso Aera[1]:
Da Betsaida per Meron prendeva la via di Damasco per qualche po’, e poi quella per Aera. (EMV 296.1)
Sullo sfondo del paesaggio si profila, a nord-ovest, la lontana catena del Grande Hermon[2]:
A nord, anzi a un nord-ovest molto poco ovest, si delinea un’alta, poderosa catena di monti, sui quali si accavallano nubi e nubi quasi a fare nuove cime illusorie, di nuvole, sulle reali cime di roccia coperte di boschi sui fianchi e sulla vetta di nevi. Ma è una catena molto lontana.
«Qui acqua. Lassù neve. Quella è la catena dell’Hermon. Si è messa più ampia coltre di biancore sulla vetta. Se avremo sole ad Aera, voi vedrete come è bello quando il sole fa di rosa il grande picco», dice Timoneo, che amor di patria spinge a lodare le bellezze della sua regione. (EMV 296.3)
Eventi principali
Il Signore giunge ad Area al termine del secondo grande viaggio apostolico, affrontato nel corso del Secondo anno della Vita pubblica[3], una missione intrapresa da Gesù con i suoi apostoli e le discepole per evangelizzare le regioni del Galaad e dell’Auranite (nei territori dell’Oltre Giordano). L’ingresso in città avviene durante un violento acquazzone, mentre Gesù cavalca un asinello procuratogli da Pietro. Ad accoglierlo vi è una folla numerosa, ma il suo primo pensiero è rivolto ai malati radunati per incontrarlo[4]:
Entrano in città.
«Dai malati, subito», dice Gesù, incurante delle proteste di chi lo vorrebbe ricoverare sotto un tetto e dargli cibo e fuoco per paura che soffra troppo. «Essi soffrono più di Me», risponde. […]
Gesù pone piede nel recinto. Si raddrizza più che può sulla staffa e, con la destra alta, dice con la sua voce potente: «A tutti coloro che credono in Me, salute e benedizione».
Si riappoggia alla sella e fa per arretrare nella via. Ma la folla lo pigia, ma i risanati gli si serrano intorno. E alla luce di torce, che al riparo dei portici ardono e fanno vivo di luci il crepuscolo, si vede la folla che tumultua in un delirio di gioia acclamando il Signore. Il Signore che scompare quasi in una fiorita di bambini risanati che le mamme gli hanno posto fra le braccia, sul grembo, e fin sul collo del ciuchino, sorreggendoli perché non cadano. Gesù ne ha colme le braccia come fossero fiori e sorride beato, baciandoli perché non può benedirli, così con le braccia messe a far da sostegno. Infine i bimbi vengono tolti di lì e sono i vecchi risanati che piangono di gioia e che gli baciano la veste, e poi gli uomini e le donne…
È notte fatta quando può entrare nella casa di Timoneo e ristorarsi col fuoco e con le vesti asciutte.(EMV 296.8)
Il giorno seguente Gesù tiene un discorso nella piazza principale di Aera, prendendo spunto da un passo del Quarto libro dei Re[5]. Il tema centrale è la perseveranza: invita infatti i presenti a non lasciarsi deviare da pressioni e insinuazioni che potrebbero separarli dalla fede che ora ripongono in Lui[6]:
[Dice Gesù:] «Siate perseveranti. Non vi chiedo che questo. Ricordate che Dio non può acconsentire ai sortilegi di un suo nemico. I vostri malati, coloro che hanno avuto conforto e pace allo spirito loro, parlino sempre fra voi, con la loro sola presenza, di chi è Colui che è venuto fra voi per dirvi: “Perseverate nel mio amore e nella mia dottrina e avrete il Regno dei Cieli”. Le mie opere parlano più ancora delle mie parole e, per quanto sia perfetta beatitudine saper credere senza aver bisogno di prove, Io vi ho permesso di vedere i prodigi di Dio perché voi siate fortificati nella fede.
Rispondete al vostro cervello, tentato dai nemici della Luce, con le parole del vostro spirito: “Io credo perché ho visto Dio nelle sue opere”. Rispondete ai nemici col silenzio operoso. E con queste due risposte procedete nella Luce. La pace sia sempre con voi».
E li congeda avviandosi poi fuori della piazza. (EMV 297.2)
Toponimi
Nell’Opera di Maria Valtorta il luogo è indicato con il nome di Aera. Nella tradizione biblica è associato al territorio di Aram, denominazione con cui l’Antico Testamento designa il paese degli Aramei, corrispondente in larga parte alla Siria. Nella tradizione greca e latina il toponimo compare con diverse varianti, tra cui Aera e Aere. Attualmente il luogo è generalmente identificato con As Sanamayn, nella Siria meridionale.
Dove se ne parla nell’Opera?
Volume 2: EMV 138
Volume 4: EMV 282 EMV 284 EMV 285 EMV 293 EMV 294
Volume 5: EMV 296 EMV 297 EMV 338
Volume 9: EMV 575
Per saperne di più su questo luogo
Estratto dal Dizionario geografico dell’Evangelo secondo Maria Valtorta di Jean-François Lavère[7].
Aera
Timoneo, un giovane capo della sinagoga presso l’Acqua Speciosa, diventa discepolo di Gesù. Colpito da anatema dal Sinedrio, si rifugia ad Aera, il suo villaggio natale. ««Vieni, Signore, ad Aera, e vedrai se là non ti si rispetta. Non troverai tanta fede in Giudea quanta là».[8].
Gesù vi si reca nell’ottobre del secondo anno, nonostante le rimostranze dei suoi: «Ho promesso di andarvi e ci vado».[9]
Vi riceve un’accoglienza calorosa nonostante una pioggia battente e Pietro, mortificato, constata: «Ha ragione Timoneo. Qui tutti credono in Te. Sono meglio di noi…».[10]
L’antica Aera (o Aram) è identificata con l’odierna As Sanamayn (o Es Sanamein), in Siria. Aram, regno degli Aramei, è il termine biblico con cui viene designata la Siria. Scavi condotti nel 2009 hanno permesso di portare alla luce i resti di due edifici termali di epoca romana. Nella Bibbia, Aera compare con la designazione di paese di Aram.
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- 33° 04’ 16’’ N / 36° 11’ 3’’ E
- 640 m