Acron
La più settentrionale delle cinque città principali della regione Filistea. Storicamente erano cinque le città della Pentapoli filistea: Gaza, Ascalona, Azoto[1], Get e Acron.
Descrizione
La città di Acron (o Accaron) è menzionata nel L’Evangelo come mi è stato rivelato di Maria Valtorta e viene visitata da Gesù accompagnato dal solo Giovanni, mentre il gruppo apostolico rimane nella vicina città di Jabnia.
Eventi principali
Durante il Secondo anno della Vita pubblica di Gesù[2] nel corso di un viaggio per evangelizzare i territori della pianura Filistea, la città di Acron viene nominata per la prima volta:
«Da Jabnia andremo ad Acron?» (EMV 221.1)
Ma Gesù intende recarsi in questa città facendosi accompagnare dal solo apostolo Giovanni, e comunica questo desiderio agli altri apostoli:
«Ecco Jabnia. Una volta da qui passò l’Arca per andare ad Acron, che non poté custodirla e la rimandò a Betsemes. L’Arca torna ad andare ad Acron. Giovanni, vieni con Me. Voi rimanete in Jabnia e sappiate riflettere e parlare. La pace sia con voi».
E Gesù se ne va con Giovanni e coll’ariete, che belando gli corre dietro come un cane. (EMV 221.9)
Alcuni giorni dopo si riuniscono agli apostoli e Pietro chiede a Giovanni:
«Di’: cosa ti è successo ad Acron?».» (EMV 221.1)
In quel momento né Giovanni né Gesù aggiungono alcuna spiegazione. Soltanto più avanti, nel corso del racconto, si scoprirà che lungo la strada tra Jabnia e Acron, Giovanni fu il primo fra gli apostoli a compiere un miracolo.
I numerosi oracoli di condanna pronunciati dai Profeti contro le città della Filistea (cfr. sotto) aiutano a comprendere il clima di ostilità che caratterizzava i rapporti tra Giudei e Filistei. Nell’Opera valtortiana questa tensione riaffiora soprattutto ad Ascalona, quando Giuda di Keriot richiamerà quelle antiche maledizioni nel corso di una predicazione assai imprudente[3].
Toponimi
Nell’Opera di Maria Valtorta: Acron o Accaron. Forma biblica: Ekron (in ebraico: ʿEqrōn; in epoca ellenistica: Accaron). Il sito è generalmente identificato con Tel Miqne, uno dei più importanti siti archeologici dell’antica Filistea.
Dove se ne parla nell’Opera?
Volume 8: EMV 503
Per saperne di più su questo luogo
Ad Acron era praticato il culto di Baal-Zebul (Belzebù). Dopo aver catturato l’Arca dell'Alleanza, gli abitanti di Azoto e successivamente quelli di Get, colpiti dai castighi divini, temettero di trattenerla e la inviarono ad Acron, da dove fu infine restituita a Israele[4]. Successivamente, dopo la sconfitta di Golia, i Filistei in fuga furono inseguiti dagli Israeliti fino alle porte della città. [5]. I profeti Geremia[6], Amos[7], Sofonia[8] e Zaccaria[9] annunciarono il giudizio di Dio contro Acron e le altre città dei Filistei.
La città di Acron/Accaron viene inoltre ricordata in altre tre occasioni nell’Opera, attraverso richiami a episodi biblici:
- Ad Ascalona, Giovanni e Tommaso citano il profeta Zaccaria: “A tal vista Ascalona sarà presa da spavento e Gaza sarà in gran duolo e anche Accaron perché è svanita la sua speranza. Gaza non avrà più re”[10].
- Presso Efraim, il lebbroso samaritano guarito ammonisce: “Non vogliate fare come lo stolto Ocozia, che mandava a consultare il dio di Acaron mentre l’Altissimo era in Israele”[11].
- Nei pressi di Gerico, Gesù richiama le parole del profeta Elia rivolte a Ocozia: “Perché tu hai mandato dei messi a consultare Belzebù, dio di Accaron, come se non vi fosse un Dio in Israele da poter consultare, per questo non scenderai dal letto sopra il quale sei salito, e di certo morrai nel tuo peccato”[12].
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31° 51’ 36’’ N / 34° 49’ 23’’ E
Note
- ↑ oggi conosciuta come Ashdod
- ↑ nel secondo periodo di 4 mesi
- ↑ EMV 219
- ↑ 1 Samuele 5,10-11
- ↑ 1 Samuele 17,52]
- ↑ Geremia 25,15-20
- ↑ Amos 1,8
- ↑ Sofonia 2,4
- ↑ Zaccaria 9,5-7
- ↑ EMV 219.5
- ↑ EMV 483.8
- ↑ EMV 503.7