Ippo

Da Wiki Maria Valtorta.
Cartina della Palestina: Ippo

Identificata con l’antica Sussita, Ippo era una delle principali città della regione della Decapoli, situata su una collina della sponda orientale del lago di Galilea. La città non sorgeva direttamente sulle rive del lago, ma più all’interno, sulle prime ondulazioni dell’altopiano orientale.

Ad essa apparteneva un piccolo approdo lacustre, un porticciolo comunemente indicato nell’Opera come Borgo di Ippo, situato presso la foce di un torrente e utilizzato come scalo per i collegamenti via lago.

Nel L’Evangelo come mi è stato rivelato di Maria Valtorta, Ippo è ricordata come una città cosmopolita e vivace, abitata da una popolazione eterogenea nella quale convivono ebrei, pagani, greci e romani. Gesù vi svolge parte del suo ministero pubblico, compiendo alcuni miracoli e pronunciando importanti insegnamenti.

Abitanti o nativi del luogo

Al Borgo di Ippo: Eliseo di Ippo e sua moglie Sella di Ippo. Il lebbroso santo Giovanni di Ippo, guarito da Gesù, che diviene discepolo ed evangelizzatore nelle zone “di Ippo, Gamala, Afeca e paesi vicini”. Susanna di Ippo, Saul di Zaccaria, il barcaiolo.

A Ippo: Mario, il romano credente. Aquila, suo schiavo guarito da Gesù. Nereo e Quinto, i testimoni della guarigione di Aquila.

Descrizione

Veduta aerea del sito archeologico di Ippo

Borgo di Ippo Maria Valtorta descrive il borgo di Ippo come il piccolo approdo lacustre, un porticciolo appartenente alla città di Ippo:

Ippo non è sulla riva del lago, come io credevo vedendo quelle case sulla riva quasi al limite sud-est del lago. Me ne fanno avvisata le parole dei discepoli. Questo nucleo di case sono, dirò così, l’avanguardia di Ippo, che è più addentro nel retroterra. Come Ostia per Roma o il Lido per Venezia, rappresentano lo sbocco sul lago per la città interna, che se ne serve per via lacustre di importazione e esportazione, e anche per abbreviare i viaggi da questa zona alla sponda opposta galilea, e infine anche come luogo di svago per gli oziosi della città e di rifornimento del pesce che le procurano i molti pescatori della borgata.

Qui, dove sbarcano nella placida sera presso il naturale porticciuolo formato dall’alveo di un torrente ora asciutto, e nel quale fiotta dolcemente per qualche metro l’onda cerula del lago non più respinta dall’acqua del torrente, sono case e casette di ortolani e pescatori, che sfruttano, i secondi, le acque ricche di pescagione, e i primi la striscia di terra grassa e umorosa, per le acque prossime, che va dal lido verso l’interno e si estende a nord più a lungo, a sud meno, finendo presto là dove si inizia l’alta scogliera, che scende quasi a picco nel lago e dalla quale si sono precipitati nello stesso i porci del miracolo ai geraseni. (EMV 450.1)

Ippo: L’Opera presenta Ippo come una città prospera, posta leggermente al di sopra del livello del lago e affacciata sulle prime ondulazioni dell’altopiano orientale:

La città, lievemente elevata dal livello del lago, stesa sulle prime ondulazioni dell’altipiano, che è oltre il lago e che va salendo verso oriente per raggiungere a sud-est i monti dell’Auranite e a nord-est il gruppo montano dove troneggia il grande Ermon, si presenta bene, come città ricca di commerci e di censi e importante anche come nodo stradale e anello di congiunzione fra molte regioni dell’oltre lago, come lo indicano i cippi stradali messi alle sue vicinanze e che portano i nomi di Gamala, Gadara, Pella, Arbela, Bozra, Gherghesa e altri ancora.

Molto abitata e molto frequentata da forestieri venuti dai paesi vicini per acquisti o vendite o altre ragioni di affari. Vedo che molti romani, civili o militari, sono fra la folla che, non so se sia proprietà di questa città o se lo sia della regione, non mi pare così aggressiva, così respingente verso i romani. Forse gli affari li hanno stretti in legami, se non di amicizia, per lo meno di convenienza più che nelle zone dell’altra sponda. (EMV 453.1)

Questa descrizione evidenzia il ruolo di Ippo quale crocevia commerciale della regione orientale del lago di Galilea e conferma il carattere profondamente ellenistico della città.

Eventi principali

Al Borgo di Ippo vari miracoli tra la folla e la guarigione del lebbroso Giovanni[1], la cui fede è presentata come capace di “smuovere le montagne”. Il discorso di Gesù sui doveri dei coniugi e dei figli[2] e la parabola dei dieci monumenti[3].

A Ippo il discorso di Gesù in favore dei poveri e sulla giustizia sociale[4]. La guarigione di Aquila, schiavo prediletto del romano Mario[5].

Toponimi

Veduta della collina dal lago

Nell’Opera di Maria Valtorta il luogo è indicato con il nome di Ippo. Nella tradizione biblica la città non è menzionata nei libri della Bibbia canonica, poiché sorse e acquistò importanza in età ellenistica. Nei testi storici relativi al Nuovo Testamento è tuttavia ricordata come una delle città della Decapoli. Nella tradizione greca e latina il toponimo compare nelle forme Hippos. La città è nota anche con il nome semitico Susita (o Sussita), attestato nelle fonti ebraiche e aramaiche, entrambi con il significato di “cavallo”, corrispondente al greco hippos. Attualmente il luogo corrisponde al sito archeologico di Hippos-Sussita, situato sulle alture che dominano la sponda orientale del lago di Galilea, presso l’odierno kibbutz di En Gev, in Israele.

Dove se ne parla nell’Opera?

Volume 3: EMV 186

Volume 4: EMV 293

Volume 5: EMV 354 EMV 355 EMV 356

Volume 7: EMV 440 EMV 442 EMV 445 EMV 449 EMV 450 EMV 451 EMV 452 EMV 453 EMV 454 EMV 456 EMV 465

Volume 10: EMV 633

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