Betsaida
Villaggio di pescatori situato sulla sponda settentrionale del lago di Galilea, presso la foce del fiume Giordano.
Abitanti o nativi del luogo
Betsaida è citata come patria degli apostoli Pietro, Andrea e Filippo, con le sue figlie.
Descrizione
Nel L’Evangelo come mi è stato rivelato di Maria Valtorta il villaggio di Betsaida viene descritto con particolare attenzione alla sua collocazione geografica. La descrizione presenta un interesse storico-topografico, poiché al tempo della redazione dell’Opera valtortiana l’ubicazione dell’antica città non era ancora stata definitivamente stabilita dagli studi archeologici e il sito veniva generalmente ricercato presso le rive del lago.
Nel testo, Gesù indica a Maria Valtorta la posizione della città presso lo sbocco del fiume Giordano nel lago di Galilea, sulla “riva destra del fiume” rispetto a chi guarda verso nord, attribuendo l’attuale arretramento della linea di costa all’interramento progressivo della zona causato dai depositi del Giordano, dalle alluvioni e dalle frane dei rilievi circostanti. Secondo tale descrizione, in epoca evangelica Betsaida si sarebbe trovata direttamente presso la foce del fiume, il cui corso avrebbe svolto anche la funzione di porto e rifugio naturale per le imbarcazioni dei pescatori durante le burrasche del lago:
Mi dice Gesù mostrandomi il corso del Giordano, meglio, lo sbocco del Giordano nel lago di Tiberiade, là dove è stesa la città di Betsaida sulla riva destra del fiume, rispetto a chi guarda il nord: «Ora la città non sembra più sulle rive del lago, ma un poco in dentro nel retroterra. E ciò sconcerta gli studiosi. La spiegazione si deve cercare nell’interramento del lago da questa parte, dovuto a venti secoli di terriccio depositato dal fiume e ad alluvioni e frane scese dai colli di Betsaida. Allora la città era proprio all’imbocco del fiume nel lago, e anzi le barche più piccole, e nelle stagioni più ricche d’acque, risalivano per un buon tratto, fino a quasi l’altezza di Corozim, il fiume stesso, che serviva però sempre da porto e ricovero sulle sue rive alle barche di Betsaida nei giorni di burrasca del lago. Questo non per te, alla quale poco importa, ma per i dottori difficili. E ora va’ avanti». (EMV 179.1)
Eventi principali
Il Vangelo menziona un solo miracolo di Gesù a Betsaida, la guarigione di un cieco[1]. Ma il rimprovero di Gesù ai cittadini di Corazim e Betsaida[2] mostra chiaramente che questo non fu l’unico miracolo in quel luogo.
Toponimi
Nell’Opera di Maria Valtorta la città è indicata esclusivamente con il toponimo Betsaida, il nome deriva dall’aramaico ed è generalmente interpretato con il significato di “casa della pesca” o “villaggio dei pescatori”. Nella tradizione biblica il luogo è indicato con il medesimo nome: Betsàida. Dopo la rifondazione operata dal tetrarca Filippo, la città assunse anche il nome di Julias, in onore di Giulia, figlia dell’imperatore Augusto.
Attualmente, l’esatta ubicazione dell’antica Betsaida è oggetto di dibattito archeologico: i due siti maggiormente accreditati, entrambi situati a est del fiume Giordano, sono et-Tell, un insediamento collinare posto a circa 2 km dall’attuale riva del lago di Galilea, ed el-Araj, situato presso la foce del Giordano, a circa 300 metri dalla sponda settentrionale del lago.
Dove se ne parla nell’Opera?
Volume 1: EMV 50 EMV 51 EMV 60 EMV 61 EMV 62
Volume 2: EMV 96 EMV 102 EMV 152
Volume 3: EMV 179
Per saperne di più su questo luogo
Estratto dal Dizionario geografico dell’Evangelo secondo Maria Valtorta di Jean-François Lavère[3]:
Betsaida
A Cafarnao, Giairo si meraviglia del numero esiguo di persone convertite: “Non è questo colpa agli occhi di Dio? E non sarà punito tutto questo livore e questa pertinacia nel male? Parla Tu, Maestro…”. Gesù risponde: “Sì. È colpa e sarà punita. Perché il dono di Dio non va mai sprezzato o usato per fare del male. Guai a te, Corozim, guai a te, Betsaida, che fate mal’uso dei doni di Dio”[4].
Ribattezzata Giulia da Filippo nell’anno 30 (in onore di Livia Giulia, moglie dell’imperatore Augusto), la città scomparve rapidamente (intorno al 324 d.C.), probabilmente in seguito a un terremoto. Per quasi 1700 anni la sua ubicazione fu ricercata senza successo.
La localizzazione del villaggio è stata confermata nel 1987 dall’archeologo Rami Arav, a circa 2,5 km a nord dell’attuale foce del Giordano, nella parte settentrionale del lago di Tiberiade. Gesù aveva spiegato questo particolare a Maria Valtorta più di quarant’anni prima: “Ora la città non sembra più sulle rive del lago, ma un poco in dentro nel retroterra. E ciò sconcerta gli studiosi”[5] [6].
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• 32° 54’ 35’’ N / 35° 37’ 40’’ E
• -180 m
Note
- ↑ Vangelo di Marco: Mc 8,22-26
- ↑ Vangelo di Matteo: Mt 11,21
- ↑ Jean-François Lavère, Dictionnaire géographique de l'Évangile d’après Maria Valtorta, Éditions Maria Valtorta, 2017, pag. 76
- ↑ EMV 266.13
- ↑ EMV 179.1
- ↑ vedi anche: Jean-François Lavère, L’Enigma Valtorta, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri, 2012, pag. 71