Acor

Da Wiki Maria Valtorta.
Cartina della Palestina: Valle di Acor (Acor)

Acor è il nome di una valle situata a nord-ovest di Gerico e a nord-est di Gerusalemme.

Descrizione

Acan lapidato a morte, illustrazione di Gustave Doré

Nella Bibbia la Valle di Acor è il luogo dove, in seguito a una gravissima colpa, Acan e la sua famiglia furono lapidati dal popolo d’Israele per ordine di Dio, su disposizione di Giosuè[1].

Eventi principali

Durante il Terzo anno della Vita pubblica[2] Gesù intende attraversare la Valle di Acor per raggiungere Doco e successivamente Gerico, ma Giovanni, mosso da una premonizione, lo supplica di rinunciare al progetto:

Dice Gesù: «Andrò ad Acor e poi, per Doc, a Gerico».

«No, no, Signore! Posti infausti per i santi d’Israele. Non ci andare, non ci andare. Io te lo dico, io lo sento! È qualcosa che lo dice in me. Non ci andare! In nome di Dio non ci andare!», grida Giovanni che pare prossimo ad uscire dai sensi, come preso da un senso d’estasi paurosa…

Tutti lo guardano stupefatti, perché così non lo hanno visto mai. Ma nessuno lo schernisce. Hanno tutti la percezione di essere di fronte ad un fatto soprannaturale e, rispettosi, conservano il silenzio. (EMV 379.2)

Toponimi

Nell’Opera di Maria Valtorta: Acor. Forma biblica: Valle di Acor (in ebraico: ʿĀkōr). Il nome deriva dal verbo ebraico ʿākar, che significa «portare sventura», «turbare» o «causare disgrazia». Il toponimo può quindi essere tradotto come «valle della sventura», «valle dell’afflizione» oppure «valle del turbamento».

Nella Sacra Bibbia la Valle di Acor è inizialmente associata al castigo inflitto ad Acan, ma nei Profeti il luogo diventa un simbolo di trasformazione: da profezia di sventura diventa “porta di speranza”. Nel libro del profeta Osea, la Valle di Acor assume così un significato opposto, diventando simbolo di speranza e di riconciliazione con Dio[3]:

Le renderò le sue vigne e trasformerò la valle di Acor in porta di speranza. (Osea 2,17)

La stessa profezia di speranza viene descritta anche dal profeta Isaia[4]

Saron diventerà un pascolo di greggi, la valle di Acor un recinto per armenti, per il mio popolo che mi ricercherà. (Isaia 65,10)

Dove se ne parla nell’Opera?

Volume 6: EMV 379

Per saperne di più su questo luogo

Wadi Qelt, Monastero di Koziba

La Valle di Acor è ricordata nella Bibbia come il luogo dove Giosuè fece lapidare Acan, colpevole di essersi appropriato del bottino consacrato a Dio dopo la conquista di Gerico, attirando così la sventura sull’intero popolo d’Israele[1].

Estratto dal Dizionario geografico dell’Evangelo secondo Maria Valtorta di Jean-François Lavère[5]:

La Valle di Acor (o valle dell’afflizione) collega Gerico, la prima città conquistata da Giosuè nella terra di Canaan, ad Ai. Si tratta di una zona montuosa, aspra e ricca di gole naturali. In base agli indizi forniti, la Valle di Acor, situata circa 16 km a nord-est del Monte Adomin, corrisponde al percorso che, seguendo i valloni del wadi Lûeit e del wadi Qelt, mette direttamente in comunicazione Doco con Ai. Una strada romana, documentata in un rilievo cartografico del 1880, ne seguiva il percorso e permetteva effettivamente di raggiungere Ai o Efraim partendo da Gerico.

La Valle di Acor è ricordata più volte nelle Sacre Scritture, in particolare nei libri: Libro di Giosuè[1], Libro di Osea[3] e Libro di Isaia[4].

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31° 54’ 21.9’’ N - 35° 22’ 30.7’’ E

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Note

  1. 1,0 1,1 1,2 Giosuè 7,24
  2. nel primo periodo di 4 mesi
  3. 3,0 3,1 Osea 2,17
  4. 4,0 4,1 Isaia 65,10
  5. Jean-François Lavère, Dictionnaire géographique de l'Évangile d’après Maria Valtorta, Éditions Maria Valtorta, 2017, pag. 28