Adomin
Adomin è il nome con cui Maria Valtorta indica il settore montuoso attraversato dall’antica strada fra Gerusalemme e Gerico. Il toponimo comprende il “Monte Adomin” e soprattutto la “Salita di Adummim”, il passo montano citato nella Bibbia che costituisce il tratto più impervio della via. Il luogo si trova sul margine orientale del deserto di Giuda, dove il percorso attraversa un terreno aspro e roccioso, profondamente inciso dal Wadi Qelt[1], prima di scendere verso la valle del Giordano. Per la sua conformazione impervia e isolata, questo territorio era noto fin dall’antichità per gli assalti dei briganti e costituisce lo sfondo della parabola evangelica del buon Samaritano[2].
Abitanti o nativi del luogo
Non sono noti abitanti del luogo. Il monte è tuttavia infestato da briganti che non esitano, all’occorrenza, a uccidere le loro vittime.
Descrizione
La salita di Adomin è un passo montano scosceso, che collega le alture di Gerusalemme con Gerico e la valle del Giordano. I suoi sentieri sono faticosi e particolarmente pericolosi[3]:
[Dice Giuda di Keriot:] «Però, sempre per disorientare le spie, io dico di non seguire la via diretta, ma uscendo di qui dirigersi a Dotain e poi, senza giungere a Samaria, tagliare il paese e passare per Sichem, poi giù a Efraim, per l’Adomin e il Carit e giungere di lì a Betania».
«Via lunga e difficile, se piove in specie»; «Pericolosa! L’Adomim…»; «Sembra che tu cerchi il pericolo…». Non c’è entusiasmo negli apostoli.
Ma Gesù dice: «Giuda ha ragione. Seguiremo questa via. Dopo avremo tempo di riposarci. (EMV 481.6)
Questa strada, molto frequentata da mercanti e pellegrini, è infestata da briganti che assalgono i viandanti e, talvolta, li uccidono, soprattutto al calare della sera[4]:
«Eh! sì. I monti Adomin sono poco sicuri la notte…». (EMV 579.4)
L’apostolo Filippo fu vittima di una di queste aggressioni[5]:
«Sì! Stai fresco! Sono proprio anime tenere che si persuadono per due parole, anche se di Gesù! Lo so io quella volta che fummo assaliti io con tutta la famiglia e molti di Betsaida nella gola di Adomin!», risponde Filippo. (EMV 224.2)
La sinistra fama del luogo diede origine al soprannome attribuito alle sue rocce rossastre (all’origine del nome Adumim): «salita del sangue»[6], in particolare per un tratto desertico sottratto a ogni forma di controllo[7].
La sera scende mentre vanno, sempre dietro al Maestro pensieroso. Ma un villaggio si mostra ai piedi di una catena di monti molto frastagliati.
«Fermiamoci qui a pernottare», ordina Gesù. «Anzi, fermatevi qui. Io vado a pregare su quei monti…».
«Da solo? Ah! no! Sull’Adomin da solo non ci vai! Con tutti quei ladroni che ti insidiano, no, che non ci vai!…», dice ben deciso Pietro.
«E che vuoi che mi facciano? Non ho nulla!».
«Hai… Te stesso. Io parlo dei ladroni più veri, di quelli che ti odiano. E a quelli basta la tua vita. Tu non devi essere ucciso come… come… così, ecco, in una imboscata vile. Per dare modo ai tuoi nemici di inventare chissà che per allontanare le turbe anche dalla tua dottrina», ribatte Pietro. (EMV 379.1)
Il sinedrista Simone sfrutta questa reputazione di impunità per attribuire ai briganti l’omicidio di suo padre Eli-Anna[8]:
«E tu deliri. Vedi un delitto dove è soltanto una sciagura. Io l’ho saputo soltanto ieri l’altro e ho provveduto. A far vendetta e a dare onore. Ma se ho potuto onorare il cadavere, non ho potuto afferrare l’assassino. Qualche ladrone certo, calato dall’Adomin a spacciare sui mercati le sue prede… Chi lo piglia più?». (EMV 535.11)
Un delitto che egli stesso aveva fatto commettere[9]:
[Gesù] Fa un mezzo giro su Se stesso e vede Simone, il sinedrista figlio di Elianna. Lo fissa. Lo fissa. Lascia in asso quelli di prima e, giunto viso a viso con lui, gli dice, a voce bassa ma incisiva: «Buon per te che Lazzaro non ricordi il suo soggiorno fra i morti! Che ne hai fatto di tuo padre, o Caino?».
Simone fugge con un grido di paura, che poi si muta in un urlo di maledizione: «Che Tu sia maledetto, o Nazareno!», al che Gesù risponde: «La tua maledizione sale al Cielo e dal Cielo l’Altissimo te la riscaglia. Sei segnato del marchio, o sciagurato!». (EMV 548.15)
Diversamente dai suoi apostoli, Gesù non teme questo luogo: vi si reca per pregare oppure cerca di evangelizzare gli stessi briganti[10].
[Dice Gesù:] Sono andato all’aurora verso i monti Adonim, perché so che là ci sono dei disgraziati che hanno il delitto per lebbra sull’anima. Speravo incontrarli, parlare a loro, tornare avanti il tramonto. Li ho trovati. Ma non ho potuto fare loro il discorso prefisso, perché c’erano altre cose da dire… Essi avevano trovato questi tre fanciullini piangenti sulla soglia di un povero ovile della pianura. Erano scesi di notte per rubare gli agnelli e anche per uccidere, se il pastore avesse fatto resistenza. La fame è brutta sui monti nell’inverno… E quando è patita da cuori crudeli, fa gli uomini più feroci dei lupi. Questi bambini erano dunque là, insieme ad un pastorello di poco più grande di loro e spaurito come loro. Il padre dei fanciulli, non so per qual ragione, era morto nella notte. Forse era stato morso da qualche animale, o gli aveva fallito il cuore… Era freddo sulla paglia presso le pecore. Se ne accorse il figlio più grande che gli dormiva a lato. Cosicché i ladroni, in luogo di fare un eccidio, trovarono un morto e quattro fanciulli piangenti. Lasciarono il morto e spinsero avanti le pecore e il pastorello e, poiché anche nei più biechi vi può essere una pietà tenace a morire, raccolsero anche i bambini… Io li trovai che si consultavano sul da farsi. I più feroci volevano uccidere il decenne pastorello, pericoloso testimone del loro furto e del loro rifugio; i meno duri volevano rimandarlo con minacce, trattenendo il gregge. Tutti volevano, poi, tenersi i fanciullini». (EMV 553.5)
Ciò non impedisce al gruppo apostolico di preoccuparsi ogni volta che deve percorrere questa pericolosa e faticosa strada[11]:
Gesù viene verso Betania da Ensemes. Devono aver fatto una marcia veramente faticosa su per i sentieri rompicollo dei monti Adomin. Gli apostoli, sfiatati, stentano a seguire Gesù che va rapidamente, come l’amore lo portasse sulle sue ali di fuoco. Gesù ha un sorriso radioso mentre procede avanti a tutti, a testa alta sotto i raggi tiepidi del sole meridiano. (EMV 548.1)
Eventi principali
Con la parabola del buon Samaritano[12], Gesù trasforma questo luogo di triste fama in un luogo simbolo della carità verso il prossimo. Secondo gli scritti di Maria Valtorta, egli soccorre anche alcuni orfani rapiti dai briganti[13].
Toponimi
Nell’Opera di Maria Valtorta: Adomin, Adonim, Adomim. Nella forma biblica: Adummìm o “Salita di Adummìm”. Nella tradizione greca e latina il toponimo compare con diverse varianti, tra cui Adommim, Adummim e Ascesa di Adummim. Il luogo è oggi identificato con la salita di Ma’ale Adummim, lungo la strada che da Gerusalemme scende a Gerico, presso il Wadi Qelt (o Qilt), in Cisgiordania.
L’espressione ebraica Ma‘aleh Adummim significa «salita delle rocce rosse». La tradizione, attestata da numerose opere[14], ha spesso identificato questo nome con il soprannome «salita del sangue», a motivo dei frequenti assalti e omicidi perpetrati lungo il percorso.
Maria Valtorta, tuttavia, sembra riservare la denominazione “Salita del sangue” soltanto a un tratto specifico dell’itinerario e non all’intero monte. Scrive infatti[15]:
«… si era da sola messa in cammino per l’Adonim. Ma fu seguita e fermata presso la Salita del Sangue…» (EMV 559.6)
Si tratta di una precisazione sorprendente per un luogo appena menzionato nella Bibbia, ma confermata dalla testimonianza dello storico Baptistin Poujoulat (1809-1864), riportata nel Dizionario Calmet della Bibbia[16], secondo cui il «luogo del sangue» si trova sul versante che scende verso Gerico.
Anche la topografia sembra confermare l’indicazione di Maria Valtorta: una carta del Palestine Exploration Fund, realizzata tra il 1880 e il 1882, indica infatti questo punto con il nome arabo Tala’at ed-Dumm, ossia «salita del sangue».
Dove se ne parla nell’Opera?
Volume 3: EMV 224
Volume 4: EMV 281
Volume 6: EMV 379
Per saperne di più su questo luogo
Estratto dal Dizionario geografico dell’Evangelo secondo Maria Valtorta di Jean-François Lavère[17].
Adomin, Adummìm, monte
Questo monte sovrasta la strada che da Gerusalemme conduce a Gerico. Un passo scosceso collega la regione collinare alla valle del Giordano. Esso segnava il confine tra il territorio di Giuda e quello di Beniamino. Il suo nome compare soltanto due volte nella Bibbia[18].
San Girolamo parla di un luogo, sulla strada tra Gerusalemme e Gerico, chiamato Adomin, cioè «luogo del sangue», che doveva questo nome al sangue frequentemente versato dai briganti che infestavano la zona. A ciò alludono anche alcuni dialoghi presenti nell’Opera:
«Pericolosa! L’Adomim…»;[19]
«Questa città è al limite del deserto e delle montagne del Sangue» (…) «Allora noi ti indicheremo una via che soltanto noi conosciamo per andare al guado senza sosta e senza offesa».[20]
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- Monte Adomin: 31° 46' 51'' N / 35° 17' 48''
- 500 m s.l.m.
Note
- ↑ Wadi (o uadi) è un termine arabo che indica il letto asciutto di un corso d’acqua o un canalone. Si trova tipicamente nelle regioni desertiche e semi-desertiche. Rimane quasi sempre secco, ma può riempirsi rapidamente d’acqua trasformandosi in un torrente durante violente piogge occasionali.
- ↑ Luca 10,30-37
- ↑ EMV 481.6
- ↑ EMV 579.4
- ↑ EMV 224.2
- ↑ Chiamavano “Salita del Sangue” — annota Maria Valtorta su una copia dattiloscritta — un punto del monte Adonim per i delitti che ivi i ladroni compivano EMV 559.6
- ↑ EMV 379.1
- ↑ EMV 535.11
- ↑ EMV 548.15
- ↑ EMV 553.4
- ↑ EMV 548.1
- ↑ EMV 281.10
- ↑ EMV 553
- ↑ tra cui il Dizionario Wetphal, il Dizionario della Bibbia di Robert Laffont, la Sacra Bibbia nella traduzione di Émile Osty e in quella di san Girolamo
- ↑ EMV 559.6
- ↑ del benedettino Augustin Calmet è un’opera enciclopedica pionieristica del XVIII secolo. Esplora la storia, la geografia e l’esegesi biblica.
- ↑ Jean-François Lavère, Dictionnaire géographique de l'Évangile d’après Maria Valtorta, Éditions Maria Valtorta, 2017, pag. 30
- ↑ Libro di Giosuè: Gs 15,7 ; Gs 18,17
- ↑ EMV: Volume 8, capitolo 481.6
- ↑ EMV: Volume 8, capitolo 484.2/4