Virginio Rotondi e Maria Valtorta

Da Wiki Maria Valtorta.
Padre Virginio Rotondi[1]

Padre Virginio Rotondi (1912-1990) è stato un predicatore e religioso italiano della Compagnia di Gesù. Fu conduttore radiofonico di Ascolta, si fa sera trasmissione ‘storica’ della Rai[2], fondò il Movimento Oasi e l’Istituto secolare Ancilla Domini. Questo gesuita, giornalista e fondatore di movimenti ecclesiali, figura tra i lettori e promotori del Il Poema dell’Uomo-Dio, oggi conosciuto con il titolo L’Evangelo come mi è stato rivelato di Maria Valtorta.

Nel 1968 conduceva alla radio, sulla rete nazionale Rai, la rubrica quotidiana Tre minuti per te. Per cinque giorni consecutivi, dal 6 al 10 febbraio, scelse di dedicare interamente quei brevi ma intensi minuti a Maria Valtorta e alla sua Opera.

Nella prima puntata del 6 febbraio 1968 confessò pubblicamente:

«Il problema della fede è anzitutto problema di buon uso della ragione; è studio della autenticità e dell’autorità dei testi evangelici; è, poi, riconoscimento di Cristo come inviato di Dio, come Figlio di Dio, come Dio stesso.

Il lavoro richiesto a ciascuno di noi, per credere — per credere fermamente, per credere profondamente, per credere sempre — è tutt’altro che semplice e facile. Non so bene perché ho pensato che nel contesto di questa problematica trovassero spazio pensieri e riflessioni che occupano da parecchio tempo la mia anima: essi derivano dalla lettura sempre più attenta, sempre più carica di stupore, di un’opera che porta un titolo fascinoso: “Il Poema dell’Uomo-Dio”.

Ricostruisce la vita e il pensiero di Cristo oltre che gli avvenimenti storici e soprannaturali nella cui cornice si sarebbero svolte la vita ignorata, le predicazioni, la Passione, la Morte e la Glorificazione del Redentore divino.

Sono 11 mila pagine di quaderno e tu vi cercheresti invano anche una sola cancellatura. Le ha scritte Maria Valtorta: nata nel 1897, morta a Viareggio nel 1961. Ventisei anni della sua vita li passò immobile — completamente immobile — e cioè, come suol dirsi, inchiodata in un letto, e in tale posizione, senza mai consultare nemmeno un libro — tranne la Bibbia e il Catechismo di San Pio X — scrisse le 11 mila pagine che oggi possediamo.

Vorrei far partecipi gli amici radioascoltatori di ciò che riempie — da tempo, ormai — la mia anima, fino a traboccarne.

Ma i “tre minuti” sono passati. A risentirci domani.

Padre Virginio Rotondi e la sua opera

La Rete mondiale di Preghiera del Papa

Nato nel 1912 a Vicovaro, cittadina a est di Roma, divenne sacerdote all’età di trent’anni. Tre anni dopo, nel 1945, fu nominato direttore dell’Apostolato della Preghiera, oggi conosciuto come “La Rete Mondiale di Preghiera del Papa”[3], un movimento di fedeli nato in Francia un secolo prima[4], il cui scopo era vivere e diffondere la devozione al Sacro Cuore di Gesù.

Poco dopo, nel 1947, entrò nella Compagnia di Gesù. Apprezzato per la sua cultura, la conoscenza della dottrina ecclesiastica e le sue doti oratorie, iniziò a tenere corsi di esercizi spirituali[5] e conferenze.

Il 1º novembre 1950, lo stesso giorno in cui Pio XII proclamava il dogma dell’Assunzione della Vergine Maria durante l’Anno Santo, fondò il Movimento Oasi[6]. Aveva trentotto anni. Questo movimento, con sede a Castel Gandolfo[7], nacque con l’intento di far nascere, crescere e moltiplicare la vita di Dio nel mondo, rendendo i fedeli canali alimentati da Cristo.

Papa Pio XII[8] e successivamente Giovanni Paolo II[9] sottolinearono l’impegno e la determinazione di questa iniziativa ecclesiale.

Il 25 marzo 1958, festa dell’Annunciazione, fondò l’istituto secolare Ancilla Domini[10] i cui membri, vivendo nel mondo, aspirano alla perfezione cristiana e si impegnano per la santificazione del mondo, specialmente attraverso la propria azione concreta. La spiritualità dell’istituto è quella del “sì”, cioè del “servizio dell’amore”.

Negli anni Cinquanta collaborò alla rivista gesuita La Civiltà cattolica, rivista che in occasione della messa all’Indice pubblicò una violenta diatriba contro Maria Valtorta[11] ma che in seguito evolse verso un atteggiamento più accogliente, soprattutto grazie all’influenza di Padre Giandomenico Mucci, anch’egli gesuita e fondatore di movimenti ecclesiali.

Dopo la trasmissione Tre minuti per te, padre Virginio Rotondi divenne conduttore alla RAI del programma Ascolta, si fa sera, storica trasmissione diffusa senza interruzione dal 5 aprile 1970. Fu anche protagonista della seguitissima edizione domenicale.

Morì il 13 aprile 1990 presso la comunità del movimento internazionale di spiritualità “Oasi”, a Castel Gandolfo.

Il ciclo di trasmissioni dedicato a Maria Valtorta

Emilio Pisani, Pro e Contro Maria Valtorta, CEV

Per cinque giorni consecutivi, dal 6 al 10 febbraio 1968, padre Virginio Rotondi decise di dedicare i tre minuti a sua disposizione — un tempo brevissimo — a parlare di Maria Valtorta e della sua Opera. Il testo delle cinque puntate fu inviato a Emilio Pisani dallo stesso Padre Rotondi, assieme al permesso di stamparlo e diffonderlo. Emilio Pisani lo ha pubblicato integralmente nel libro Pro e contro Maria Valtorta[12].

Trasmissione “Tre minuti per te” di lunedì 6 febbraio 1968

Fin dall’inizio spiegò ciò che riempiva la sua anima “fino a traboccarne”, era l’annuncio di un Vangelo autentico che non veniva più proclamato come un tempo, ma attraverso una nuova evangelizzazione.

La fede: il credere, l’ascolto riverente e l’accettazione piena della parola di Dio, non v’è dubbio che stia diminuendo e talvolta, addirittura, scomparendo: cresce, mi sembra, il numero dei non credenti e in essi aumenta la miscredenza.

La problematica della fede è certamente molteplice ed è un poco ardua, anche perché lo spirito di critica comparso ormai da alcuni secoli attraverso una teologia liberalistica contribuisce fortemente a svuotare l’autorità della parola divina, penetrando nello stesso animo popolare e scuotendo sempre di più la sua fiducia nelle Sacre Scritture.

Il problema della fede è anzitutto problema di buon uso della ragione; è studio della autenticità e dell’autorità dei testi evangelici; è, poi, riconoscimento di Cristo come inviato di Dio, come Figlio di Dio, come Dio stesso. (Pro e contro Maria Valtorta, p. 149)[12]

Di fronte a questa situazione, egli riteneva che l’Opera di Maria Valtorta:

Ricostruisce la vita e il pensiero di Cristo oltre che gli avvenimenti storici e soprannaturali nella cui cornice si sarebbero svolte la vita ignorata, le predicazioni, la Passione, la Morte e la Glorificazione del Redentore divino. (Pro e contro Maria Valtorta, p. 150)[12]

Trasmissione “Tre minuti per te” di martedì 7 febbraio 1968

Padre Virginio Rotondi dedicò il breve tempo della trasmissione a descrivere chi fosse Maria Valtorta[13]. Rimanendo colpito della sua straordinaria sensibilità:

Padre Corrado Berti, che le fu spiritualmente accanto durante 15 anni, mi dice — a scopo di completezza e anche di “onestà” — che Maria Valtorta era dotata fin da piccola di sensibilità non comune. Ella stessa gli raccontava che quando, bambina, le bendavano gli occhi e la facevano girare fortemente su sé stessa e poi la fermavano e le chiedevano dove fosse il nord, la sua risposta era sempre esatta. (Pro e contro Maria Valtorta, p. 151)[12]

E nella sua Autobiografia confidava anche un altro particolare:

Io sento uscire dalle mie dita come dei fili che girano il mondo, raccolgono le notizie che mi interessano e me le portano”. È del 1943 quest’altra sconcertante affermazione: “Io sono come un’antenna ricevente. È terribile essere delle antenne riceventi; si soffre tanto”. (Pro e contro Maria Valtorta, p. 151)[12]

Trasmissione “Tre minuti per te” di mercoledì 8 febbraio 1968

Il tempo radiofonico fu dedicato all’esposizione del contenuto dell’Opera:

Gli amici radioascoltatori ricorderanno che l’opera di cui stiamo occupandoci — e cioè: “Il Poema dell’ Uomo-Dio” — si compone di 11 mila pagine di quaderno; quanto basta per riempire agevolmente 10 grandi volumi stampati. Nessuna cancellatura, dicevamo; nessuna correzione, quindi. Eppure tutti i numerosi specialisti che hanno esaminato quelle pagine affermano di non essersi imbattuti in nessun errore di qualche rilievo. L’archeologo, lo storico, il geografo, il geologo, l’esegeta e, in genere, il teologo, leggono le 11 mila pagine di quaderno e restano stupìti dell’esattezza, della profondità, della precisione che arriva fino a particolari quasi minimi.

E conclude:

Impossibile offrire, non dico esposizioni diffuse, ma neanche semplici cenni del tesoro di notizie e di dottrina che trovansi nel racconto della vita pubblica. La redazione dei colloqui di Gesù risulta — se così possiamo dire — completata e più comprensibile. Trovi, inoltre, colloqui e miracoli che nessuno dei quattro Vangeli registra; e quel che sarebbe frutto di accurata esegesi biblica, lo cogli già nella semplice – purché attenta — lettura dello straordinario manoscritto. (Pro e contro Maria Valtorta, p. 152)[12]

Trasmissione “Tre minuti per te” di giovedì 9 febbraio 1968

Padre Virginio Rotondi presentò cinque ipotesi per spiegare il ‘fenomeno’ incredibilmente straordinario dell’Opera di Maria Valtorta. Tutte risultavano interessanti, seppure in grado diverso:

  1. Maria Valtorta fu donna di intelligenza, di memoria, di cultura e di spirito di osservazione fuori dal comune.
  2. Maria Valtorta era dotata di una sensibilità straordinaria.
  3. Il suo alto grado di misticismo faceva sì che Maria Valtorta vivesse in Cristo: pensava, voleva, operava in Cristo.[14]
  4. Maria Valtorta era “presente” — e cioè spettatrice — dei fatti che narrava; ciò che vedeva, descriveva; ciò che udiva, trascriveva, come fosse sotto dettatura.
  5. Ultima ipotesi, che raduna tutte le precedenti: Maria Valtorta ha scritto in virtù delle sue eccellenti capacità naturali, moltiplicate dalle straordinarie operazioni mistiche, con in più talune aperte manifestazioni che nella Chiesa non sono nuove, facendo parte di quel carisma profetico che il Concilio Vaticano II riconosce diffuso in tutto il popolo di Dio e che, in qualcuno, raggiunge vette addirittura straordinarie. (Pro e contro Maria Valtorta, p. 153)[12]

All’inizio della trasmissione padre Virginio Rotondi affermava di non voler scegliere tra queste ipotesi, ma si intuisce che fosse il suo modo di dire e che, in fondo, le accoglieva tutte.

Trasmissione “Tre minuti per te” di venerdì 10 febbraio 1968

In quest’ultima trasmissione padre Virginio Rotondi scelse di leggere l’introduzione alla Passione. Era infatti venerdì, giorno della settimana tradizionalmente dedicato alla memoria di questo evento.

Dalle lettere di Maria Valtorta

La radio di Maria Valtorta

Maria Valtorta, costretta a letto nella sua casa di Viareggio, amava ascoltare la radio, che teneva accanto a sé nella sua stanza. È quindi naturale immaginare quanto avrebbe accolto con gioia le trasmissioni che padre Virginio Rotondi dedicò all’Opera valtortiana, andate in onda tuttavia alcuni anni dopo la sua morte, senza che lei potesse ascoltarle.

Il nome di padre Rotondi compare anche nella corrispondenza privata della scrittrice, sebbene in un contesto non favorevole.

In una lettera indirizzata a padre Corrado Berti, Maria Valtorta ripercorre le profonde delusioni causate dal “blocco” dell’Opera, che ne impediva la regolare pubblicazione e le procurava una sofferenza intensa. Il suo desiderio più grande era infatti che gli scritti potessero raggiungere il maggior numero possibile di anime, affinché i fedeli potessero trarre beneficio spirituale dalla sua esperienza mistica.

È in questo clima di amarezza e afflizione che, il 7 febbraio 1950, Maria Valtorta menziona anche padre Virginio Rotondi insieme ad altre personalità ecclesiastiche dalle quali sperava di ricevere sostegno:

Padre Berti - Punti Cruciali (2025)

Passano i giorni e passano le settimane e l’udienza all’Avvocato Concistoriale che è anche una personalità importantissima di quell’azione Cattolica alla quale Sua Santità si raccomanda con ogni mezzo..., nonché deputato della Democrazia Cristiana non viene concessa.

Mi scrive S. E. Monsignor Carinci che la sua speranza cresce anche avvalorata dal mio contegno ecc.

Don Luigi Novarese mi scrive belle e buone parole.

Ma... Ma non si conclude nulla.

Ora si dice una vera povera ragione, che si è sospeso di sollecitare l’udienza perché monsignor Lattanzi, che per me e non per me sola è un mito come molti altri che mi si sono nominati come favorevolissimi all’Opera, ma che per ora non hanno fatto nulla di buono e conclusivo (Raffa, Crovella, Mondrone, Rotondi, Lombardi, Garofalo, Siri, Fagiolo, ecc. ecc.) perché monsignor Lattanzi, dicevo, non s’incontri con Monsignor Callori di Vignale, e perché ora sono di scena le loro Eccellenza Mercati.

O che c’entra? C’è bisogno d’incontrare uno per ottenere udienza? (Lettera a padre Berti, pag. 139)[15]

La sofferenza morale di Maria Valtorta — da lei percepita ormai come una vera e propria forma di persecuzione umana — andò progressivamente aggravandosi. Alla fine dello stesso 1950, in una lettera indirizzata al signor Arturo Bottai, amico fedele della famiglia, confidò che quella situazione le stava causando anche un peggioramento fisico. Le ingiustizie e le falsità che, a suo giudizio, circondavano la vicenda dell’Opera erano divenute per lei motivo di un dolore così profondo da farle desiderare soltanto la morte, che definiva la “mia unica amica”.

Anche in questa lettera, datata 5 dicembre 1950, Maria Valtorta cita il nome di padre Virginio Rotondi tra le personalità ecclesiastiche che, secondo lei, non stavano facendo nulla in favore dell’Opera, pregando inoltre Arturo Bottai di non intraprendere alcuna iniziativa personale:

Lettere ad Arturo Bottai (2026)

Ma, pur comprendendo ed essendole grata del suo desiderio di giovarmi anche rivolgendosi a P. Lombardi, le devo dire «No».

Prego tutti, dico tutti di una cosa sola: di evitarmi, se sarà possibile, sanzioni ecclesiastiche (scomunica con il mio povero nome bandito dai pulpiti come non si usa per le prostitute, le assassine ecc, ecc). Questo non riuscirei a sopportarlo. E per cercare di evitarlo occorre… lasciar dormire avvolti nella loro superbia o indifferenza: tutte le vesti nere, marroni, bianche ecc, ecc; ossia tutte le teste chiericate.

D’altronde P. Lombardi non ignora, e così i suoi Superiori Gesuiti (P. Bea confessore del Papa e Consultore al S. O. (è falso a 100/100) e P. Rotondi: ricattatore, e P. Mandrone falso come Bea) nulla dell’Opera. Ma nessuno vuol fare, o se fa, fa per nuocere.

Quindi è meglio lasciarli dormire. (Lettere a Arturo Bottai, pag. 147)[16].

Poi Maria Valtorta ricorda al sig. Arturo Bottai come, nel recente passato, invece di essere aiutata dall’Ordine al quale era stata affidata, e di cui era Terziaria, venne sanzionata con la privazione della Santa Eucarestia:

Già una volta il … Rev. Padre Generale dei Servi di Maria mi proibì la S. Comunione, ossia: proibì ai Servi di Maria di quì «di occuparsi in qualsiasi modo di me e di portarmi la Comunione». È stata l’unica volta che si è… degnato occuparsi di me. E se ne degnò per ferirmi. Stetti male per dei mesi per questo doloroso decreto… per quanto poi revocato.

Ora se l’Alta (in superbia) Chiesa mi colpisse di una sanzione grave, io resterei priva per sempre di Comunione, e ne morirei di dolore. Perché l’Eucarestia è la mia vita, l’unica mia gioia.

Nulla da fare, egregio Amico.

Nulla!

Tacere. Patire. Morire. Questo devo fare io. Tacere devono fare gli altri. (Lettere a Arturo Bottai, pag. 148)[16]

I Quaderni del 1945-1950.jpg

La parte più significativa della lettera al signor Arturo Bottai compare tuttavia poco più avanti, in un passaggio nel quale Maria Valtorta conferma che la stesura dei commenti all’Apocalisse di san Giovanni era stata iniziata proprio nel mese di novembre del 1950. Tale lavoro, però, venne successivamente interrotto ed è rimasto incompiuto:

Siccome Gesù se ne ride dei… decreti di «quei tali», e ha per suo metodo di consolazione, a me, il dettarmi, ora detta una più vasta spiegazione dell’Apocalisse. Ci lavoro da circa un mese. (Lettere a Arturo Bottai, pag. 148)[16]

Questi ‘dettati’, dedicati a un ciclo di spiegazioni sull’Apocalisse di san Giovanni e relativi ad alcuni passi dei primi quattro capitoli, sono conservati negli ultimi due quaderni autografi[17] di Maria Valtorta. I testi non riportano né il nome dell’Autore né alcuna datazione esplicita, elemento che nel tempo ha favorito diverse ipotesi sulla loro origine e sul periodo effettivo di composizione, con alcuni studiosi propensi a collocarli in anni differenti.

La lettera del 5 dicembre 1950 assume quindi particolare importanza documentaria, poiché costituisce una testimonianza diretta della stessa Maria Valtorta e consente di confermare che la redazione di questi commenti era già in corso nel novembre del 1950. Essa rappresenta dunque uno dei principali riferimenti cronologici per la datazione del ciclo sull’Apocalisse, successivamente pubblicato nella parte conclusiva del libro: I Quaderni del 1945-1950.[18]

Note

  1. immagine rielaborata con AI
  2. Nata nel 1944 come Radio Audizioni Italia ha assunto la denominazione definitiva di Radiotelevisione Italiana nel 1954, in concomitanza con l’avvio delle trasmissioni televisive.
  3. Opera Pontificia affidata alla Compagnia di Gesù, al servizio della missione della Chiesa. Presente in oltre 90 paesi, forma una comunità spirituale composta da più di 22 milioni di fedeli. Sito web ufficiale: La Rete mondiale di Preghiera del Papa
  4. per iniziativa del padre gesuita François Xavier Gautrelet S.J. (1807-1886). Il movimento fu fondato presso il seminario di Vals-près-le-Puy, in Francia, il 3 dicembre 1844.
  5. Gli Esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti.
  6. Sito web ufficiale: Movimento Oasi
  7. la residenza estiva dei Papi. Padre Virginio Rotondi fu consigliere vicino a Pio XII, svolgendo un ruolo di collegamento tra il Vaticano e il mondo politico italiano nel dopoguerra. È noto che contribuì anche a “scongelare” i rapporti tra Pio XII e il presidente italiano Gronchi. Formò inoltre, insieme a padre Riccardo Lombardi, un tandem significativo tra i gesuiti italiani (Fonte: 30giorni.it).
  8. Pio XII - Discorso alle iscritte al movimento delle Oasi - 23 novembre 1952.
  9. Giovanni Paolo II - Discorso ai giovani del movimento Oasis, 24 luglio 1980.
  10. Sito web ufficiale: Ancilla Domini
  11. Diatriba anonima attribuita a Padre Alberto Vaccari S.J.
  12. 12,0 12,1 12,2 12,3 12,4 12,5 12,6 Emilio Pisani, Pro e contro Maria Valtorta, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri (Fr), 2022
  13. Si veda, a questo proposito, la sua biografia
  14. San Paolo, lettera ai Galati: “Ormai non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me”. (Gal 2,20)
  15. Padre Berti - Punti Cruciali, lettera del 7 febbraio 1950, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri, 2026.
  16. 16,0 16,1 16,2 Maria Valtorta, Lettere a Arturo Bottai, lettera del 5 dicembre 1950, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri, 2026.
  17. nel quaderno n. 121 (per intero) e n. 122 (parzialmente)
  18. Maria Valtorta, I Quaderni del 1945-1950, Centro Editoriale Valtortiano, Isola del Liri (Fr), 2006, pag. 505