Anania di Masada
È un fanciullo rimasto orfano e che viveva presso il guado del fiume Giordano, nel villaggio di Salomon, il barcaiolo. La madre rimasta vedova decide di vendere la casa e lo porta con sé a Masada (insieme al fratello Saul) perché intende risposarsi con un ricco erodiano. Il vecchio nonno Anania, che viveva con loro insieme al figlio morto, viene abbandonato e rimane da solo, povero e senza casa, costretto a mendicare per sopravvivere.
Percorso apostolico[modifica | modifica sorgente]
Nel Terzo anno di Vita pubblica[1], Gesù si reca a Masada per portare un messaggio di perdono del vecchio Anania alla nuora. Ed è proprio il bambino Anania ad aprire la porta a Gesù:
Gesù bussa alla porta chiusa di una casa alta e stretta. Apre un fanciullo.
«Sei parente di Anania?».
«Ne porto il nome perché è padre di mio padre».
«Chiama tua madre. Dille che vengo dal paese dove è Anania e il sepolcro dello sposo estinto».
Il fanciullo va e torna.
«Ha detto che non le importa di sapere nulla del vecchio. Che puoi andare».
Gesù fa il volto molto severo. (EMV 392.3)
Origine del suo nome[modifica | modifica sorgente]
Forma ebraica del nome Chananyah, "Dio ha avuto misericordia".
Dove lo incontriamo nell’Opera?[modifica | modifica sorgente]
Volume 7: EMV 496
Note[modifica | modifica sorgente]
- ↑ nel secondo periodo di 4 mesi