Samuele di Corazim

Da Wiki Maria Valtorta.
Samuele di Corazim
Uomo in piedi con le braccia tese di Rembrandt

È l'uomo storpio e rattrappito guarito da Gesù presso l'orto della suocera di Pietro, a Cafarnao. Dopo il miracolo che risana il suo corpo, corre subito a Corazin dal suo amico lebbroso Abele, per invitarlo a chiedere anche lui la guarigione dalla malattia a Gesù, poi ne favorisce l'incontro che si concluderà con un nuovo miracolo perché, anche Abele, viene sanato. Più tardi Samuele e Abele di Corazim saranno nominati fra i settantadue discepoli mandati da Gesù a evangelizzare. Saranno inseparabili sia nell’amicizia che nell’apostolato.

Dopo aver ammaestrato i presenti con la parabola del cavallo amato dal re, Gesù benefica i poveri e i malati di Cafarnao, tra i quali vi è anche Samuele:

Il solito brusio fra la folla.

Gesù ordina ai discepoli: «Fate che i poveri vengano avanti. Per loro ho ricca offerta di uno che ad essi si raccomanda per ottenere perdono da Dio».

Vengono avanti tre vecchietti cenciosi, due ciechi e un rattratto, e poi una vedova con sette bambini macilenti.

Gesù li guarda fisso uno per uno, sorride alla vedova e specie agli orfanelli. Anzi ordina a Giovanni: «Costoro siano messi là, nell’orto. Voglio parlare con essi». Ma diviene severo, e con l’occhio fiammeggiante, quando a Lui si presenta un vecchietto. Però non dice nulla, per il momento.

Chiama Pietro e si fa dare la borsa ricevuta poco avanti ed un’altra piena di monetine minori, oboli diversi raccolti fra i buoni. Rovescia tutto sulla panchina che è presso al pozzo, conta e divide. Fa sei parti. Una molto grossa, tutta di monete d’argento, e cinque minori per mole e con molto bronzo e solo qualche grossa moneta. Chiama poi i poverelli malati e chiede: «Non avete nulla da dirmi?».

I ciechi tacciono, il rattratto dice: «Che Colui da cui Tu vieni ti protegga». Nulla di più.

Gesù gli pone nella mano sana l’obolo.

L’uomo dice: «Te ne compensi Dio. Ma, più di questo, ecco, io da Te vorrei guarigione».

«Non l’hai chiesta».

«Sono povero, un verme che i grandi calpestano, non osavo sperare Tu avessi pietà del mendico».

«Io sono la Pietà che si curva su ogni miseria che mi chiama. Non ricuso nessuno. Non chiedo che amore e fede per dire: ti ascolto».

«Oh! Signore mio! Io credo e ti amo! Salvami, allora! Guarisci il tuo servo!».

Gesù pone la sua mano sul dorso curvato, la fa scorrere come per carezza e dice: «Voglio tu sia sanato».

L’uomo si raddrizza, agile e integro, con benedizioni infinite. (EMV 61.3)

Samuele corre subito dal suo amico Abele, il lebbroso, per portargli più viveri del solito, annunciargli la sua guarigione e che il potere di miracolo di Gesù, se ha fede, può sanare anche lui dalla lebbra. Prima che Abele venga guarito a sua volta, Gesù parla con Samuele e gli svela che il miracolo per la sua guarigione è stato compiuto in virtù della sua carità verso il prossimo:

Ma prima di lui giunge al boschetto Gesù con Samuele. «Fra poco sarà qui. Va lento per le piaghe. Abbi pazienza».

«Non ho fretta».

«Lo guarirai?».

«Ha fede?».

«Oh!… moriva di fame, vedeva quel cibo dopo anni di astinenza, eppure ha lasciato tutto dopo pochi bocconi per correre qui».

«Come lo hai conosciuto?».

«Sai… vivevo di elemosina dopo la mia sventura e percorrevo le vie per andare da un luogo all’altro. Di qui passavo ogni sette giorni e avevo conosciuto quel poverello… un giorno in cui, costretto dalla fame, si era spinto, sotto un temporale da mettere in fuga i lupi, sin sulla via del paese, in cerca di qualcosa. Frugava fra le immondizie come un cane. Io avevo del pane secco nella bisaccia, obolo di persone buone, e ho fatto a mezzo con lui. Da allora siamo amici e ogni settimana lo rifornisco. Con quel che ho… Se ho molto, molto; se poco, poco. Faccio quel che posso come mi fosse un fratello. È dalla sera che mi hai guarito, benedetto Tu sia, che penso a lui… e a Te».

«Sei buono, Samuele; per questo la grazia ti ha visitato. Chi ama merita tutto da Dio…». (EMV 61.4)

Percorso apostolico

Abele e Samuele di Corazim, amici inseparabili, restano tali anche nell’apostolato al seguito di Gesù. Prima vengono fatti aggregare al gruppo dei pastori della Natività, il primo nucleo di discepoli, poi a quello dei settantadue inviati ad evangelizzare «a due a due»[1].

Origine del suo nome

Samuele (o Chemouel) significa “esaudito da Dio” o “il suo nome è Dio”. Riferimento storico: il grande profeta Samuele e ultimo dei giudici, che Elkana ebbe miracolosamente in tarda età in seguito alla supplica di sua moglie Anna a Dio[2].

Dove lo incontriamo nell’Opera?

EMV 61 EMV 63
EMV 250 EMV 278 EMV 280
EMV 354 EMV 376
EMV 404 EMV 405 EMV 446 EMV 466 EMV 490

Note